mercoledì 13 luglio 2016

Alfredo Maria Bonanno (Catania, 1937)

Alfredo Maria Bonanno

Alfredo Maria Bonanno (Catania, 1937) è un anarchico italiano.

Biografia

Alfredo M. Bonanno, in gioventù cassiere di banca, è considerato un teorico dell'anarchismo insurrezionale italiano. Ha scritto il libro La gioia armata (Edizioni anarchismo 1977) per cui è stato condannato a 18 mesi di carcere.
Bonanno è noto anche per non aver voluto considerare Gianfranco Bertoli come un infiltrato nel movimento, credendo alla sua versione dei fatti dopo lo strage della Questura di Milano, condannata dall'ambiente anarchico.
Nel 1997 viene accusato di essere l'ideologo del gruppo denominato ORAI (Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista), che avrebbe attuato diverse rapine di autofinanziamento, attentati dimostrativi, e un sequestro di persone, e condannato a 6 anni di carcere e 3.000 € di multa in 2º grado (in primo grado era stato condannato a 3 anni di carcere). Dei 68 imputati nel processo (denominato "processo ROS-Marini", dal nome del PM e del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri che condusse l'inchiesta) solo 11 vennero riconosciuti colpevoli.
Il processo è stato visto dall'ambiente anarchico come una montatura.
A. M. Bonanno continuò in seguito l'attività di pubblicista con le Edizioni Anarchismo.
Arrestato in Grecia nell'ottobre 2009, con l'accusa di concorso in rapina insieme al compagno Christos Stratigopoulos, è stato poi rilasciato con sentenza del 22 novembre 2010.
Vive a Trieste con la moglie, di 33 anni più giovane.

Pensiero

"Gioia armata"

Le prime frasi della Gioia Armata dimostrano il suo spirito incendiario: "Ma perché questi benedetti ragazzi sparano alle gambe di Montanelli? Non sarebbe stato meglio sparargli in bocca? Certo che sarebbe stato meglio. Ma sarebbe stato anche più pesante. Più vendicativo e più cupo". Sempre dalla stessa opera: "Sbrigati ad attaccare il capitale, prima che una nuova ideologia te lo renda sacro. Sbrigati a rifiutare il lavoro prima che qualche nuovo sofista ti dica, ancora una volta, che «il lavoro rende liberi». Sbrigati a giocare. Sbrigati ad armarti".
Per i contenuti di questo libro, Bonanno è stato condannato a un anno e mezzo di galera.

Il falso testamento politico di Sartre

Alfredo Bonanno è noto anche per aver fabbricato, nel 1978, una falsa opera di Jean-Paul Sartre, pubblicata con Il mio testamento politico, per le Edizioni Anarchismo da lui curate. Le trentanove pagine del breve scritto mettevano in mostra un lato insurrezionalista di Sartre: l'autore scaglia un attacco violento alle istituzioni e alle fondamenta dello Stato, della Religione e del sistema della società borghese, delle quali invoca una fine violenta, il travolgimento dovuto all'avvento, da lui auspicato, di insurrezioni proletarie. La divulgazione di quello scritto apocrifo e incendiario sarebbe costata a Bonanno anche una denuncia da parte del filosofo esistenzialista.

 

Alfredo Maria Bonanno (Catania, 1937) E' un anarchico italiano considerato tra i maggiori teorici dell'anarchismo insurrezionale.  

Biografia

Alfredo Maria Bonanno è un anarchico catanese, nato nel 1937, i cui scritti hanno avuto una grande influenza nella corrente anarchica insurrezionalista, sia nazionale che internazionale.

Dall'Antigruppo all'anarchismo

Dopo l'esame di maturità  trova lavoro come impiegato di banca. Laureato in Economia con una tesi sul pensiero economico antico e Filosofia con una tesi sul rapporto tra Stirner e l'anarchismo, Bonanno comincia a lavorare come dirigente di una piccola industria: molla il lavoro sia per impossibilità  di far coincidere l'antiautoritarismo col suo incarico sia per i continui contrasti con i padroni che lo accusano di essere "estremista" e filo-operaio. L'avvicinamento al pensiero anarchico non tarda ad arrivare e già nel finire degli anni '60 comincia lo sviluppo della sua personale riflessione antiautoritaria, incentivata dall'esperienza intellettuale dell'Antigruppo.

