sabato 15 aprile 2017

Without Borders - ITALY - Calabria

Calabria

Calabria: paese dove gli uccelli non cantano, e le campane non suonano. 

(Guido Morselli)

Costumi tradizionali ad Altomonte

Un suolo in terra battuta, un focolare circondato da alcune pietre, dei giacigli negli angoli e una grande cassapanca nera che, qui, sostituisce come al Medio Evo, l’armadio. Tre donne: una vecchia che tiene tra le ginocchia un bambino dalla testa fasciata (non ho chiesto se si era ferito, perché ero troppo intimidita). Le altre due sono giovani: una sposata, tutta vestita di nero si dà da fare presso una culla dove dorme, a pugni stretti un bebé; l’altra un’adolescente dalla testa di capra pallida; deve avere diciotto anni. Il mio imbarazzo sparisce. Il loro sembra non essere mai esistito.
Maria Brandon-Albini Melissa, 1955 

Quote rosso1.png Dio perché hai fatto la Calabria? in Calabria non c'è niente di niente in Sicilia c'è cultura Quote rosso2.png


~ Antonello Venditti ad un concerto in Sicilia

La Calabbria è una regione Terronica che nacque con l'effetto della bomba atomica di Hiroshima. È altresì conosciuta con i nomi di Calabrifornia, Calafrica, Emirati Calabri Uniti e Calabria Saudita.

Catanzaro - Palazzo degli Itali, sede della presidenza della giunta regionale calabrese e degli uffici regionali.

Studio K Giuseppe Arcuri - Cutro
Cutro avvolta nel mistero.....

C'era stato il terremoto grande del 1832, e tutti ne parlavano con terrore, e mi mostravano le rovine in vari luoghi, e narravano fatti dolorosissimi. "Ah," mi diceva uno, "se non ci fossero i terremoti ed i briganti, la Calabria sarebbe il primo paese del mondo". 
(Luigi Settembrini)
  




















Sfruttava prostitute, espulso romeno

Identificato da Polizia di Stato,allontanati altri sei stranieri

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 27 MAR - Un cittadino romeno Ioan Claudio Cosma, di 29 anni, è stato espulso e sei suoi connazionali allontanati dal territorio nazionale per disposizione del Prefetto di Reggio Calabria nell'ambito dei servizi antiprostituzione della Polizia di Stato. Cosma, con precedenti per sfruttamento della prostituzione, è stato accompagnato nel Cie di Bari in attesa dell'espulsione, mentre gli altri stranieri dovranno lasciare il territorio nazionale entro 30 giorni. 

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Questa mia bisnonna paterna di nome Teresa Cosentino, era moglie di Luigi Capano, egli era un uomo alto di statura (forse sul metro e novanta), mentre la bisnonna era 1,50 metricirca. Questa donna aveva delle doti eccezionali, innanzitutto a lotta libera era quasi imbattibile, ogni tanto con suo marito giocavano a lotta libera ma le sfide…finivano sempre in parità.
A questa donnina così piccola le nacquero tre gemelli, a quei tempi non esistevano le lastre e quindi per lei e per tutto il paese (San Sostene (CZ)) fu un evento straordinario, quando fu il momento del parto, la bisnonna non si perse d’animo, la levatrice vide nascere il primo, rivide il secondo ed al terzo disse: duva u mettìmu chistu? La bisnonna rispose: pigghjàti a taharìa ed azziccàtili tutti tri drà intru! Chiarisco che la taharìa era una grossa cesta fatta di ginestra (janèstra), questa serviva esplicitamente per seccare al sole i fichi, i pomodori, i fichidindia ed altro, una volta steso un panno bianco, le tre creature furono sistemate in quell’improvvisato letto.


Le sue speciali doti di donna eccezionale non finiscono qui, gli antichi dicevano che al posto del seno, possedeva una latteria… Non è mia intenzione esprimermi in modo volgare, tale aggettivo non fa parte del mio vocabolario. Ho pronunciato questo termine perché gli anziani che la ricordavano dicevano che grazie alla sua mastodontica qualità, aveva allattato mezzo paese, lei lo faceva molto volentieri, le mamme scarse di latte materno, provvedevano a prenotare l’allattamento dei propri figli, quando poi ne aveva troppi escogitava una piccola tattica, prendeva un ago e li pungeva in modo leggero, questi logicamente si mettevano a piangere e così la bisnonna chiamava le proprie mamme e le diceva: cummàra mia, u zzitèdru vostru ciangia troppu, pigghjativìlu e portativìlu ara casa. Alcune volte la nonna veniva chiamata per fare qualche lavoro pesante, un giorno il forgiaio di Badolato, avendo saputo della sua forza, volle metterla alla prova ed affidarle il trasporto sulla testa di un grosso cancello di ferro da consegnare a Chiaravalle. La Crisciadascia accettò l’invito, chiaramente del peso si parla di quintali, non di chili, normalmente quei pesi così pesanti venivano trasportati su un carro trainato dai buoi. I sindaci dei due paesi erano d’accordo, la mattina all’alba la nonna si mise sulla testa una corona di stoffa (curuna e pezza) si fece mettere il carico sulla testa e partì per Chiaravalle, la destinazione era il cimitero del paese, dove tuttora si possono notare i cancelli in questione. La scommessa di allora non veniva identificata in danaro ma in natura: ad impresa ultimata avrebbe vinto una menzalora e posèdra (quasi 40 kg di fagioli). Cinque persone provvidero a caricarle sulla testa quell’enorme cancello, lei partì col suo passo regolare e dietro le cinque persone sul carro trainato dai buoi. Ora non posso dire quanto tempo impiegò mia nonna per giungere a Chiaravalle ma posso garantire che la distanza si aggira sui 50 chilometri. Sotto lo sguardo stupito dei badolatesi, la nonna partì, la sua marcia proseguiva senza alcun intoppo, Teresa Cosentino nella tarda serata dello stesso giorno giunse a Chiaravalle dove l’intero paese con ansia la stava aspettando, un’immensa folla accolse con applausi scroscianti questa piccola ed eroica donna, all’ingresso del cimitero le cinque persone l’aiutarono a scaricare dalla sua testa quel pesante cancello. La popolazione chiaravallese, la festeggiò per una settimana intera. Finita la settimana dei festeggiamenti andò dal sindaco per dirgli: a preparàstuvu a posèdra chi bbincìvi? Certo cummara mia, mi congratulo con voi e con la vostra immensa forza.
Ora quando ogni tanto passo per recarmi a Novalba di Cardinale dove mio fratello Edoardo ha un appartamento per le ferie estive, mi soffermo vicino al cimitero ed osservo quel cancello così pesante e dico: com’è possibile che a quei tempi esistessero persone così forti? Diamo il nostro plauso ammirativo alla bisnonna Crisciadascia che ai posteri ha saputo regalare questa meravigliosa e coraggiosa impresa di altri tempi.
Trento, 21 ottobre 2004  L’autore: Gregorino Capano

