giovedì 16 marzo 2017

Giuseppe Abbati (Napoli, 13 gennaio 1836 – Firenze, 21 febbraio 1868) Painter

Giuseppe Abbati

Giuseppe Abbati (Napoli, 13 gennaio 1836 – Firenze, 21 febbraio 1868) è stato un pittore e patriota italiano.

Biografia

Figlio del pittore Vincenzo, segue la famiglia prima a Firenze nel 1842 e poi a Venezia dal 1846 al 1858, dove forma la propria cultura artistica sia sotto la guida del padre che frequentando dal 1850 l'Accademia di Belle Arti di Venezia con i maestri Michelangelo Grigoletti e Francesco Bagnara; qui conosce i pittori Vito D'Ancona e Telemaco Signorini in viaggio di studio.
Nel 1858 la famiglia Abbati è nuovamente a Napoli, dove l'anno dopo Giuseppe espone alla mostra del Reale Museo Borbonico il dipinto La Cappella di San Tommaso d'Aquino in San Domenico Maggiore e conosce i pittori Bernardo Celentano e Domenico Morelli. Nel 1860 si unisce alla Spedizione dei Mille e perde un occhio nella battaglia del Volturno.
Alla fine di quell'anno si trasferisce a Firenze, frequentando il ritrovo artistico del Caffè Michelangiolo insieme con i pittori Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Domenico Caligo, Vito D'Ancona, Serafino De Tivoli e il critico, collezionista e mecenate, Diego Martelli; del 1861 è il dipinto Il chiostro di Santa Croce.
Nel 1863 alle Promotrici di Torino e di Firenze espone dipinti eseguiti "en plain air": Dintorni di Firenze, L'ora del riposo, Arno presso Firenze, Motivo presso Castiglioncello, Ulivi del Monte alle Croci; nel 1864, a Brera, presenta Il lattaio di Piagentina.
Partecipa nel 1866 alla III Guerra di Indipendenza, arruolandosi volontario bersagliere; viene fatto prigioniero nella battaglia di Custoza e internato in Croazia.
Rientrato a Firenze nel dicembre del 1866, si trasferisce nella tenuta di Diego Martelli a Castelnuovo della Misericordia.
Il 13 dicembre 1867 viene morsicato dal proprio cane Cennino. Morirà 39 giorni dopo per idrofobia all'Ospedale di Firenze a soli 32 anni.
Viene sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

I Macchiaioli

È a Firenze che si sviluppa, fra il 1850 e il 1860, il più importante movimento artistico dell'Ottocento italiano, quello dei macchiaioli, che si propone di promuovere, contemporaneamente al rinnovamento politico, la cultura pittorica nazionale. La poetica macchiaiola è realista, sulle orme di Courbet e della scuola di Barbizon, si oppone al Romanticismo e al Purismo accademico e sostiene che l'immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro e la quantità di luce muta il tono ma non la sostanza dei colori, che sono la luce e l'ombra dell'immagine: gli oggetti rappresentati sono il risultato della sensazione primaria dell'osservatore, che è sensazione di luce e di ombra colorata.
In queste rappresentazioni si vuole necessariamente escludere tanto l'emozione soggettiva del pittore che, interferendo nel fare artistico, produrrebbe effetti non naturalistici dando luogo, nella storia dell'arte, a una pittura sentimentale, aneddotica, eroica, celebrativa, dunque a una pittura non realistica, quanto la riflessione intellettualistica dell'artista che costruisce immagini fondate a priori su un disegno prospettico, elaborato nella bottega; la pittura accademica, infatti, prima disegna vari oggetti, che poi connette e colora; per i macchiaioli, invece, il disegno si mostra a posteriori, è cioè il risultato della connessione delle macchie di colore sul piano della tela.
Il contributo dell'Abbati sta nell'
« Indagare en plein air luci e ombre nell'infinito ventaglio delle sfumature dei colori" nei "paesaggi di Maremma, i cui limiti sono orizzonti di cielo e i soggetti elementi di natura solitaria, laddove gli spazi - luce si ingrandiscono e la materia si appiattisce fino a far trasparire le venature della superficie dipinta. »
(Stivani)
« In Abbati la fissazione della luce nella macchia è molto accentuata; ma per questo mezzo, nei momenti più felici, egli riesce a rendere l'impressione di una grave stasi, pacata e lenta; e nello stesso tempo - giacché i suoi colori sono belli anche qualitativamente - a raggiungere un equilibrio prezioso e decorativo. »
(Brizio)

 
Stradina al sole, 1863, Milano, collezione Jucker

Giuseppe Abbati

iuseppe Abbati (January 13, 1836 – February 21, 1868) was an Italian painter who belonged to the group known as the Macchiaioli.