Gli anni '70: la produzione teorica

Il 29 ottobre 1972 Bonanno viene arrestato e condannato a 2 anni di reclusione per aver contribuito alla pubblicazione del numero unico di "Sinistra Libertaria" con un articolo in cui si incita all'insurrezione popolare. In realtà , "Sinistra Libertaria" è il «primo tentativo organico realizzato da alcuni compagni che si richiamavano alla prospettiva insurrezionale» di costituire un movimento rivoluzionario dotato di un programma.
Continua a scrivere numerosi articoli e saggi, uno dei quali, La gioia armata (1977), gli "costa" un anno e mezzo di prigione e la censura per lungo tempo:
«[...] devo ricordare che il libro è stato condannato in Italia alla distruzione. Una sentenza della suprema corte italiana lo ha destinato al rogo. In tutte le biblioteche dove si trovava un suo esemplare è arrivata una circolare del ministero degli Interni per ordinare l'incenerimento. Non sono stati pochi i bibliotecari che si sono rifiutati di distruggere il libro, ritenendo tale pratica degna dei nazisti e dell'Inquisizione, ma il volume non è consultabile per legge. Allo stesso modo il libro non può circolare in Italia e molti compagni ne hanno avuto sequestrate delle copie nel corso di innumerevoli perquisizioni domiciliari. Per avere scritto questo libro, sono stato condannato ad un anno e mezzo di prigione» .
A partire dal 1975, partecipa al progetto della rivista "Anarchismo", bimestrale che diventa strumento di dibattito dei gruppi anarchici d'azione. Oltre a pubblicare contributi dei gruppi e delle individualità  italiane, "Anarchismo" lascia spazio alla traduzione di molti documenti politici di gruppi internazionali (First of May Group, Revolutionàre Zellen...), non solo anarchici (vengono pubblicate anche analisi sviluppate dal giornale "Theorie Communiste", vicino alla critica radicale).
Nel 1978 traduce, con lo pseudonimo di Giuseppe Alvisi, un pamphlet intitolato "Il mio testamento politico" e lo diffonde attribuendone la paternità  a Jean-Paul Sartre, filosofo famoso a livello mondiale e teorico dell'"esistenzialismo marxista". Il "falso d'autore", che è¨ in realtà  un testo dell'Ottocento di Joseph Dejacque, ha toni insurrezionalisti e delinea un dettagliato progetto politico anarchico. Di tutta risposta, il suscettibile Sartre minaccia di denuncia Bonanno. Dopo gli "anni 80" è redattore responsabile delle Edizioni Anarchismo e di ProvocAzione. Grazie alla sua attività  editoriale anarchica, pubblica suoi e altrui saggi su Stirner, Bakunin, Hegel, sul pensiero individualista, sull'insurrezionalismo e sul nichilismo.
L'attività  editoriale e teorica di Bonanno prosegue nelle riviste e nelle pubblicazioni, tra le quali il settimanale "Canenero", pubblicato dal 1994 al 1997.
Questa intensa attività  teorica e pratica gli costa molte denunce e arresti: nel 1989 viene arrestato, insieme a Pippo Stasi, con l'accusa di aver compiuto una rapina ad una gioielleria di Bergamo.

La montatura Marini

Il 16 novembre 1995 i procuratori Antonio Marini e Franco Ionta danno inizio ufficialmente ad un'indagine contro gli ambienti anarchici che sfocerà  in un'ondata repressiva qualche tempo dopo: la notte del 17 settembre 1996 numerosissime perquisizioni domiciliari vengono messe in atto ai danni di decine e decine di anarchici di diverse città ; alcuni, tra cui Bonanno, vengono arrestati immediatamente (altri subiscono "solo" delle denunce) con l'accusa di appartenere ad una fantomatica organizzazione denominata Orai (Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista) .
Alla conclusione del processo, 20 aprile 2004, solo 11 dei 68 imputati vengono condannati, tra i quali lo stesso Alfredo Maria Bonanno (3 anni e 6 mesi in prima istanza, divenuti poi 6 anni e 2000 euro di multa in appello) per apologia e propaganda sovversiva, pur non essendo riconosciuto come militante effettivo di quel gruppo (in qualche modo è stato accusato di esserne l'ideologo).