 
 Popolazione

La Calabria conta 76.345.215 abitanti, ma soltanto 1.935 vi ci abitano. Il 60% della popolazione è disoccupato, il 1% lavora 3 ore al giorno per sé stesso, l'1% chianta pummadori, il 7% (75 trentiglioni) abita a Fattiicazzitoi, il 20% è defunto ma compare come avente diritto al voto e alla pensione e il restante 11% è latitante (sempre a Buccinasco e Corsico).  

È qui la frontiera della Calabria e quindi l'ultima località della provincia della Basilicata. La padrona di casa ci avverte che domani non saremo più in grado di comprendere la lingua del luogo, tanto è difficile il dialetto calabrese. «Non parlano italiano come noi» — ci dice con sufficienza — pur non essendo, certamente, il suo italiano il più puro toscano. È bene, dopo tutto, aspettarsi il peggio, ed ella ci ha preparato per ogni evento, dicendoci che troveremo «brutta lingua e brutta gente». 
(Arthur John Strutt)

La Calabria vista dal satellite.
NASA
 Gerace - Borgo Medioevale - Calabria. 
Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy
 Guerra alle prostitute in Calabria. Multe da 500 euro per chi si ferma per strada
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 ROMA - Rosy Canale, 41 anni, imprenditrice calabrese. All'indomani della strage di Duisburg, in Germania (15 agosto 2007), che costò la vita a sei persone, cambiò resideza e si trasferì a San Luca, paese della Locride. Qui fondò il Movimento delle donne di San Luca e della Locride. Visse per quattro anni con le madri, le mogli e le figlie di quelli che erano stati uccisi a Duisburg. Assieme a loro mise a soqquadro le dinamiche sociali di un luogo dove, fino a qualche tempo prima, le donne restavano chiuse in casa, molte delle quali soggette alle regole dei  matrimoni combinati e comunque immerse nella cultura "mafiosa. 


Geografia

La Calabria è un isola naturale che confina a Nord con l'amara Lucania e a Sud-Ovest con la pseudo-isola artificiale Regione Sicilia(na) ...(ne)(ni)(no)(nu). Poi è diventata una penisola (isola a forma di pene) nel PreCambriano per via dei devastanti movimenti tettonici che inoltre hanno spostato l'asse terrestre a tal punto da far ruotare il pianeta su sé stesso ogni 23h 56' anche sull'asse equatoriale, aggiungendosi al già deleterio movimento di rotazione intorno ai poli che ancor oggi comporta giorni dalla durata di appena 1436 minuti, anziché 28 giorni lunari; infatti prima la terra mostrava la stessa faccia alla luna, come la luna ancor oggi mostra la stessa superficie a noi sul pianeta, in quanto ogni giorno durava un mese. Riguardo la rotazione sull'asse dell'equatore, poi in seguito nel periodo Fanculiano, un gigantesco asteroide ha provocato due effetti, uno buono e un cattivo: quello buono è che la rotazione sull'asse equatoriale (ma non per l'asse polare ancor oggi in movimento purtroppo) è stata completamente annullata; quello cattivo è che la maggior parte delle specie viventi che ciondolavano, strisciavano e frignavano sul pianeta furono distrutte, e si ebbe un estinzione di massa.
In seguito, in un'evento recentissimo, in cui ha avuto luogo uno scontro Titanico con il leggendario Goku e il perfido Frieza, quest'ultimo con la forza della telecinesi (un potere di quella razza aliena che poi fu sterminata da Ken Il Guerriero, un altro eroe leggendario ma meno baciaculista di Goku, chiamato anche Kakarott dai suoi amici), Frieza riuscì a sollevare intere montagne proprio in quella zona lì del Mediterraneo, provocando l'innalzamento della catena montuosa appenninica (dal Pollino ai Peloritani) con conseguente annullamento dell'insularità della Calabria, alla faccia di Berlusconi che non ha mai comunicato per un disguido a Bernardo Provenzano (progettista e costruttore dell'Isola Artificiale) di aggiungere un ponte sullo stretto di Reggio Calabria una volta completata la realizzazione dell'isola artificiale di Sicilia (nota Regione a StaMinkia Speciale, che di speciale non ha poi un cazzo, ma non per questo è nota come Libero Statuto Dello Sticchio) per collegare le due regioni, oppure di fondare un'altra regione artificiale senza lo stretto.

Crotone - Capo della Colonna

 Gerace - Borgo Medioevale - Calabria. 
Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy

Il calabrese è curioso di conoscere e di sapere, la sua delizia è ascoltare le persone colte che parlano, anche se a lui non arriva interamente il senso dei grandi e profondi concetti. È come il povero davanti allo spettacolo di una festa apparecchiata, non per lui, ma di cui gli arrivano i suoni, le luci, i colori. Senza invidia. con un cocente rimpianto d'un bene fatto per tutti gli uomini. 
(Corrado Alvaro) 


Prostitute in Calabria invasione su Nocera Terinese tra Sud africane ed Est europee

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Donne Calabrese


Origini 

La Calabria (detta anche Calabria Saudita, o Calafrica, o Kalabristan, o ufficialmente Emirati Calabri Uniti, o Calabrifornia) nacque nel 966 d.C. ma soltanto nel 967 fu colonizzata. Inizialmente gli abitanti erano marocchini e ucraini, ma successivamente con l'avvento del brigante Giuseppe Musolino (detto cumpari Peppi) e l'immigrazione di contadini bifolchi, il numero di abitanti dimezzò per cause ancora ignote (trovate messaggi subliminali nel "Codice Da Vinci").

