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lunedì 24 ottobre 2016

Florencio Sánchez (Montevideo, 17 de enero de 1875 - Milán, Italia, 7 de noviembre de 1910) Anarquista

Florencio Sánchez

Florencio Sànchez (Montevideo, 17 gennaio 1875 – Milano, 7 novembre 1910) è stato un drammaturgo uruguaiano.
Nacque in Uruguay dopo si trasferiere in Argentina per la sua attività giornalistica, vi trascorse quasi interamente la sua breve e povera vita. Col suo vigoroso istinto drammatico, con un vivo senso della sintesi d'azione e di parola, con una tecnica un po' rudimentale, ma sicura e piena di effetto, Sànchez impostò robuste vicende su problemi morali e sociali.
Anche se non di rado l'impostazione a tesi contribuisce a serrarli in una rigidità piuttosto meccanica, molto spesso un'autentica emozione vivifica i contrasti drammatici delle sue teorie.
Sànchez è considerato il vero iniziatore del teatro moderno argentino e, in generale, di quello dell'America meridionale.

Opere principali

  • La gringa - La straniera, del 1904.
  • En familia - In famiglia, del 1905.
  • Barranca abajo - Giù per la china, del 1905.

Il "teatro indipendente"
"Il teatro politico indipendente gode in America latina di una radicata tradizione come forma privilegiata di intervento, di denuncia e di partecipazione sociale". Così si legge in un articolo apparso sul n. 197 di "A Rivista Anarchica" (febbraio '93). Su questo stesso tema mi piacerebbe trattare specificatamente la partecipazione dell'anarchismo nell'origine e nello sviluppo di questa tradizione. La scena rioplatense, fino alla fine del secolo scorso, non possedeva una tradizione propria. A creare il teatro argentino, con un suo specifico contenuto drammatico ed espressivo nel ritrarre la società è Florencio Sanchez con l'opera "M'hijo el dotor" ("Mio figlio il dottore"), che debutta al Teatro "Comedia" di Buenos Aires il 13 agosto 1993. Grazie al fatto di esser stato ufficialmente riconosciuto come padre del teatro argentino, con la sua opera di drammaturgo, Florencio Sànchez è l'unico anarchico a cui sia stato dedicato un monumento in una piazza della capitale argentina. Perché Florencio Sanchez era anarchico, anche se ciò non viene detto ai ragazzi a scuola, quando si insegna loro la storia e le origini del teatro rioplatense. Florencio era nato a Montevideo, il 17 gennaio 1875 e a 23 anni si trasferisce a Buenos Aires, integrandosi immediatamente nell'ambiente letterario "bohemien" modernista, che comprendeva artisti conosciuti, come Alberto Ghiraldo, Felix Basterra, José de Maturana, Guaglione ed altri ancora, attratti dall'anarchismo, in un primo momento grazie all'attivismo di Pietro Gori (esule in Argentina dal 1898) e divenuti poi attivi militanti, come redattori o collaboratori di "La Protesta Humana" ("La protesta umana"). Sono questi, anni di gestazione per il movimento anarchico e momento in cui si formavano le prime organizzazioni operaie rivoluzionarie. Florencio Sanchez lavora come giornalista nella città di Rosario, in cui, nell'ottobre 1901 si organizzerà un importante sciopero in una raffineria di zucchero; qui cadrà la prima vittima proletaria nelle lotte operaie del paese. Il cronista di queste lotte è Florencio e il suo articolo sarà pubblicato integralmente su "la Protesta Humana". Nello stesso anno si tiene il Congresso di Fondazione della prima federazione operaia - F.O.A. (Federazione Operaia Argentina, n.d.t.) che a partire dal 1903 prenderà il nome di F.O.R.A. (Federazione Operaia Regionale Argentina, n.t.d.), nell'anno in cui, come abbiamo detto, debutta "M'hijo el dotor" a cui seguiranno, negli anni