giovedì 23 giugno 2016

Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003)

Enrico Baj

Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003) è stato un pittore, scultore e anarchico italiano.

Biografia

Studiò al liceo classico, quindi iniziò gli studi di Medicina, per abbandonarli dopo la seconda guerra mondiale a favore della Facoltà di Giurisprudenza (che completò diventando avvocato) e dell'Accademia di Belle Arti di Brera, che frequentò parallelamente. Baj ha sempre avuto rapporti con poeti e letterati italiani e stranieri (André Breton, Marcel Duchamp, Raymond Queneau, Edoardo Sanguineti, Umberto Eco ed altri ancora) ed ha collaborato con le proprie illustrazioni alle edizioni di testi classici e moderni.
Nel 1951 tiene la prima personale alla Galleria San Fedele di Milano dove espone opere informali; nello stesso anno fonda insieme a Sergio Dangelo il Movimento della Pittura Nucleare. Nel 1953 insieme ad Asger Jorn fonda il Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista, in polemica con la Scuola di Ulm di Max Bill; nel 1954 i due artisti danno vita agli Incontri internazionali della ceramica ad Albissola Marina presso le Ceramiche Mazzotti ai quali partecipano Lucio Fontana, Emilio Scanavino, Karel Appel, Guillaume Corneille, Sebastian Matta, Aligi Sassu, Edouard Jaguer e altri.
Negli anni cinquanta collabora alle riviste d'avanguardia Il Gesto, Boa e Phases. Nel corso degli anni, la passione della scrittura aumenta portandolo alla pubblicazione di numerosi libri tra i quali Patafisica (1982), Automitobiografia (1983), Impariamo la pittura, Fantasia e realtà con Guttuso, Ecologia dell'arte
Nel 1957 firma il manifesto Contro lo stile e tiene la prima personale all'estero, presso la Gallery One di Londra; nel 1959 aderisce al Manifeste de Naples. Nel 1962 partecipa a New York alla mostra The Art of Assemblage, occasione nella quale conosce Duchamp. Tra il 1963 e il 1966 trascorre molte tempo a Parigi dove entra a far parte del Collège de Pataphysique. Nel 1964 ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia e nello stesso anno espone alla Triennale di Milano.
Sempre attento agli aspetti sociali del proprio lavoro, consacra nel 1972 una grande tela ai "Funerali dell'anarchico Pinelli", dove riprende le proprie figure ispirate a Guernica ed i propri personaggi grotteschi e da parodia. Dopo 40 anni, l'opera è stata esposta a Palazzo Reale di Milano nell'estate 2012 .
Il manifesto ed il bando di gara ufficiali di "San Giorgio su Legnano scacchi" riportano la scultura Gli scacchi dell'artista, da sempre logo della manifestazione. Baj aveva deciso, come gesto di amicizia nei confronti degli organizzatori del torneo, di permettere gratuitamente la riproduzione della sua opera per pubblicizzare la competizione.
L'Archivio dell'artista è conservato presso l'Archivio del '900 del Mart di Rovereto.

Attività artistica

Baj ha utilizzato tecniche diverse, dal dripping al collage, talvolta contemporaneamente insieme a intarsio e impiallacciatura, come nelle Modificazioni (1959-1960). Nelle Cravatte del 1967-1968 utilizza materiali plastici. L'Apocalisse del 1978 è un puzzle tridimensionale che lo porta nuovamente ad avvicinarsi al teatro dopo le esperienze degli anni Sessanta. Il Surrealismo ed il Dadaismo marcarono profondamente la sua opera, i collage fatti di materiali diversi (medaglie, bottoni, passamanerie, mescolati alla pittura) sono vicini da una parte all'opera di Kurt Schwitters e Francis Picabia, dall'altra risentono dello spirito di Alfred Jarry con il suo Ubu Roi
1964

Enrico Baj (October 31, 1924 – June 15, 2003) was an Italian artist and writer on art. Many of his works show an obsession with nuclear war. He created prints, sculptures but especially collage. He was close to the surrealist and dada movements, and was later associated with CoBrA. As an author he has been described as a leading promoter of the avant-garde. He worked with Umberto Eco among other collaborators. He had a long interest in the pseudo-philosophy 'pataphysics.