Nel 968 fu inventata una società che prese il nome di una bestemmia fatta da un cavaliere spagnolo di passaggio fermo a un autogrill (stazione di rifornimento con annessa una piccola ristorazione di invenzione calabrese che presto verrà adottata anche dall'America e dal resto della Terronia). La bestemmia originale era "A Ndrangheta i mammita chilla zoccula" ma presto col passare del tempo fu abbreviata in "Mammt' chill'zoccl" e poi successivamente prese il nome di "'ndrangheta". Si ricorda inoltre che sono persone dotate di forza sovraumana, caratterizzate da atteggiamenti animaleschi (vedi calabrone) e scarso quoziente intellettivo, caratteristica attribuibile a tutta la popolazione salvo rare eccezioni quali: Goku, che è il tipico tamarro calabrese sempre in cerca di risse e colpi di lupara e la mamma di Crilin, altrettanto tipica donna che occupa tutto l'arco della sua vita stirando, tirando di punto croce, procreando una nidiata di bambini e facendo i cosidetti panini a valigia per le giornate al mare, ovvero delle fette di pane con chili di soppressata, vagonate di peperoncino, salsa barbecue, burro, uova sode, capperi, ricotta, gelatina di pesce, litri di brasilena (nota bibita al sapor di caffè), cipolle di tropea, cannolicchi e pitta e tanta bella 'ndujia di Spilinga.

 Mura greche al lungomare di Reggio Calabria
Me - Opera propria
L'arte che tutti i calabresi sanno benissimo, dal più ricco all'ultimo mendico, è quella di maneggiare il fucile.
 (Luigi Settembrini)

 Duomo di Catanzaro.
 Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy

Corigliano Calabro - Hanno tentato di estorcere denaro ad alcune prostitute per restare a lavorare nella zona di Corigliano. I carabinieri hanno notificato in carcere due provvedimenti restrittivi a Dritan Ruko, di 33 anni, e Sokol Seferi, di 39, entrambi albanesi, già detenuti per l'omicidio di Dumitrache Cioban avvenuto lo scorso 17 agosto. Il rifiuto di due prostitute di pagare 50 euro al giorno sarebbe il movente del delitto di Cioban, protettore delle due giovani romene.

zokkyandkorny

Merlettaia a Tiriolo

L'economia

L'economia si basa sull'agricoltura e la coltivazione di erbe medicinali, esportate in tutta la Terronia, tramite il famoso porto di Gioia Tauro costruito coi soldi guadagnati dalla provincia di Reggio Calabria dopo essersi costituita parte civile in seguito alla vittoria della Squadra della Reggina contro quella del Re. Sovvenzioni economiche arrivano inoltre dal cinema internazionale che li utilizza come stuntman, sassi, armi, fucili, coltelli, cerchio del BMW M3 posteriore e generalmente qualunque cosa purché faccia brutto. Al telefono comunicano solo con la guind

 L'antica strada principale di Locri Epizefiri

 Squillace.
  Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy

La Calabria è all'ordine del giorno della Nazione per due ragioni. Per le alluvioni e per il banditismo. Ogni anno leggiamo di abitati che le alluvioni travolgono a valle, di ponti che crollano, di montagne che si spaccano per effetto di erosioni secolari, di fiumare che allagano i còlti, di creature umane e di bestie che galleggiano sulla cresta dei torrenti. È una specie di catastrofe ecologica quella che si prospetta sulla Calabria, alla cui minaccia si deve porre riparo senza indugio se non si vuole che il suolo minato dalla vecchiezza, non protegga contro le frane e contro le piogge, non tenga più la trama come un vestito troppo liso. [...] L'altra ragione è il banditismo. [...] Ora la verità è che ci sono banditi in Calabria come dappertutto. Se il fenomeno in Calabria appare più preoccupante è perché, messo in rapporto con la situazione politica e sociale che ne determina l'esistenza, non si vede come si possa risanare l'albero malato senza bonificargli la terra intorno. (Leonida Rèpaci)

Anziano calabrese si invaghisce di una prostituta e le spara

calsic66

La leggenda di Donna Canfora è una leggenda calabrese molto suggestiva. Ci troviamo a Taureana di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove da un paio d’anni è stato istituito un parco archeologico dei taureani, appunto. Taureana, città di origine brettia, (lo dimostrano le case scavate al suo interno), in seguito ripianificata dai romani nel I sec. a.C. con la costruzione di un decumanus maximus, un teatro (che all’occorrenza diventava un anfiteatro) e un alto podio, legato alla leggenda, definito appunto “la casa di Donna Canfora”. La credenza popolare voleva che in esso fosse nascosto il tesoro della protagonista, infatti nel corso dei secoli sono stati effettuati diversi interventi, anche con l’uso di piccole bombe, per ricercare l’ambita ricchezza.
Donna Canfora, secondo la leggenda locale, era una gentildonna ricchissima, adorna delle più rare virtù e di suprema bellezza. Rimasta vedova ancora giovane, e respingendo ogni nuova offerta d’amore, volle consacrare la sua vita alla memoria dell’infelice consorte perduto.
Un giorno però la sua cameriera giunse a casa con una bella notizia: sulla spiaggia  era giunta dal lontano oriente una nave carica di stoffe di seta, di grosse gemme, di pelli, di tappeti rarissimi, di maioliche stupendamente dipinte. Tutti gli abitanti accorsero per ammirare tutti i tesori esposti sulla nave.
“ Sono meraviglie” – diceva la cameriera a Donna Canfora, la quale aveva abbandonato l’arcolaio per ascoltarla – “meraviglie che si vedono una volta sola nella vita. Andiamo, Signora; troverete laggiù le vostre amiche. Su, voglio vestirvi subito subito, venite, andiamo”.
Ma Donna Canfora si sentiva assai triste quel giorno e funesti presentimenti le attraversarono la mente.
Ella disse: – “Stamane l’arcolaio cigolava troppo. Che ne dici, non è questo forse un avviso del Signore?”
E la cameriera: – “Ma che dite, Signora! L’arcolaio è unto da pochi giorni. È mai possibile che cigoli?”
Rispose Donna Canfora: “Mi batte il cuore fortemente. Tristi sogni ho fatto questa notte e più volte mi è parso di vedere qui dinanzi a me, lui, il povero mio marito. Che succederà mai?”
Prima di uscire Donna Canfora volle visitare tutta la casa, poi finalmente, triste e pensosa, si avviò verso il mare.
Sulla riva c’era una gran folla, mentre una leggera brezza, gonfiando le vele di vario colore della nave le faceva scintillare al sole.
Appena Donna Canfora comparve, la folla si divise in due ali facendola passare in mezzo, come se fosse una regina. Il Capitano della nave le andò incontro con viso sorridente e le disse: – “La fama delle vostre virtù è giunta fino ai lidi più lontani dell’Arabia e della Persia”. Donna Canfora ringraziò e si lasciò guidare fin sulla nave. Ad un tratto, però, la ciurma, ad un cenno del comandante, cominciò a tirare l’ancora e ad issare le vele. La folla, accortasi del pericolo, lanciò grida furibonde ed imprecazioni disperate, ma già la nave, libera dagli ormeggi, scivolava leggera sull’acqua calmissima ed il comandante trascinava verso la sua cabina la bella Donna Canfora. Allora, vedendosi sola tra quei barbari, ella chiese di essere lasciata libera un istante per dare l’ultimo saluto alla sua casa e alla sua terra natale.
Dritta sulla poppa guardò a lungo la grande distesa marina, gli amici che agitavano le braccia in un gesto disperato, la riva che si allontanava veloce e poi, sollevati gli occhi al cielo, come per chiedere perdono a tutti, si lanciò in mare gridando: “Impara, o tiranno, che le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore!”.
Le vesti di broccato azzurro, appesantite dall’acqua, non le diedero la possibilità di guadagnare la riva e così scomparve fra le onde senza mai più risalire.
In quel posto, in memoria di Donna Canfora, le acque diventarono d’un azzurro cangiante, a volte verde smeraldo, a volte turchese striato d’oro e d’argento e il fondo si coprì di alghe.
Un’ulteriore versione della leggenda vuole che essa risiedesse a Torre Ruffa, vicino Tropea, provincia di Vibo Valentia. La storia è simile, ha solo la variante finale del velo azzurro che le avvolgeva i capelli, invece dell’abito, che rimase a lungo a galleggiare sull’acqua, dove ancora oggi si notano delle tonalità varianti sul turchese. Entrambe le leggende sono accomunate su un punto: il sentire, durante le notti di tempesta, l’eco dei saluti e dei pianti che Donna Canfora fece alla sua terra tanto amata.