successivi "La Gringa" ("gringo" è un argentinismo che designa le persone straniere che non siano spagnole, portoghesi o ispano-americane, n.d.t.) e "Barranca abajo". Tutto ciò, comunque non impedisce a Florencio Sànchez di continuare la sua collaborazione come giornalista a "La Protesta" che, dal 1904, diventa un quotidiano. Povero, nonostante il successo, Florencio nel 1909 fa un viaggio in Europa e muore l'anno successivo in un ospedale di Milano. Nell'anno 1910 si festeggia il Centenario dell'Indipendenza, che dà luogo ad un'intensiva attività di agitazione anarchica e socialista, che si appoggia ad un movimento operaio forte, già ben organizzato e che culmina con lo sciopero generale. La repressione è brutale e le tipografie che stampano i due quotidiani anarchici del momento ("La Protesta" e "La Batalla" - "La battaglia" - che esce come edizione della sera) vengono incendiate. L'organizzazione operaia continuò a svilupparsi senza dimenticare il teatro come arma di cultura e di propaganda. Da quei tempi, ormai lontani, la F.O.R.A. comprendeva la Società di Resistenza, la biblioteca, l'ateneo, e il gruppo filodrammatico. Il teatro popolare di contenuto sociale iniziò a Buenos Aires, e le compagnie teatrali più famose comprendevano questo genere nel loro repertorio. Un attivo militante anarchico come Rodolfo Gonzalez Pancheco, conosciuto all'interno del movimento soprattutto per la sua partecipazione al giornale "La Antorcha" ("La torcia"), è stato allo stesso tempo uno stimato autore di teatro che diffondeva le sue idee nelle opere che raggiungevano un pubblico molto vasto. Già nel 1916 debuttò un "bozzetto drammatico" al "Teatro Nuevo", dal titolo "Las vìboras" ("Le vipere"). Credo che la sua ultima opera teatrale sia stata rappresentata a Montevideo nel 1948, dalla "Companìa Nacional de Comedia", che s'intitolava "Cuando aquì habìa reìes" ("Quando qui c'erano i re"). Basta solo citare alcuni titoli di opere di Gonzalez Pacheco per rendersi conto del contenuto socio-politico del suo teatro: "Hijos del pueblo" ("Figli del popolo") del 1921, "El sembrador" ("Il seminatore") del 1922, "Companeros" ("Compagni") del 1936, "Manos de luz" ("Mani di luce") del 1940. Rodolfo Gonzalez Pacheco muore nel 1949, ma in questi anni il passato cessa di essere storia per me e diventa ricordo, parte di una storia personale. Ricordo la messinscena (e ricordo anche vari episodi che vi si riferiscono) a quel tempo di "Nuestra Natacha" ("La nostra Natascia") di Alejandro Casona, autore spagnolo, rifugiatosi in Argentina, rappresentata dal gruppo filodrammatico della locale Federazione Operaia. Si era all'inizio del peronismo, già al potere, e la F.O.R.A. entrava nuovamente nell'illegalità e nella semi-clandestinità. Negli anni '60, "La Protesta" torna ad uscire pubblicamente, e allo stesso tempo debutta a Rio de La Plata, la "piéce teatrale" "Sacco e Vanzetti" di Mino Roli e Luciano Vincenzoni (Roma, 1960), prima a Montevideo nel 1962 e poi a Buenos Aires. La Compagnia professionale che la rappresentò, diede una replica esclusivamente per i militanti della F,O.R.A., a cui tra l'altro versò gli incassi. In un paese nel sud della Bolivia, il compagno e attivo militante sindacale Liber Forti crea il gruppo teatrale "Nuevos Horizontes" ("Nuovi Orizzonti") di Tupiza e pubblica una rivista di teatro nel 1956. Ma non credo sia necessario dare ulteriori esempi del rapporto fra anarchia e teatro, rapporto esteso a tutta l'America Latina; per il momento basta segnalare i fatti e lasciare che le generazioni future raccolgano - qualora ci sia l'interesse - quanto di buono è stato seminato.