Biography

He was born in Milan into a wealthy family, but left Italy in 1944 having upset the authorities and to avoid conscription. He studied at the Milan University law faculty and the Brera Academy of Art.
In 1951 he founded the arte nucleare movement with Sergio Dangelo, which unlike abstract art was overtly political. Baj himself was aligned with the anarchist movement. His most well-known pieces are probably the series of "Generals": absurd characters made from found objects such as belts or medals.
He made numerous works using motifs from other artists, from Leonardo da Vinci to Picasso. Sometimes he recreated entire works of other painters.
In 1972 public display of a major work, "Funeral Of The Anarchist Pinelli" (a reference to Carlo Carrà's famous painting The Funeral of the Anarchist Galli of 1911) was banned after the murder of the police officer believed to be responsible for Giuseppe Pinelli's death in custody. However his work continued to be political. In 1989 he designed thirty marionettes for Le bleu-blanc-rouge et le noir, an opera by Italian composer Lorenzo Ferrero to a libretto by Anthony Burgess, written for the bicentenary of the French Revolution. In his last years he created a series of paintings in protest at the election of Silvio Berlusconi. He died in Vergiate, Italy.






 

 
 

....ma col tempo "il pubblico ha acquistato come un muscolo e una capacità di assorbire i colpi bassi dell'arte senza più spaventarsi". Anzi ,si mette a comprare e così crea il mercato. Il mercato, aiutato dalle intuizioni dei critici, diventa " opera d'arte in sè e per se'", col che si ribalta il ruolo negativo della mercificazione.
Un ingranaggio lucido e perfetto provvede alla distribuzione internazionale con la "coscienza cinica" di dare statuto di esistenza e riconoscimento oggettivo e mercuriale all'opera d'arte.
Nasce così la figura del collezionista, il quale è un tipo che delega la propria creatività all'artista. La collezione diventa esibizione feticistica e ostentazione infantile di chi cerca di porre riparo alla perduta creativita' per mezzo del "denaro-fallo" ...




Enrico Baj - I funerali dell'anarchico Pinelli - 1972  

 
coca-cola 1973




"Della morte dell'arte si parla in continuità ormai da due secoli. A dare la stura, congiungendosi alla famosa condanna della pittura e della poesia da parte di Platone, sono stati nuovamente i filosofi , non tutti per fortuna, e precipuamente Hegel con le sue tesi sull'Assoluto e sulla sua proiezione empirica. In sostanza, dice Hegel, l'intuizione artistica si rivela insufficiente di fronte a una forma di conoscenza completa qual'e' la filosofia. Dunque la filosofia contiene in se' il superamento e la morte dell'arte.
Dai filosofi la declaratoria di morte presunta passa in mano agli artisti agli inizi del nostro secolo. Nel 1915 il dadaismo, sorto al Caffe' Voltaire di Zurigo si fa subito portatore di fermenti nichilistici e distruttivi rivolti verso l'arte.
Con alla testa Hugo Ball, Tristan Tzara e Hans Arp, i dadaisti attaccano pure il futurismo, che era la piu' spinta e violenta delle avanguardie d'allora, accusandolo di accademismo piccolo borghese, legato ai miseri concetti di composizione e colore.


 Enrico Baj, Nixon Parade (Watergate) 1974




 
 


" Ma la proprietà dei diritti d'autore per la morte dell'arte passa ancora una volta di mano. Se ne impossessa con rapida mossa il critico che, pugnalati alla schiena sia l'arte che gli artisti, ci campa sopra arroccato in quella fetta del sistema che sono le istituzioni e le strutture delle Antichita' e Belle Arti. Perfettamente conscio di potere a suo giudizio e arbitrio attribuire valore mercuriale e autenticita' di provenienza a certe opere piuttosto che ad altre; forte del fatto di poter governare includendo nelle varie mostre gli artisti pronti al suo tatticismo, espellendo gli altri, il critico costruisce quotidianamente la sua sopravvivenza secondo l'antico detto "mors tua vita mea", che lui ribattezza "nuovo sistema dell'arte".






Sapete voi che gli artisti, i poeti, i creatori di movimenti, gli estensori di manifesti, i provocatori dei turbamenti dell'arte non vengono mai interpellati da direttori e curatori quando si sta progettando una grande mostra, che so io, sul futurismo, sul surrealismo, sul situazionismo, o nuclearismo ? ...Perche' gli artefici vengono interpellati solo su questioni marginali, come la ricerca di certi quadri ?... 













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