Lingua

La lingua ufficiale è "u djalettu calabbrisi" detto anche "Pajeco" che varia di provincia in provincia, di zona in zona, da persona a persona, di minuto in minuto. Possiamo distinguere: il dialetto rrrreggino, il dialetto cusendinu, il dialetto i Vibbhu, quello cucuniiis' , quello caTTTTanzzzzarisa. Nonostante i differenti e numerosissimi dialetti c'è una parola comune a tutta la Calabria, essa è "mannaiall'acciomo!", una storpiatura e bestemmia della parola latina indicante Gesù, ovvero Ecce Homo.

 Cliff at Tropea

La Calabria è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. 
(Alexandre Dumas)


 Squillace.
  Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy


 violalabella

DONNA CALABRESE COSTUME CON BOTTE IN TESTA


Quote rosso1.png Oi compà! Salutm a sorta, compà! Quote rosso2.png


~ Abitante di Crotone a chiunque

Quote rosso1.png Oi compà ca vuij siti sulu cazz i paisaneddri, compà! Quote rosso2.png


~ Abitante di Crotone a un qualsiasi abitante della provincia

Quote rosso1.png Assam star ca s'è fatigann cumu nu ciucciu Quote rosso2.png


~ Abitante di Crotone dopo tre mesi di malattia alle Bahamas

Quote rosso1.png Amara a casa duvu u cutrunisi trasa Quote rosso2.png


~ Abitante della provincia su qualsiasi abitante di Crotone

Quote rosso1.png I facim i pleioff!! Quote rosso2.png


~ Abitante di Crotone allo stadio

 :Duomo di Crotone - Italy 
domenico260 - panoramio

  « Attraversate il vasto mare e accanto all'Esaro fonderete Kroton »
 (Discorso dell'Oracolo di Delfi ai coloni achei nel VII secolo a.C.)

 Squillace.
  Danilo Assara Photography Marina Di Catanzaro, Calabria, Italy

 Riti Vodoo per far prostituire nigeriane: arresti a Palermo, Reggio Calabria e Napoli

Primavoltalei

1.  E’ attaccata alle tradizioni

Non importa quale sia la tradizione di cui si sta parlando: la donna calabrese è attaccata alle tradizioni della sua terra. All’inizio può sembrare un po’ strano. Conoscendola man mano si scopre che è uno dei suoi migliori pregi perché si riflette positivamente sulla sua vita e sul suo modo di essere. E’ una persone che tiene a ciò  ed a chi vuole bene.

“(…) Son belle a vedere le calabre contadine con le lor vesti rigate in verde, co’ loro grembialetti orlati di rosso, con le lor calze di lana tinta spesso di scarlatto. Le intrecciature dei loro capelli hanno una grazia bizzarramente villesca, che qualche volta si fa seriamente vaga per quegli spilloni d’oro, o per certi lunati fregi di argento, che ne fan tante Diane in gonnella!”  
Il Regno delle due Sicilie descritto e illustrato, ovvero descrizione topografica, storica, monumentale, industriale, artistica, economica e commerciale delle province poste al di qua e al di là del faro e di ogni singolo paese di esse. - See more at: http://www.donnedellolio.it/2012/05/donne-dell%E2%80%99olio-ante-litteram-in-calabria/#sthash.WQJgHaVw.dpuf
Il Regno delle due Sicilie descritto e illustrato, ovvero descrizione topografica, storica, monumentale, industriale, artistica, economica e commerciale delle province poste al di qua e al di là del faro e di ogni singolo paese di esse. 1853

Crotone, o Scrotone, è un sobborgo della Calabria Saudita, fondato per caso dai concorrenti greci di una gara di castelli di sabbia.
Conta potenzialmente 60.000 abitanti umani, 8 pecore, 22 galline, un ornitorinco di nome Mario, millemila scarafaggi e un pugno di mosche, ma la maggior parte degli abitanti emigrano in Molise o nella Polosvacchia in cerca di fortuna.
È situata tra le montagne della Sila e il mar Ionio, motivo per cui si avverte in città l'odore delle salsicce arrostite in Sila e la puzza di zolfo proveniente dal porto. Inoltre, a causa di ciò le temperature variano durante l'anno da -50° C a +50° C.

 RennyDJ di Wikipedia in italiano
Particolare della facciata della chiesa di Santa Chiara a Crotone.

