martedì 13 settembre 2016

Giovanni Ajmone Cat (Roma, 5 marzo 1934 – Como, 18 dicembre 2007) Explorer

Giovanni Ajmone Cat

Nasce a Roma il 5 marzo 1934, figlio di Mario Ajmone-Cat Ufficiale di Aeronautica e Capo di Stato Maggiore della giovane Repubblica Italiana. Muore a Como il 18 dicembre 2007.
La madre Carlangela Durini di Monza, partecipò alla prima traversata Panafricana del 1929, dall’Angola alla Somalia.

Dopo il diploma al Collegio Gallio in Como, dei padri Somaschi, si imbarca come mozzo e naviga dal 1946 al 1954. Riprende quindi gli studi e si laurea in Scienze Agrarie partecipando alla fase finale della bonifica Agro-Pontina.
L’amore per l’acqua nasce sul Lago di Como, dove il Comandante Giovanni già a quattro anni “…
è imbarcato sui paglioli di una barca a vela, Classe 1923, imbarcazione concepita per il Lago di Como simile al vecchio dinghy”.
Ebbe come maestro Sandro Volpi di cui occorre riportare la celebre frase “arrivare ultimo è un gesto di cortesia verso il penultimo”.

Prima spedizione Antartica, 1969-1971.
Alla fine del mese di giugno del 1969, lascia il porto di Anzio con rotta verso l’Antartide Australe, motivato dalla curiosità per quei mari poco conosciuti e dove poche navi con bandiera italiana, o forse ancora nessuna, aveva gettato l’ancora. Approda alle Isole South Shetland e precisamente nell’isola Deception.
La barca è di nuova costruzione e varata nei cantieri di Torre del Greco, con il nome di “San Giuseppe Due”. Una barca a vela latina: “attrezzato come una vecchia feluca a vele latine, controfiocco e scopamare, ancore romaniche; con gru di capone, dislocamento 39 t., motore ausiliario da 205 HP, materiale di costruzione in legno…”
“Nel 1969 non esistevano quei sistemi altamente tecnologici oggi comunemente utilizzati, soprattutto quelli inerenti alle comunicazioni come i telefonini satellitari e gli strumenti di rilevamento della posizione GPS.
Sul “San Giuseppe Due” la navigazione veniva compiuta con le tecniche della “vecchia” marineria velica, non essendo stato montato nemmeno il radar.”
( Dal libro “1969, rotta per l’Antartide” a cura di Ferruccio Russo e in fase di ristampa dall’editore E.S.A.-Edizioni Scientifiche e Artistiche).

La traversata atlantica
Il Comandante Ajmone-Cat fece scalo in Argentina.
Dopo il Mar del Plata, attraversò lo Stretto di Drake per gettare l’ancora all’isola di Deception nelle South Shetland. Egli portò per la prima volta il tricolore italiano presso la base scientifica argentina di Almirante Brown, in Baia Paradiso, a 64° 53' di latitudine S e 62° 53' di longitudine W.
Qui svolse studi scientifici di rilevazione dei fondali e delle rive, in un territorio in evoluzione per via di una intensa attività vulcanica. Grazie a questi studi, la toponomastica internazionale gli attribuisce la baia da lui studiata come “Lake Ajmonecat” Lat.62° 55’ 20.0” S - 60° 40’ 40,0” W.
Inoltre, egli acquisisce credito e rispetto dalle nazioni che sono in quei luoghi con basi prevalentemente scientifiche. Credito e rispetto che aiuteranno l’Italia ad entrare nel Trattato Antartico precedentemente firmato nel 1959, in cui l’Italia era assente.

Seconda spedizione Antartica, 1973-1974
La seconda spedizione nasce dall’intesa attività del Comandate Giovanni a favore delle terre antartiche in diverse sedi e istituzioni italiane, al fine di sensibilizzare il Governo ad accogliere l’offerta gestire basi inglesi in via di chiusura.
La stessa Marina Italiana offre la sua disponibilità e i suoi uomini affinchè abbia successo la spedizione. L’Istituto Geografico polare di Silvio Zavatti offrì un contributo tecnico-scientifico.
Dopo la sua scomparsa la Marina Militare Italiana accetta la donazione della sorella, Dona Rita Ajmone-Cat, della barca “San Giuseppe Due” ancora in ottimo stato e in grado di navigare, con un utilizzo finale di nave-scuola.
Molti cimeli e documenti del Comandante Giovanni sono approdati a Trieste, al Museo Nazionale dell’Antartide, per la sua ottima reputazione e studio dell’Oceanografia sia artica che antartica. A breve, la sezione sarà aperta al pubblico, si spera nella primavera-estate del 2012. Nel medesimo Museo sono esposti cimeli e attrezzature utilizzati da Renato Cepparo, altro mito della marina italiana, che effettuò nel 1976 una spedizione in Antartide finalizzata alla costruzione della prima base italiana dedicata al piemontese Giacomo Bove e alla promozione dell’attività scientifica dell’Italia in Antartide, ancora osteggiata da barriere burocratiche clientelari degli enti proposti alla ricerca e da funzionari ministeriali non proprio aperti al cambiamento. (A.S.)