Biography

Abbati was born in Naples. He received early training in painting from his father Vincenzo, who specialized in paintings of architectural interiors, and Abbati's own early paintings were interiors. He participated in Garibaldi's 1860 campaign, suffering the loss of his right eye at the Battle of Capua. Afterwards he moved to Florence where, at the Caffè Michelangiolo, he met Giovanni Fattori, Silvestro Lega, and the rest of the artists who would soon be dubbed the Macchiaioli.
At the National Exposition in Florence in 1861, Abbati was awarded a medal for his interior views—but refused to accept it, as a gesture of protest against the composition of the jury. Subsequently, he became attracted to the practice of painting landscapes en plein air. His activity as a painter was interrupted during 1866 when he enlisted again in the army for the Third Independence War, during which he was captured by the Austrians and held in Croatia.
Returning to civilian life at the end of the year, he moved to Castelnuovo della Misericordia and spent the final year of his life painting in the countryside. Abbati died at the age of thirty-two in Florence after his own dog bit him, infecting him with rabies.
His paintings are characterized by a bold treatment of light effects. He often painted a luminous landscape scene as seen through the doorway of a darkened interior, as in the View from the Wine Cellar of Diego Martelli (1866). Some of his late landscapes, such as the View of Castiglioncello (1867), are in the greatly elongated horizontal format often favored by the Macchiaioli.

La finestra Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze
Giuseppe Abbati
terzo quarto del XIX sec.

 
Giuseppe Abbati, Giovine artista, olio su tela cm. 45 x 34, già mercato antiquario.

Giuseppe Abbati, La casa di Diego Martelli a Castiglioncello, olio su tela cm. 25 x 42, già mercato antiquario


 

   Passeggiata

   Buttero a cavallo

 Paesaggio toscano con casolare

 Il pittore Stanislao Pointeau 

Bovi al carro  
The Cloister
Giuseppe Abbati
 Inverno, cm. 18,5 x 25, Collezione Alvaro Angiolini, Livorno
 Ulivi di Monte alle Croci, cm. 36,5 x 60, Collezione Valdese Paoletti
 IL GIOCATORE DI CARTE

DONNA INNAMORATA

FRATI NEL CORO DI S. MINIATO AL MONTE

RITRATTO D'UOMO


L' ora del riposo

  Marina

Interno di casa contadina

 Stradina fiorentina

  Via di Montughi

Avtoportret ob oknu







 
 Giuseppe Abbati Autoritratto 1860
Giuseppe Abbati
Giuseppe Abbati - Ritratto di signora 1860

Giuseppe Abbati, Interno di San Miniato (1861), olio su tela cm. 92 x 110. Napoli, Palazzo Reale. 

 Landscape at Castiglioncello
 1863 Oil on canvas 10x30cm

Giuseppe Abbati, Interno della Chiesa di San Miniato al Monte (1861), olio su tela cm. 47 x 36, ubicazione ignota.
Baia a Caletta (1863)
Giuseppe Abbati 

Arno near Casaccia 1863
Giuseppe Abbati

House at the River 1863
Giuseppe Abbati
 Marina a Castiglioncello 1863
Giuseppe Abbati
 The cemetery of Pisa Giuseppe Abbati - circa 1864
 Il lattaio di Piagentina 1864
Giuseppe Abbati
Giuseppe Abbati, The Tower of the Palazzo del Podestà, 1865, oil on wood, 39 x 32 cm.
Giuseppe Abbati, (1866) il pergolato della casa di Diego Martelli a Castiglioncello, Olio su cartone, cm. 16×30,5 
Boldini - Giuseppe Abbati  1865
Giovanni Boldini  
GiuseppeAbbatiGaribaldino 

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