 Magic Moment Melito di Porto Salvo

 La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme.
 (Guido Piovene)

 Gioiosa Jonica Naniglio
Alex TOTINO - Opera propria
Reggio Calabria: l'appello di residenti e commercianti della zona di piazza Garibaldi esasperati per la presenza costante di prostitute nella zona
 pontel

2. Non disprezza gli alcolici

Scherzando si dice che che i pugliesi non finiscono il pasto senza un goccio di amaro. Una donna ama bere in compagnia ma che sa anche trattenersi è un tesoro da non perdere per una persona che ama andare alle feste e lasciarsi andare un pochino. Non ci vuole molto per divertirsi con lei. Anche se si è con i propri amici: rimarranno piacevolmente colpiti dal suo modo di essere.

Michelina - donna brigante



Economia 

L'economia del territorio crotonese si basa principalmente sul commercio di puzza di pesce. Esportati in tutto il mondo sono infatti i barattoli, a produzione artigianale, che emanano profumo di olio di fegato di merluzzo. Sono utilizzati per far scappare i vampiri, i venditori ambulanti di scope e i Sayan. Al contrario si usano per attirare le sirene e Checco Zalone. Importanti sono le piantagioni di marijuana rosmarino e pannocchie, che però vengono derubate da ignoti ogni settimana. Grazie alla tecnologia si sta studiando il metodo per piantare denaro affinché cresca l'albero dei Danari, ma ancora la ricerca non ha dato i frutti sperati.
Per quanto riguarda i problemi delle imprese, a Crotone accade una cosa abbastanza singolare: di notte i negozi, le automobili, le pizzerie appena aperte, o qualsiasi nuova attività commerciale, vengono fatte saltare in aria. Il mistero è stato apparentemente svelato dal sindaco che ha dato la colpa agli alieni, ma ancora oggi sussistono dubbi in merito.

Cartina di Monteleone di Calabria (attuale Vibo Valentia) disegnata nel 1710, in alto a destra è visibile lo stemma dei Pignatelli duchi di Monteleone, sotto lo stemma della città e a destra di questo gli stemmi delle famiglie nobili di Monteleone.
Manuel zinnà2 - Opera propria
 La dignità è al sommo di tutti i pensieri, ed è il lato positivo dei calabresi, come è la difficoltà contro cui si può urtare inconsapevolmente, poiché è qualche volta tutto quanto ha l'uomo.
(Corrado Alvaro)

 Ha un rapporto con una prostituta e poi la rapina

 dolcetriosolare

3. E’ piena di vita

Tra i motivi per uscire con una donna calabrese vi è il suo atteggiamento nei confronti della vita. Si fa abbattere raramente e tenta di tratte il meglio da ciò che le capita. Crescere in un luogo talvolta difficile come questa regione appare essere in alcune zone porta le persone a dare il meglio di se stesse e vivere ogni attimo come fosse l’ultimo. La donna calabrese non fa eccezione da questo punto di vista.


 Maria Oliverio, meglio nota come Ciccilla

Lingua

La lingua degli abitanti di Crotone è rossa come quella di tutto il resto del mondo, se non per il fatto che è rovente per via del consumo eccessivo di peperoncino e sardella piccante. Tuttavia i crotonesi non hanno ancora imparato a utilizzarla come si deve per comunicare, tanto che il dialetto crotonese è incomprensibile anche dai crotonesi stessi. Per questo motivo sono molto utilizzati gesti offensivi, rutti, scoregge e sputi.
Questi ultimi derivano dalla peculiarità del dialetto crotonese, la fortissima presenza di aspirazione che, in termini più scientifici, vuol dire che ogni consonante detta da un crotonese diventa uno sputo in faccia all'interlocutore. Lo sfortunato che si trovi a parlare con un crotonese quindi, oltre a non capire quello che gli viene detto, rischia di ritrovarsi inondato di saliva radioattiva all'anduia.

Gioiosa Jonica Castello e Teatro
Alex TOTINO - Opera propria

Le quattro regioni più direttamente investite dalle mafie – la Sicilia con Cosa Nostra, la Calabria con la 'ndrangheta, la Campania con la camorra, la Puglia con la sacra corona unita – sono anche le quattro regioni più povere e disperate d'Italia.
(Giuseppe Pisanu)

 Sfruttamento della prostituzione, un arresto in Calabria

Abitudini degli abitanti di Crotone


  • Prendere a sassate i turisti.
  • Lamentarsi del fatto che i turisti vengono a meno.
  • Andare in giro a fare i delinquenti per poi farsi perdonare in chiesa grazie alla confessione.
  • Fare i vandali distruggendo tutto.
  • Lamentarsi del fatto che i vandali distruggono tutto.
  • Farsi raccomandare.
  • Suonare il clacson a qualunque coppietta per rompere i coglioni.
  • Accoltellarsi.
  • Emigrare a Milano e accoltellare tutti.
  • Lavarsi le palle con l'acqua salata.
  • Buttare il proprio nonno dal balcone per rubargli la pensione.
  • Buttare la propria nonna dal balcone senza motivo.
  • Andare in spiaggia con il gel.
  • Passare ore a mettersi il gel.
  • Catturare i granchi e farli combattere clandestinamente.
  • Incendiare l'auto del vicino o del datore di lavoro.
  • Grattarsi il deretano in pubblico.
  • Prendersela con gli 'ncaporchiati.
  • Dimenticare di emettere gli scontrini fiscali.
  • Passeggiare su e giù per il corso.
  • Rubare le palline dell'albero di Natale dai portoni.
  • Darsi fuoco davanti il comune.
  • Alzare a palla la propria autoradio per fare sentire il proprio cd di musica truzza agli albanesi.
  • Votare quello che promette meno lavoro.
  • Scrivere "vaffanculo a tutti" sulle schede elettorali. 

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4. E’ bella

La bellezza mediterranea della donna calabrese è qualcosa di magico. Sono i suoi colori, l’aroma della sua pelle: il nascere e crescere in una zona d’Italia così luminosa partecipa attivamente alla creazione di una donna sulla quale posare gli occhi per lasciarceli in eterno.  Il plus della situazione? E’ bella anche dentro: ed è questo che rimane con gli anni.