John Ajmone Cat (Rome, March 5, 1934 - Como, Dec. 18, 2007) was an Italian explorer. It was the first Italian navigator who in 1969 and 1973 he made ​​two voyages by boat sailing to Antarctica.




Son of the head of the Air Mario Ajmone Cat, graduated in Agricultural Sciences at the University of Perugia, but the passion for the sea took him to childhood memories, sailing, learned on Lake Como and along the coast Lazio. The mother Carlangela Durini di Monza, in the years of the fascist regime he made the first crossing of equatorial Africa, from the Red Sea to Lobito in Angola, of mechanized transport trucks that were provided by Om; a company that had a certain echo and was immortalized by Istituto Luce in a long documentary is still visible today.
The love of water comes on Lake Como, where the Commander Giovanni already four years and embarked on the floorboards of a sailboat, Class 1923, vessel designed for the Lake Como like the old dinghy ".
He had as master Sandro Volpi whose famous phrase must be reported "arriving last is a gesture of courtesy to the penultimate"

He moved to Anzio, started projects that will lead to Antarctica, the first time in 1969-1971 (the first Italian) and the second in 1973/74.

For this adventure commissioned the shipwright Girolamo Palomba of construction sites in Torre del Greek, a felucca of 16 meters equipped to accommodate up to five crew members. armed with two Latin sails, controfiocco, jib and staysail, Roman type anchors with crane capone, displacement 39 t., auxiliary engine from 205 HP, building material made ​​of wood, called "San Giuseppe Due". For the name he was inspired by his beloved tartan, but in the register of ships of more then existed already "Joseph II" (which was a Sicilian fishing boat atlantic) and thus to remedy the non-eponymous premise called St. Joseph Two.
From the schooner San Jose - San Giuseppe in Italian - with which the lieutenant of the Royal Navy Giacomo Bove, sailed and sank in 1882 in the waters of Ushuaia in Tierra del Fuego, Argentina's far south was named St. Joseph, " tartan " of 7.40 meters which owned his family.

The beautiful boat designed by Giovanni Ajmone Cat, was built with special materials and measures to address long ocean passages and navigation in icy seas to withstand collisions with the waves that the one with the pack and small icebergs that surely, they would meet ...

In the first undertaking On 27 June 1969 the "San Giuseppe Two" set sail from the port of Anzio carrying Ajmone Cat and the first four crew members which underwent several changes. .. On the return journey they took part in The Pilot Capt Alitalia Dario Trentin Friend of John Ajmone Cat and the pilots of the Italian Navy Salvatore Mauro and Franco Zarattini.
Commander Ajmone Cat crossed the Atlantic Ocean with a stopover in Argentina. He spent the Mar del Plata, the Strait of Drake and then landed on the ice of Antarctica where he planted for the first time the Italian flag at the scientific basis of Argentina Almirante Brown, in Paradise Bay, 64 ° 53 'S latitude and 62 ° 53 'longitude W.
With this enterprise Commander Ajmone Cat reported "Italy at the time of the great geographical expeditions," as stated the Chief of Staff of the Italian Navy, Admiral Roselli Lorenzini, during the ceremony in which delivered the Gold Medal of Merit marinara.





In 1973 1974 follow the "First Expedition Italian Antarctic" , with scientific purposes with the help of the Italian Naval League and the Navy that he made ​​available four non-commissioned officers as a crew. MARIO CAMILLI 2nd Head-MN-Director machine TITO MANCINI , 2nd NP Cape, JOHN FEDERICI -Sergente N-Nostromo; GIANCARLO FAITH , Sergeant radio operator).
For the stretch Antarctic: the Com / tea Pilot Alitalia Dario Trentin .