Anni 2000: l'arresto in Grecia

Ai primi dell'ottobre 2009, insieme all'anarchico greco Christos Stratigopoulos, è arrestato a Trikala (Grecia) con l'accusa di concorso in rapina. Dopo oltre un anno di detenzione preventiva, a metà  del novembre 2010 si svolge a Larissa il processo a carico dei due: Bonanno, dopo essere stato condannato a 4 anni, ridotti poi a due, è stato scarcerato in quanto maggiore di 70 anni. Christos Stratigopoulos è stato invece condannato a 8 anni e 9 mesi di carcere. 

Il pensiero

L'intransigenza di Bonanno ha spesso suscitato vivaci polemiche e discussioni interne al movimento anarchico, determinando fratture e divisioni all'interno dello stesso. Il suo pensiero è stato influenzato dalla figura di José Lluis Facerías, che «quantunque in teoria si definisse anarcosindacalista e difensore acerrimo dell'organizzazione centralista, nella pratica rivendicava l'espropriazione e l'azione diretta e come metodo organizzativo raccomandava il minimo gruppo d'affinità » .

Organizzazione informale e gruppi d'affinità

Contrapponendosi all'anarchismo di sintesi, egli ha sempre diffuso l'idea dell'"organizzazione informale" e insurrezionale, basata su "gruppi d'affinità - ovvero in pratica sull'aggregazione temporanea di singoli soggetti e/o gruppi di affinità , con obiettivi limitati nel tempo e diversi da gruppo a gruppo e teorizzando «l'uso della violenza rivoluzionaria» nel quadro di una strategia di attacco allo Stato.
La riflessione sull'organizzazione informale nasce dalla constatazione dell'obsolescenza dell'organizzazione di sintesi. Bonanno, in effetti, non rifiuta (per lo meno nel primo periodo della sua riflessione) il concetto di organizzazione specifica, ma intende adeguarlo alla realtà  delle lotte particolari, sottraendolo all'attendismo e alla burocratizzazione derivata dalla pre-esistenza dell'organizzazione rispetto alle lotte:
«[...]l'organizzazione reale, la capacità  effettiva (e non fittizia) di agire insieme, cioè di trovasi, studiare un approfondimento analitico e passare all'azione, è in relazione all'affinità raggiunta e non ha nulla a che fare con le sigle, i programmi, le piattaforme, le bandiere e i partiti più o meno camuffati.
L'organizzazione informale anarchica è quindi un'organizzazione specifica che si raccoglie intorno ad affinità  comuni. Queste non possono essere identiche per tutti, ma i diversi compagni avranno infinite sfumature di affinità , tanto più varie quanto più ampio sarà lo sforzo di approfondimento analitico che si è raggiunto«».

Lo scontro di classe: inclusi ed esclusi

Da un punto di vista di classe, Bonanno ha elaborato una distinzione tra inclusi ed esclusi: il primo termine sta a indicare i possessori della conoscenza tecnologica, una ristretta minoranza di tecnocrati, che detengono il potere; il secondo indica la grande massa che, privata dello strumento di lavoro, usa passivamente la tecnologia, che la domina. Questa dialettica inclusi - esclusi caratterizza la società  post-industriale, nella quale la struttura economica (produzione) si presenta estremamente flessibile proprio grazie alle nuove tecnologie.