 
Aurora Sanseverina-Gaetani

Quote rosso1.png Forza Catttanzzzaro !!! Quote rosso2.png


~ Emigrato calabrese durante le partite di Serie A negli anni '70-80

Quote rosso1.png Cusenza merda! Quote rosso2.png


~ Ultrà del Catanzaro su Cosenza

Quote rosso1.png Cumu TinTiTuli? Quote rosso2.png


~ Catanzarese su "What's your name?"

Quote rosso1.png 'Nculu a tia !! Quote rosso2.png


~ Augurio catanzarese

Quote rosso1.png Oèèè compà, chi è tutt'appostu? Quote rosso2.png


~ Classico saluto catanzarese

Quote rosso1.png Fhutta e futtatinda ca si nun futti resti fhuttutu!! Quote rosso2.png


~ Lo stile di vita del Catanzarese

Quote rosso1.png Che poi io tutto 'sto vento mica lo sento! Quote rosso2.png


~ Triestino sul vento di Catanzaro

Catanzaro, o anche CTNZR (in dialetto stretto) fondata da Osama bin Laden nel 127 a.o.p.(avanti o popolo), è la capitale della Calabria Saudita. 

Storia

La città comparve inaspettatamente e involontariamente un pomeriggio di primavera, incastonata tra 3 colli, posizione strategica per caricare i Polentoni che ivi usavano scendere in cerca di pilu di prima qualità.
Tra il 15 il 16 e le 11.30 del 24 C.m. , Catanzzaro venne occupata dai Super Gaiyan, razza gaia proveniente dal sud-est della Scandinavia. Caratteristica di questo popolo erano i lunghi capelli biondi (chiaramente ossigenati) e una coda conficcata nella parte centrale del fondoschiena. Fuggirono dalla città dopo che il nonno di Frenc Smanettone VIII liberò un peto esagerato nel bel mezzo del 2° raduno trimestrale dei Super Gayan, il "Gayo Dayo".
La settimana successiva un'alleanza di Travian tentò di conquistare la città, approfittando del panico causato dal gesto inconsulto di Nonno Smanettone. L'aria ancora irrespirabile (non vi era vento all'epoca a Catanzaro) scoraggiò i soldati, che ripiegarono sulla vicina Scorenza. Pare che dopo questa esperienza parecchi di loro si siano ritirati in Monasteri Emo.
Attualmente la città è sotto il dominio di un anatroccolo psicopatico con poteri sovrannaturali, il Paparino, che passa la sua giornata a grattarsi piacevolmente le natiche, mangiando morzello e bevendo vino. Questa intensa attività ha spinto il Paparino a nominare sindaco della città un albero del suo orticello: Sergio Abramo, re denari dei call center.
L'unica cosa fatta per tutti i catanzaresi....la maglietta n. 3 del Catanzaro a  Ranieri....infatti il Leicester City lo ha cacciato.

Cartografia Calabria Ulteriore, 1790
Cartografia Calabria Ulteriore - Cartografia Calabria Ulteriore
Autore: sconosciuto, Fonte: Calabria prima Italia, Editalia; Descrizione: Cartografia Calabria Ulteriore, 1790

Quasi tutto quello che si legge qui della Calabria, a parte la letteratura dialettale, è rivolto in genere a magnificare una Calabria che non esiste più, e cioè le colonie greche, e Sibari, e Locri. La tendenza è al classico. 
(Corrado Alvaro)

 'Ndrangheta, Reggio Calabria: Blitz della Polizia di Stato contro la cosche d'ndrangheta degli ZAPPIA e CIANCI, operanti nella piana di Gioia Tauro.
“(…) Son belle a vedere le calabre contadine con le lor vesti rigate in verde, co’ loro grembialetti orlati di rosso, con le lor calze di lana tinta spesso di scarlatto. Le intrecciature dei loro capelli hanno una grazia bizzarramente villesca, che qualche volta si fa seriamente vaga per quegli spilloni d’oro, o per certi lunati fregi di argento, che ne fan tante Diane in gonnella!” - See more at: http://www.donnedellolio.it/2012/05/donne-dell%E2%80%99olio-ante-litteram-in-calabria/#sthash.j5t6kXNS.dpuf

  
DebbySheDevil

5. Ama la sua casa e la sua famiglia

Se un uomo fa colpo sulla donna calabrese di sicuro si ritrova ben presto a casa della stessa. E’ il suo ambiente, vuole condividerlo assolutamente senza troppi giri di parole. E’ il luogo dove è se stessa allo stato più puro. E se gli incontri in casa vanno bene, la famiglia è l’altra parte di lei che viene immediatamente presentata all’uomo. Bisogna sentirsi onorati.

 donne calabresi
 La Calabria è una terra bella ma difficile: la forza delle donne può e deve condurla al cambiamento.


Geografia

La provincia catanzarese, situata proprio al centro della Calafrica confina con tutte le altre province calabresi:
  • A Nord con la provincia di Gusenza, con la quale sovente scoppiano delle rivolte, che si concludono quasi sempre con le vittorie grazie al condottiero Massimo Palanca.
  • A Est con la provincia di Scrotone una volta facente parte del territorio catanzarese, nata grazie alla secessione del 1992.
  • A Sud con la provincia-rivale di Scoreggio Calabria, con la quale ci fu una guerra per il titolo di capitale della Calabria Saudita, vinta dai catanzaresi ai calci di rigore.
  • A Ovest con la provincia-fantoccio di Vibo Valentia, in realtà controllata da Catanzaro. 
CENSURATA

Popolazione

Il centro di Catanzaro conta circa 5?&%$£ abitanti, tutti dediti al culto del Calcio d'angolo e veneranti come divinità suprema "Il Baffo di Massimo Palanca".
Il resto della popolazione risiede sui cocuzzoli attigui al centro città passando il tempo in svariati modi:
  • recuperando i vari Super Santos finiti in qualche colonia di rovi o nel cortile di qualche sadico vecchietto (in questo caso il pallone ha poche speranze di tornare a casa vivo);
  • sfidandosi a derapate con l'Ape Cross modificato;
  • emulando (credendo di fare del bene) i loro "begnamini" televisivi;
  • parlando male dei cugini cosentini. 
San Giovanni in Fiore (CS) Abbazia Florense - Centro studi Gioachimiti e museo demologico
Beppeveltri - Opera propria

 Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica. Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel soffiar dei venti.
(Leonida Rèpaci)