Eduardo Colombo (Parigi)
(traduzione di Fernanda Hrelia)

 

Florencio Sánchez
unknow. uploader Claudio Elias - Fotograph taked from the book "Historia de la Literatura Argentina Vol I" edited by Centro Editor de América Latina. Published on November 1968 Buenos Aires, Argentina

Florencio Sánchez (January 17, 1875 – November 7, 1910) was a Uruguayan playwright, journalist and political figure. He is considered one of the founding fathers of theater in the River Plate region of Argentina and Uruguay.

Biography

Florencio Sánchez's parents moved him and his eleven siblings to the city of Treinta y Tres and later to Minas, where he attended elementary school. At a very young age, he published a few satirical articles in a newspaper and participated as actor and author in some family musicals (with staged representations).
After abandoning high school, Sánchez alternated his life between Montevideo, Buenos Aires and Rosario. His intense works in journalism and theater unfolded in these cities. In Montevideo he joined the International Center for Social Studies (a literary organization). In Rosario he was a secretary for the writing department of La República ("The Republic"), a publication led by Lisandro de la Torre. His first writings of a social and political nature were published in La República. The critical and scathing realism was apparent in his literary work for the newspaper; this writing style would later characterize his theatrical productions.
Sánchez moved to Buenos Aires, Argentina, in 1892, after spending some time in Rosario, a city in Santa Fe, Argentina. He remained there for two years. After his return to Montevideo in 1894, he began working as a journalist for the newspapers El Nacional ("The National"), La Razón ("The Reason"), and El Siglo ("The Century"). He published interviews and wrote political articles in which he incorporated dialogues among the protagonists. In Buenos Aires, he began to make a name for himself as a journalist. He started to participate in intellectual circles and the Buenos Aires night life.
In 1897, when the civil war broke out in Uruguay, he returned to his home country and fought under Aparicio Saravia, thus continuing his family's history of political action. During this phase, he came into contact with intellectuals such as Eduardo Acevedo Díaz. Shortly after his wartime service, his political affiliation with anarchy began. He wrote in La Protesta ("The Protest") and in the magazine El Sol ("The Sun"), the latter being led by Alberto Ghiraldo. Sánchez's plays Ladrones ("Thieves") and Puertas adentro ("Doors Within") were written in the anarchist model.
On August 13, 1903, his first play, M'hijo el dotor ("My son, the doctor"), was performed in the Comedy Theater of Buenos Aires. It was a success, and he followed up with a short but intense period of playwriting, with similar success in both Buenos Aires and Montevideo. These new plays included a farce entitled La gente honesta ("The Honest People") and perhaps his most famous play, Canillita ("The Newspaper Vendor"), both also written in 1903. Canillita has been interpreted by a Spanish operetta company.
With the success of M'hijo el dotor, Sánchez married Catalina Raventos on September 25, 1903, after being in a relationship with her since 1897. His unorganized economic life caused him to sell his plays to several impresarios and theater actors for very little, when he needed money. He frequently accepted advances for plays which he had not yet finished or begun writing, and he sometimes wrote plays hurriedly, giving them away without final revisions.
In 1906, Sánchez settled in La Plata, where he worked for the Office of Anthropometric Identification, which was funded by Juan Vucetich. He contracted tuberculosis, which was spreading rapidly during the late 1880s and early 1900s.
For many years, he had intended to travel to Europe to create a socially and economically successful play. In 1909, he found an opportunity to go and boarded the Italian ship Principe di Udine on September 25, arriving in Genova on October 13. In Italy, he dedicated himself finding a way to connect with the theater companies, for an opportunity to see his plays produced in Spain and France. Upon receiving 3000 francs in 1910 for his play Los muertos ("The Dead"), he spent all of his money in just a few days in Niza on women and gambling in casinos.
After traveling through much of Italy and southern France, he went to Milan, an important center for theater, to contact with some theater impresarios. However, his disease was affecting his health and he was ordered to travel to Switzerland because it was believed that the pure Alpine air would help him. After arriving in Switzerland by train, he was refused service by hotels and hospitals because of his contagious disease. He returned to Milan and was admitted to a hospital in Milan on November 2 and died on November 7. He was thirty-five years old.
A passionate observer, Sánchez's favorite themes for his plays were family, the tenement, and immigrants. He also portrayed the social classes on both sides of the Silver River (Río de la Plata), displaying through the everyday life of and dialogue between his characters both the misery and hope of the working class.