From Torre del Greek 1 July 1973 shares the St. Joseph Two for his second venture and, although generally retracing the same route of the previous trip, brought the San Giuseppe Due to touch the Antarctic Circle, which was unable to reach destination due to adverse weather conditions with the advance of the winter season. However, it was possible to reach the Argentine Island at 65 ° 15 'lat the British scientific base of the BAS (British Anctartic Survey). South and 64 ° 16 'long. West, a place never before achieved by an expedition entirely Italian, possible thanks to the tenacity and experience, and previously by the Commander Ajmone Cat, as well as the professionalism demonstrated by the crew military.
June 27, 1974 return to Anzio after traveling about 20,000 miles in a year.

Subsequently, in 1979, the Commander Cat ID Ajmone received his engineering diploma Nautica, supporting the school-leaving examination at the Nautical Institute of Tower of the Greek State, obtaining the Diploma of Candidate to the Merchant Ships Command, and always in command of his felucca participated successfully in 1992 for the Columbus celebrations, the largest regatta in memory of Christopher Columbus, on the occasion of the 500th anniversary of the discovery of America.
In 1996 he took part in the regatta of tall ships, Cutty Sark, gemellandosi with Venezuelan sailboat "Simon Bolivar".

The St. Joseph Two and its owner does not take over the sea; In fact, a wish of the Ajmone Cat, the ship will be put into the ground and intended to become a museum of two Antarctic expeditions.
On 18 December 2007, aged 73, died in Como. In subsequent years the figure was evoked with conferences and publications on this website it is a dedication to his memory through the availability of friends and those who took part to companies in Antarctica.

On 26 August 2009, mapping agencies that map the British Antarctic Territory, they called the lake located inside Deception Island in the South Shetland Islands as the "Ajmonecat Lake".

Comandante Giovanni Ajmone Cat
Giovanni Ajmone Cat (Roma, 5 marzo 1934 – Como, 18 dicembre 2007) è stato un esploratore italiano. È stato il primo navigatore italiano che nel 1969 e nel 1973 ha compiuto due traversate in barca a vela per raggiungere l'Antartide.


Figlio del capo di stato maggiore dell'Aeronautica Mario Ajmone Cat, si laureò in scienze agrarie all'Università di Perugia, ma la passione per del mare lo porto ai ricordi d’infanzia , la vela, appresa sul lago di Como e lungo il litorale laziale. La madre Carlangela Durini di Monza, negli anni del regime fascista compì, la prima attraversata dell'Africa equatoriale, dal Mar Rosso a Lobito in Angola, su mezzi meccanizzati che erano camion forniti dalla Om; un'impresa che ebbe una certa eco e venne immortalata dall'Istituto Luce in un lungo documentario ancora oggi visibile.
L’amore per l’acqua nasce sul Lago di Como, dove il Comandante Giovanni già a quattro anni e imbarcato sui paglioli di una barca a vela, Classe 1923, imbarcazione concepita per il Lago di Como simile al vecchio dinghy”.
Ebbe come maestro Sandro Volpi di cui occorre riportare la celebre frase “arrivare ultimo è un gesto di cortesia verso il penultimo”

Trasferitosi ad Anzio, avviò i progetti che lo porteranno in Antartide, la prima volta nel 1969 al 1971 (primo italiano) e la seconda nel 1973/74.

Per questa avventura commissionò al maestro d’ascia Girolamo Palomba dei cantieri a Torre del Greco, una feluca di 16 metri equipaggiata per ospitare un massimo di cinque persone di equipaggio. armata con due vele latine, controfiocco, fiocco e trinchetta, ancore di tipo romano con gru di capone, dislocamento 39 t., motore ausiliario da 205 HP, materiale di costruzione in legno, battezzata “San Giuseppe Due”. Per il nome si ispirò alla sua amata tartana, ma nel registro delle navi maggiori di allora esisteva gia "San Giuseppe II" (che era un peschereccio atlantico siciliano) e dunque per ovviare alla non premessa omonima la chiamò San Giuseppe Due.
Dalla goletta San José - San Giuseppe in italiano - con la quale il tenente di vascello della Regia Marina Giacomo Bove, navigò e naufragò nel 1882 nelle acque di Ushuaia nella Terra del Fuoco, all’estremo sud argentino prese il nome San Giuseppe, la "Tartana" di 7,40 metri che possedeva la sua famiglia.