 Rissa tra prostitute botte, ferite e manette

Lingua

A Catanzaro si parla una lingua incomprensibile discendente dalle antiche bestemmie urlate dai produttori di peperoncino piccante.
La leggenda vuole che Gianfilippo Asdrubale, secondo sindaco pregiudicato della città, passasse per caso dinanzi un campo di peperoncini durante l'ora della merenda. Qui, alcuni giovani e inesperti agricoltori, avevano deciso di rifocillarsi a latte e orzo bimbo posando le loro terga su alcuni dei temibili vegetali da loro coltivati. Il contatto con il sadico frutto di terra calabra fece sì che la loro temperatura rettale salisse di colpo di 347,12°C. L'enorme quantità di termini volgari usati dagli allegri mezzadri e la violenza con cui venivano pronunciati convinse Gianfilippo ad adottare tale modo di parlare come lingua ufficiale della propria città (all'epoca nel borgo ci si esprimeva a rutti e ceffoni).

fighettaporchetta

6. Non rinnega il suo dialetto

Se ci si sta chiedendo come possa essere un pregio questo… avete mai sentito parlare calabrese stretto? E’ qualcosa di magnifico per quanto incomprensibile in alcuni momenti: se non siete del luogo potete anche pensare di farvelo insegnare. La farete contenta.

 Una donna Calabrese che indossa il costume tradizionale intenta a ricamare

Clima e paesaggio

Situata sopra u "cuazzu", Catanzaro è famosa in tutta la ridente Terronia per il suo caratteristico vento. Fu Giampiero Galeazzi a creare il famigerato vento durante una delle sue annuali visite per partecipare allo "Spetascio's Day", sagra popolare in cui l'accoppiata fagioli-peti la fa da padrona!  

La città si trova a metà strada tra la Foresta di Sherwood, abitata da cugini di terzo grado di Chewbecca, gli Alf, stanziatisi qui per sfuggire allo Chef Tony che richiedeva le loro pellicce per rivestire l'impugnatura dei Miracle Blade serie 12, e le acque della Laguna Blu, alle quali gli Alf non si avvicinano per paura di infeltrirsi

Turismo legale

Gran parte dell'economia di CaTnzaro è legata al turismo legale a causa della sua rinomata fiera del quiz da avvocato, tenuta una volta ogni 6 mesi. L'indotto derivato dal turismo è la causa fondamentale dell'enorme prosperità economica di cui campa la città. Nt nt (trad. addirittura) l'illuminatissima minestra dei grembiulini pubblici è passata dalla città per partecipare alla fiera.
La fiera è formalmente un grandissimo test da sostenere per chi vuol diventare avvocato, ma in realtà quella è solo una copertura. La fiera è un grande gioco, in cui a ogni partecipante viene consegnato un foglio. Lo scopo è quello di scrivere quello che viene dettato dai commissari d'esame, oppure, più rapidamente, pulircisi il culo e riporlo in busta chiusa in un pallottoliere. Tutte le buste sono marchiate con un codice speciale, che ti avrà consegnato il tuo politico di fiducia.
La seconda fase della fiera è l'estrazione casuale delle buste, solo quelle numerate (cioè tutte) che saranno poi aperte, e finalmente si controllerà se il testo scritto sul foglio corrisponde a quello dettato prima dal commissario, lo stesso che ha aperto la busta ora, per intenderci. Talvolta, nell'estrazione casuale, se il numerino è associato a un politico di Roma, la busta viene estratta casualmente con certezza.
Non bisogna credere che basti che la propria busta sia stata estratta per vincere il gioco, talvolta l'autore del foglio scarabocchiato non sa scrivere, e il commissario potrebbe spazientirsi e cestinare il foglio (a meno che esso non sia stato associato a uno di quei numerini speciali distribuiti solo dai politici di Roma). Questa eventualità potrebbe capitare comunque anche se hai scritto il testo dettato correttamente, perché povero commissario, si è sgolato a dettartelo prima, è stanco e vuole finire presto. Per lo stesso motivo il commissario potrebbe non aprire proprio la busta, perché tanto lo sa che siete tutti bravi.
L'ultima fase è quella dell'orale. Essa viene fatta 12 mesi dopo le prime due fasi (quindi dopo la seconda edizione annuale della fiera) dopo averti comunicato, il giorno prima, di essere uno dei vincitori. L'orale consiste in una partita a Tressette a perdere fatta tra il candidato e i commissari. Ovviamente il candidato deve perdere la partita, cioè vincere (essendo tressette a perdere). Data la confusione su cosa fare, non tutti riescono a superare l'esame. Se questo fosse il caso, o se il tuo politico di fiducia ti assegna un altro numerino, puoi fare un orale con ingoio ai commissari e, se sei bravo/a potrebbero decidere, per compassione, di ammetterti tra i vincitori. È stato questo il caso della nostra minestra dei grembiulini pubblici, che la ispirò per la sua brillante legge sull'istruzione.
Il premio finale, è un bellissimo rotolo di carta igienica firmato, detto "Abilitazione alla professione di avvocato". È un modello molto ricercato confezionato dalla multinazionale di nome "Ordine degli avvocati" ed è molto ambito. È proprio per la sua rara bellezza, che i partecipanti al concorso fanno letteralmente carte false pur di parteciparvi. Il concorso ha valore nazionale, ma attira gente da tutto il mondo e da città estere come Milano o New York.
Se per caso sei un politico di Roma, o sei un parente/amico di un politico di Roma la procedura è diversa. Ti viene associato un numerino speciale di colore diverso, che ti permetterà di infilare nella busta una cartolina della Carfagna nuda o in pose erotiche senza che il commissario, a busta aperta abbia facoltà di lamentarsi (tipicamente, anzi è contento). Il tuo foglio ha validità come gli altri, anzi di più perché hai un numerino speciale di Roma. Tuttavia, in questo caso, il superamento del test è garantito con certezza.
Il grande gioco dell'avvocato, è, per Catanzaro, un po' come il circo per Montecarlo, spesso anche qui presiede all'evento anche la reale famiglia massonica di Catanzaro, che apre le feste benedicendo i commissari e i partecipanti con il numerino di Roma.