Works

Sánchez is regarded as Uruguay's leading playwright. His dramatic plays include:
  • La gente honesta [English: The Honest People] Farce; premiere- June 26, 1903. Retitled Los curdas.
  • M'hijo el dotor [English: My Son, the Doctor] Comedy in three acts; premiere- August 13, 1903
  • Canillita [English: The Newspaper Vendor] Farce; premiere- October 2, 1903
  • Cédulas de San Juan [English: San Juan's Warrant] Farce in two acts; premiere- August 7, 1904
  • La pobre gente [English: The Poor People] Comedy in two acts; premiere- October 1904
  • La gringa [English: The Foreigner (female)] Comedy in four acts; premiere- November 21, 1904
  • Barranca abajo [English: Downwards Gully] Tragedy in three acts; premiere- April 26, 1905
  • Mano santa [English: Holy Hand] Farce; premiere- June 9, 1905
  • En familia [English: In Family] Comedy in three acts; premiere- October 6, 1905
  • Los muertos [English: The Dead] Comedy in three acts; premiere- October 23, 1905
  • El conventillo [English: The Tenement] Traditional Spanish Operetta in one act; premiere- June 22, 1906
  • El desalojo [English: The Vacancy] Farce; premiere- July 16, 1906
  • El pasado [English: The Past] Comedy in three acts; premiere- October 22, 1906
  • Los curdas [English: The Kurds] Farce; premiere- January 2, 1907
  • La tigra [English: The Tigress] Farce; premiere- January 2, 1907
  • Moneda falsa [English: False Coin] Farce; January 8, 1907
  • El cacique Pichuelo [English: The Pichuelan Boss] Traditional Spanish Operetta; premiere- January 9, 1907
  • Los derechos de la salud [English: Health Rights] Comedy in three acts; premiere- December 4, 1907
  • Nuestros hijos [English: Our Children] Comedy in three acts; premiere- June 1908
  • Marta Gruni Farce; premiere- July 1908. Utilized as a text for an opera written by Juarés Lamarque Pons in 1967
  • Un buen negocio Comedy in two acts; premiere- May 2, 1909

Political activities

Sánchez was a supporter of the conservative nationalist leader Aparicio Saravia. He sided with Saravia in the Uruguayan Civil War of 1897, but disillusioned by its aftermath, Sánchez became an anarchist and wrote for the anarchist periodical La Protesta (English: Protest).

 
Busto en homenaje al dramaturgo y periodista uruguayo Florencio Sánchez, en la Plazoleta que lleva su nombre en diagonal 75 (Florencio Sánchez, por Ordenanza Nº 1137 del año 1948) esquina 22, de la ciudad de La Plata.
 
Florencio Sánchez (Montevideo, 17 de enero de 1875 - Milán, Italia, 7 de noviembre de 1910) fue un dramaturgo y periodista uruguayo, cuya producción y herencia artística se desarrolla en ambas orillas del Río de la Plata.

Biografía

Era hijo de Olegario Sánchez y de Josefa Mussante, y tuvo once hermanos. Tras abandonar sus estudios secundarios, aunque fue un incansable lector, alternó su vida entre Montevideo, Buenos Aires y Rosario. Fue en estas ciudades donde desarrolló una intensa labor periodística (La Voz del Pueblo, El Siglo, La Razón, El Nacional, El País) y teatral.
En 1897, al estallar la guerra civil en Uruguay, se incorporó a las filas de Aparicio Saravia en seguimiento de la tradición partidaria de su familia, ocasión en que mantuvo contacto con algunas destacadas personalidades de la intelectualidad, como Eduardo Acevedo Díaz. Consternado por el clima que rodeaba al alzamiento, desertó y pasó a Brasil. De este período surgirá su desencanto por las posturas políticas tradicionales, reflejado en sus Cartas de un flojo, y comienza su activa militancia en el anarquismo. Escribió en La Protesta y en la revista El Sol, dirigida por Alberto Ghiraldo. Sus obras Ladrones y Puertas Adentro se inscriben dentro del modelo anarquista.