La questione carceraria

Grande importanza inoltre egli ha sempre attribuito alla"questione carceraria", definita un'istituzione totale e un luogo in cui l'individuo viene scientemente spersonalizzato e privato della propria dignità , impedendo ogni possibile reinserimento nella società . Bonanno, non ritenendo efficace alcun riformismo, auspica l'azione diretta e la distruzione del carcere: «La miglior soluzione possibile, e in fondo la sola praticabile, per quel che riguarda il carcere è la sua completa distruzione».
Nell'ottica della distruzione del carcere, il miglioramento delle condizioni interne può essere accettato solo come obiettivo intermedio, utile a misurare le potenzialità  d'attacco del movimento anticarcerario, ma mai come fine ultimo della lotta all'interno dell'istituzione carceraria. Le lotte dei detenuti sono il momento in cui la popolazione carceraria si unifica e hanno come scopo principale «sempre quello della costituzione o del rafforzamento dell'unità dei carcerati». Le lotte possono esprimersi in diversi modi, tra i quali Bonanno considera anche i momenti di informazione e condivisione di cultura autogestita dai prigionieri. Proprio a tal proposito, egli indica nello studio della realtà  carceraria e dei suoi processi di riforma un momento di comprensione complementare alla lotta anticarceraria:
«Alle attività  politiche in senso stretto e a tutte quelle iniziative che vengono prese per studiare e affrontare con intenti migliorativi il problema delle carceri, i detenuti possono rispondere a mio avviso in un solo modo: con una attenzione programmatica. Cioè, da un lato documentarsi e studiare quali sono queste attività , indicando quali di esse hanno vero e proprio fondamento pratico e quali costituiscono solo fumo indirizzato a coprire scopi diversi; dall'altro, aggregarsi in vista delle possibili lotte di domani. Infatti è solo questo il mezzo che i carcerati possiedono per rendere più veloci le riforme, più significativi gli eventuali provvedimenti di miglioramento, più applicate le leggi di già  esistenti.»

Una citazione espressiva

L'assoluta intransigenza del suo pensiero rivoluzionario è comunque riassumibile da queste sue stesse parole:
«Siamo rivoluzionari. Il mio scopo non è trovare lavoro alla gente, non me ne importa nulla. Io voglio lottare con chi cerca un lavoro perchè lo voglio spingere a capire che è possibile, con certi mezzi, obbligare lo Stato a fare un passo indietro e continuare nell'attacco fino alla distruzione totale dello Stato [...] La nostra lotta armata si basa sui principi della semplicità , dell'azione diretta, della riproducibilità , della polverizzazione, della generalizzazione dell'attacco [...]. In quanto anarchici, siamo per il massimo coinvolgimento possibile della gente nel processo di liberazione, che deve per forza essere fatto violento».

Opere

Saggi

Tutti i testi di Alfredo Bonanno sono pubblicati dalle Edizioni Anarchismo:

Articoli on-line


Striscione in solidarietà di Alfredo Bonanno di fronte all'ambasciata greca a Berlino
Einige solidarische AnarchistInnen - http://media.de.indymedia.org/images/2010/02/272412.jpg http://de.indymedia.org/2010/02/272410.shtml
Solidarity Action for the italian Anarchist Alfredo Maria Bonanno in front of the Greek Embassy in Berlin

Alfredo Maria Bonanno_Portrait by bN


lfredo Maria Bonanno (born 1937 in Catania) is a main theorist of contemporary insurrectionary anarchism who wrote essays such as Armed Joy (for which he was imprisoned for 18 months by the Italian government), The Anarchist Tension and others. He is an editor of Anarchismo Editions and many other publications, only some of which have been translated into English. He has been involved in the anarchist movement for over thirty years.