La splendida imbarcazione ideata da Giovanni Ajmone Cat, fu costruita con particolari materiali e accorgimenti per affrontare lunghe traversate oceaniche e la navigazione in mari ghiacciati per poter sopportare eventuali collisioni con i marosi che quella con il pack ed i piccoli iceberg che sicuramente, si sarebbero incontrati…

Nella prima impresa del Il 27 giugno 1969 il “San Giuseppe Due” salpò dal porto di Anzio con a bordo Ajmone Cat ed i primi quattro membri di equipaggio la quale subi diversi cambi. .. nel viaggio di ritorno presero parte Il C.te Pilota dell'Alitalia Dario Trentin Amico di Giovanni Ajmone Cat e i nocchieri della Marina Militare Italiana Salvatore di Mauro e Franco Zarattini.
Il Comandante Ajmone Cat attraversò l’Oceano Atlantico facendo scalo in Argentina. Passò il Mar del Plata, lo Stretto di Drake e quindi approdò sulla banchisa dell’Antartide dove piantò per la prima volta il tricolore italiano, presso la base scientifica Argentina di Almirante Brown, in Baia Paradiso, a 64° 53' di latitudine S e 62° 53' di longitudine W.




Con questa impresa il Comandante Ajmone Cat riportò “l’Italia all’epoca delle grandi spedizioni geografiche”, come affermò il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Roselli Lorenzini, durante la cerimonia in cui gli consegnava la Medaglia d’oro di benemerenza marinara.





Nel 1973 1974 segui la "Prima Spedizione Antartica Italiana", con scopi scientifici grazie al contributo della Lega Navale Italiana e della Marina Militare che gli mise a disposizione quattro sottufficiali in qualità di equipaggio. MARIO CAMILLI 2° Capo-MN-Direttore Macchina TITO MANCINI, 2° Capo NP, GIOVANNI FEDERICI-Sergente N-Nostromo; GIANCARLO FEDE, Sergente Radiotelegrafista).
Per il tratto Antartico: il Com/te Pilota Alitalia Dario Trentin.

Da Torre del Greco il 1º luglio 1973 parti il San Giuseppe Due per la sua seconda impresa e, pur se ripercorrendo in linea generale lo stesso itinerario del precedente viaggio, portò il San Giuseppe Due a sfiorare il circolo polare antartico, meta che non poté raggiungere a causa delle avverse condizioni climatiche con l’anticipo della stagione invernale. Comunque fu possibile raggiungere la base scientifica inglese della B.A.S. (British Anctartic Survey) di Argentine Island a 65° 15' lat. Sud e 64° 16' long. Ovest, luogo mai raggiunto prima da una spedizione interamente italiana, possibile grazie alla tenacia e ed all'esperienza acquisita in precedenza dal Comandante Ajmone Cat, nonché alla professionalità dimostrata dall'equipaggio militare.
Il 27 giugno 1974, rientro a Anzio dopo aver percorso in un anno circa 20.000 miglia.

Successivamente, nel 1979, il Comandante I.D. Ajmone Cat conseguì la Maturità Tecnica Nautica, sostenendo l'esame di maturità presso l'Istituto Tecnico Nautico Statale di Torre del Greco, ottenendo il Diploma di Aspirante al Comando di Navi Mercantili, e sempre al comando della sua feluca partecipò con successo, nel 1992 per le Colombiadi, alla grande regata in memoria di Cristoforo Colombo, in occasione del 500º anniversario della scoperta dell'America.
Nel 1996 prese parte alla regata dei grandi velieri, Cutty Sark, gemellandosi con il veliero venezuelano "Simon Bolivar".

Il San Giuseppe Due ed il suo proprietario non prenderanno più il mare; infatti per volere dello stesso Ajmone Cat, il veliero sarà messo in terra e destinato a divenire il museo delle due spedizioni antartiche.
Il 18 dicembre 2007, all'età di 73 anni, si è spento a Como. Negli anni successivi la figura è stata rievocata con convegni e pubblicazioni dedicate questo sito ne è una dedica alla sua memoria attraverso la disponibilità di amici e coloro che presero parte alle imprese in Antartide.

Il 26 agosto 2009, gli enti cartografici che mappano il Territorio antartico britannico, hanno denominato il lago posto all'interno di Deception Island nelle Isole Shetland Meridionali con il nome di "Ajmonecat Lake".







Giovanni Ajmone Cat

 

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