Su vinculación con el anarquismo

En Montevideo ingresó en el Centro Internacional de Estudios Sociales (principal local anarquista de la ciudad, cuyo lema era: «El individuo libre en la comunidad libre»). Florencio se involucra activamente en el Centro Internacional, dando varias conferencias, leyendo sus Cartas de un flojo, declarándose anarquista, compartiendo la tribuna tanto con Pietro Gori, como con Pascual Guaglianone, un joven argentino que impactado por el ejemplo de Gori daba conferencias por toda la ciudad. Allí Florencio se desempeña como bibliotecario de la recientemente inaugurada Biblioteca Obrera, colabora con algún texto con el periódico del Centro, Tribuna Libertaria. Crea un cuadro filodramático, junto con Edmundo Bianchi y Eulogio Peyrot, donde pretenden extender la arenga, el discurso libertario, por vías de comunicación más entretenidas. La experiencia es un éxito y de allí nacen obras de Florencio que se presentan hasta el día de hoy como ser Puertas adentro o Ladrones y Pilletes, que un tanto modificadas son lo que hoy conocemos como Canillita. Además del Centro Internacional, Florencio frecuenta la librería Moderna de Orsini Bertani, un anarquista que le editó sus primeras obras a Rafael Barret, Ángel Falco o Ernesto Herrera, entre otros tantos, y frecuenta muy especialmente el Polo Bamba, un café ubicado frente a la plaza independencia que era el principal lugar de reunión de los anarquistas junto al Centro Internacional.
Será también Florencio el principal impulsor de un proyecto que tardó un par de meses en concretarse: la edición de un diario anarquista, El Trabajo, que constituirá el primer diario anarquista del Uruguay.
Mientras tanto, las conferencias se sucedían: entre diciembre de 1900 y mayo de 1901 Florencio dio al menos siete conferencias en el Centro Internacional. El asunto molestó tanto al jefe de policía que se ordenó detenerlo. Prófugo de la policía se fue rumbo a Rosario (Argentina).
En Rosario fue secretario de redacción de La República, publicación dirigida por Lisandro de la Torre. Fue aquí donde publicó sus primeras notas de carácter político y social. En ellas aparecía el realismo crítico y mordaz que caracterizó a su producción teatral. Florencio se involucra con el movimiento obrero y anarquista local, frecuenta la Casa del Pueblo, principal centro de agitación, y cuando estalla la huelga de la refinería de Azúcar, principal centro industrial de la provincia, se pone al servicio de la misma. Las páginas de La República se ponen al servicio del conflicto, Florencio es delegado del Comité de Huelga y redacta, por ejemplo, un comunicado de la misma fechado en octubre de 1901. Participa también, de las manifestaciones del 1º de mayo de 1902 en primera línea junto a la célebre anarquista Virgina Bolten.
Pero su situación laboral se complicó cuando los trabajadores de La República entraron en huelga y él ―su director― se adhirió también a la misma. Posteriormente funda un periódico junto a otros colegas llamado La Época, también escribe una nueva obra teatral llamada La gente honesta, donde se burla de un personaje del Gobierno que es a su vez su antiguo jefe y dueño de La República. Para el día del estreno el Sr. Schniffer ―que era el dueño de La República― logra hacer suspender la obra, y la policía la prohíbe. Florencio es perseguido y apaleado en plena calle, mientras los ejemplares de La Época que anunciaban el texto de la obra prohibida se venden como pan caliente. Fue necesario sancionar una ley de censura para hacerlos dejar de circular.