Political life

In the 1960s a tendency within Italian anarchism which did not identify either with the more classical synthesist Italian Anarchist Federation or with the platformist inclined (GAAP - Anarchist Groups of Proletarian Action) started to emerge as local groups. These groups emphasized direct action, informal affinity groups and expropriation for financing anarchist activity. It is from within these groups that Bonanno emerged, particularly influenced by the practice of the Spanish exiled anarchist Josep Lluís i Facerias.
Magazine Do or Die reports that "Much of the Italian insurrectionary anarchist critique of the movements of the '70s focused on the forms of organisation that shaped the forces of struggle and out of this a more developed idea of informal organisation grew. A critique of the authoritarian organisations of the '70s, whose members often believed they were in a privileged position to struggle as compared to the proletariat as a whole, was further refined in the struggles of the '80s, such as the early 1980s struggle against a military base that was to house nuclear weapons in Comiso, Sicily. Anarchists were very active in that struggle, which was organised into self-managed leagues." A main theorizer of these ideas was Bonanno and his publication Anarchismo.
In 1993 Bonanno wrote For An Anti-authoritarian Insurrectionalist International in which he proposes coordination between Mediterranean insurrectionists after the period of the dissolution of the Soviet Union and civil war in the ex-Yugoslavia.
Bonanno was one of hundreds of Italian anarchists arrested on the night of June 19, 1997, when Italian security forces carried out raids on anarchist centres and private homes all over Italy. The raids followed the bombing of Palazzo Marino in Milan, Italy on April 25, 1997. On February 2, 2003 Bonanno was sentenced to 6 years in prison plus a €2000 fine (first degree 3 years, 6 months) for armed robbery and other crimes. These charges were related to the "Marini Trial", in which Italian anarchists were convicted of belonging to a subversive armed group whose ideological leader was Bonanno.
On October 4, 2009, Bonanno was arrested with Greek anarchist Christos Stratigopolous in Trikala, central Greece on suspicion of having carried out an armed robbery in a local bank. 46,900 euros in cash were found in the car. November 22, 2010 Bonanno was sentenced to 4 years and immediately released from prison (he spent about a year there and he was more than 70 years old that time), Stratigopolous was sentenced to 8 years 9 months with possible release at the end of 2011.
Bonanno was denied entry into Chile in December 13, 2013. Bonanno had planned to participate in a series of conferences in Chile. Having arrived to Chile with Sky Airlines from Argentina he was flown back to Argentina by the same airline two hours after arrival. Investigations Police of Chile said the denial of entry was indebted to the penal record of Bonanno.

Thought

Regarding national liberation struggles, he said that anarchists:
...refuse to participate in national liberation fronts; they participate in class fronts which may or may not be involved in national liberation struggles. The struggle must spread to establish economic, political and social structures in the liberated territories, based on federalist and libertarian organisations.
Regarding the revolution, he said:
It's easy. You can do it by yourself, or with a bunch of trusted comrades. You don't need to have great means or technical competence. The capital is vulnerable, if you are determined to act.
Another significant quote:
The man who acts is not the man with a destiny, but the man who has understood.
Perhaps this quote best exemplifies his philosophy:
Hurry up, comrade, shoot at once on the policeman, the judge, the wealthy, before a new police will hinder you.
Hurry up and say no, before a new repression convinces you that to say no is nonsensical and crazy and that you should accept the hospitality of an asylum.
Hurry up and attack the capital, before a new ideology makes it sacred for you.
Hurry up and refuse work, before a new sophist tells you: Work makes you free.
Hurry up and play. Hurry up and arm yourself.

Bibliography

Some of Bonanno's published essays translated into English include:


Anarchism is not a concept that can be locked up in a word like a gravestone. It is not a political theory. It is a way of conceiving life. And life, young or old as we may be, is not something definitive. it is a stake we must play day after day. When we wake up in the morning and put our feet on the ground we must have a good reason for getting up. If we don't it makes no difference whether we are anarchists or not. We might as well stay in bed and sleep.


From Riot to Insurrection: Analysis for an Anarchist Perspective Against Post Industrial Capitalism 

The bible of insurrectionary anarchism. An analysis of empire several years before Negri got there, along with some strategies for taking it down. Not to mention the best title of a book ever conceived! With an introduction by Jean Weir

Armed Joy

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Locked Up

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Insurrectionalist Anarchism

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Why a Vanguard

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Let's Destroy Work Let's Destroy Economy

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Anarchism and the National Liberation Struggle

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Palestine, mon amour

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From Riot to Insurrection

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