Así se va Florencio de Rosario rumbo a Buenos Aires, donde tras una importante huelga se impone la Ley de Residencia una ley antianarquista que permite echar del país a todo extranjero que se crea inconveniente, la Federación Obrera Regional Argentina, de tendencia anarquista responde con la huelga general, mientras que el gobierno decreta el Estado de Sitio y la censura. Ante esto La Protesta, principal vocero del anarquismo porteño es asaltada y prohibida. Florencio Sánchez junto a otros compañeros logran sacarla clandestinamente, cada noche en una imprenta diferente y sorteando la represión para hacerla distribuir. También se encarga Florencio de la redacción de un suplemento especial que saca la revista El Sol, dirigida por Alberto Ghiraldo para hacerle frente a la represión. Luego de esto, se considera que Florencio se aleja del anarquismo. Sin embargo, siguió vinculado al círculo de amistades e intelectuales vinculados con el anarquismo ―es decir que no lo consideraron un desertor―. Siguió participando de los mítines obreros, como por ejemplo hay relatos de que se lo vio en el local de La Protesta el 1 de mayo de 1904. Continuó tratando en todas sus obras problemáticas y contradicciones sociales de las que el anarquismo siempre había hecho énfasis. Y finalmente, en 1909 cuando su fama estaba totalmente consagrada (y su vida a poco de concluir) tras la brutal represión del 1º de mayo de 1909 tomó nuevamente a cargo la redacción del diario anarquista La Protesta, nuevamente prohibido y clandestino.
En 1903 escribe M'hijo el dotor, que se estrena con gran éxito en Buenos Aires. El 25 de septiembre de 1903 se casó con Catalina Raventos y sus padrinos fueron José Ingenieros y Joaquín de Vedia. También en 1903 escribió el sainete La gente honesta y su primera obra teatral Canillita, que se representó por una compañía española de zarzuelas. Solidario con los obreros gráficos en huelga, pierde el empleo. A su vez la policía impide el estreno de La gente honesta. Sin embargo, Sánchez no declina su compromiso ideológico.
En 1906, Sánchez se instala en La Plata, donde trabajó en la Oficina de identificación Antropométrica, que había sido fundada por el policía Juan Vucetich. Apasionado observador, Sánchez tuvo como temas preferidos para sus obras de teatro la vida proletaria, la familia, el conventillo, los inmigrantes, representó diversos tipos sociales en ambas orillas del Río de la Plata, mostrando miserias y esperanzas del mundo del trabajo a través de la vida cotidiana de sus personajes.
El 25 de septiembre de 1909 embarcó hacia Europa en el barco italiano «Príncipe di Udine» como a comisionado oficial del presidente uruguayo, Claudio Williman, para informar sobre la conveniencia o no de que el gobierno uruguayo participara en una proyectada exposición artística en Roma, llegando a Génova el 13 de octubre de 1909. Después de pasar unos meses derrochando una importante suma de dinero como anticipo de los derechos de representación de sus obras en Europa en diferentes ciudades italianas y francesas, enfermo de tuberculosis, murió a las 3 de la madrugada del 7 de noviembre de 1910 en el Hospital de Caridad «Fate Bene Fratelli» de Milán (Italia), donde había estado internado cinco días antes por una bronquitis en el pulmón izquierdo. El 21 de enero de 1921 sus restos mortales llegaron a Montevideo y fueron llevados al Panteón Nacional.

Busto de Florencio Sánchez, por el escultor Erminio Blotta, en el Teatro La Comedia, de Rosario (Argentina). Fotografía de Luis A. Blotta.




Monumento a Florencio Sánchez por Agustín Riganelli

La Vida Anárquica de Florencio Sánchez (Pascual Muñoz) - Yumpu

https://www.yumpu.com/es/document/...florencio-sanchez.../3
Muñoz, 68 68 INDICE Introducción Read more about florencio, vida, montevideo, obra, teatro and anarquista.

biografia florencio sanchez.mpg - YouTube

 
 
https://www.youtube.com/watch?v=QOPp3e75mIM
16 nov 2010 - Caricato da Sebastián Dinegri
Realizado para el cierre de los grupos de bachillerato artistico y en conmemoración del centenerio de la muerte ...

M' Hijo el Dotor (Primera Parte) - YouTube

 
 
https://www.youtube.com/watch?v=YGI9mpq4Am8
01 dic 2014 - Caricato da cristian vallejos
Obra de teatro "M' Hijo el Dotor" de Florencio Sanchez estrenada en TerrazaTeatro-BarT ubicado en Paseo ...


 


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