Partecipanti famosi

  • Beata ignoranza
  • Il figlio di La Russa
  • La Russa
  • Il cugino di La Russa
  • Il nipote di La Russa
  • Il figlio del cugino di La Russa
  • Il nipote del cugino del figlio di La Russa
  • Lo Chef Tony
  • Giorgio Bush
  • Silvio Berlusconi da giovane
  • Il parlamento, tutto

 Minster of Squillace
Jelly - Opera propria (own photo)
Cattedrale di Squillace

Perché Dio ha fatto la Calabria? [...] Io spero che si faccia il ponte almeno la Calabria esisterà. [...] In Calabria non c'è veramente niente, ma niente che sia niente.
 (Antonello Venditti)

Prostituzione: clienti multati e auto sequestrate in Calabria

Situazione Scolastica

Un video, realizzato studenti, che ci spiega com'è la situazione nelle scuole di catanzaro.
https://youtu.be/EDPK_w7ohv8 

 
coppia62

7. Non ama gli stereotipi

Questa è una peculiarità che solo una popolazione che è “perseguitata” dagli stessi può avere. Ed il bello della donna calabrese: applica il suo atteggiamento di rifiuto degli stereotipi in tutto.

Curiosità 

  • Simbolo della città è una statua raffigurante un operaio cassaintegrato FIAT mentre demolisce l'auto di un dirigente a picconate.
  • Si pensa siano nati a Catanzaro: i cugini Jean-Pierre Unsanbittèr e Dino Dammiuncrodino, il coniglietto Quiky, Rosina, la tetta sinistra di Pamela Anderson; Hermann Maier Umberto Bossi e Babbo Natale
  • Recentemente a Catanzaro, come in altre città italiane, sono state rinvenute testimonianze dell'esistenza della civiltà di Universitopoli.
  • Mercoledì scorso, alcuni giovani Catanzaresi sono riusciti a conquistare una colonia in America, A jiti, usata come terra di scambio per i profughi che vogliono andare a morire in altre nazioni più ricche.

 

Frasi di Uso Comune

  • 'Ajaddina ! - Mannaggia a Dina (chi sia tale Dina nessuno lo sa)
  • 'Nculu - Wow!
  • Chimma mori - Dovresti morire
  • 'Nculu a tia - Buon per te
  • Ahialà! T'u jetti 'u paninu! - Bravo, bravo, mangia il panino...
  • Chi cunti? - Ma cosa stai dicendo?
  • Minchia comu 'ntulupi! - Ajalà come mangi!
  • Tu tumbi tu? - Trombi tu?
  • Si nu cantaru e notta - non servi a niente
  • N'culu cazzi e ntronati! - siete molto rincoglioniti!
  • Ta fai na mangiata e pilu? - vai a femmine?
  • si incitrola do friddu!!! - mizzica freddo!
  • Futta e futtatinda ca si nn futti resti futtutu- Tromba e fregatene che se nn trombi rimani trombato
  • bahfanculu tu e tutta a razza tua - auguri a te e a tutta la famiglia
  • a fissa e sorta - saluto rivolto alle sorelle
  • Sì nu cunnu - Sei un rincoglionito
  • Sì nu babbu - Sei un rincoglionito
  • Sì nu rincugghunitu! - Sei un rincoglionito
  • Mi conzavi na pezza - Mi sono ubriacato
  • Ta mangi a merda mia? - Te la mangi la mia cacca?
  • Aia la fissa d'Eva! - Mannaggia la vagina di Eva!
  • Aialafisseria! - Perbacco!
  • Oèèè compà, chi è tutt'appostu?' - Ciao caro amico mio, come va la vita? tutto bene?
  • E cchi vvoi... jamu avanti!! - Eh cosa vuoi... si tira avanti
  • Aguannu a hera l'annu e hara hora...- Quest'anno la fiera devono farla all'aperto.

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia liberatoria



Caccuri, skyline
Drnico - Opera propria
Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovò in pugno 15000 kl.² di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise all'opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi.
 (Leonida Rèpaci) 


Scoperto nel vibonese giro di prostituzione in agriturismo
A meno 7 non più gelesi ma gelati Quote rosso2.png

~ Tifoseria Cosentina sul Gela

Quote rosso1.png Lavoro al call center e ho comprato una BMW Quote rosso2.png


~ Cosentino medio su indipendenza economica

Quote rosso1.png Catanzaro mal di testa? Vivin C2! Quote rosso2.png

~ Cosentini su Catanzaro (solitamente allo stadio, ma non solo)
Quote rosso1.png A fiss'i mammata! Quote rosso2.png

~ Cosentino su tua madre
Quote rosso1.png Perché? Quella era una città? Quote rosso2.png

~ Carlo Azeglio Ciampi su Cosenza, dopo un viaggio in Calabria
Quote rosso1.png Meglio qua che a Catanzaro... Quote rosso2.png

~ Vasco Rossi strafatto su Cosenza, prima di un concerto, proprio in faccia ai cosentini

Cosenza fu fondata nel 1000 d.C. attorno all'immondizia di viale Parco, che già esisteva in mezzo al nulla. La città conta -100.000,3 abitanti di cui il 75% vive una triste e inutile esistenza fatta di BMW a ogni costo e debiti con la Findomestic.
 
 coppiagioiosa

8. E’ erotica

Non c’è altra definizione adatta quando si parla di donna calabrese e di sesso.


Geografia 





Ronald mcdonald jumping.JPG
L'attuale sindaco di Cosenza.
La città, conosciuta anche come Cos Angeles, sorge in prossimità della confluenza tra le fogne Crati e Busento. È circondata da sette colli irraggiungibili in tempi ragionevoli, al contrario di un'altra famigerata città calabrese che di colli ne ha solo tre. La città si estende su una superficie di 37,2 km² di cui 3 vivibili occupati dal centro commerciale "I 2 Fiumi". Questa ridente cittadina del Sud gode del famoso mite clima mediterraneo: infatti d'inverno la temperatura scende fino allo zero assoluto, mentre d'estate raggiunge un milione di gradi. La città ha la particolarità di trovarsi nella parte est a ventimila leghe sotto il livello del mare e in quella ovest a millemila metri sopra. Al riguardo si suol dire: "Se pensate che tutte le strade portino a Roma, ancora non avete visto la Salerno-Reggio Calabria".

Storia

Cosenza venne fondata circa nel IV secolo a.C. da pastori montanari silani, che decisero di spostarsi verso la confluenza del Crati e Busento credendo di restare in montagna, ma in realtà si situarono a 238 m s.l.m.[dato reale] (che montagna non è). Ancora oggi con tutta probabilità se chiedete ad un Cosentino, vi risponderà che la sua città è situata in una zona montana (contenti loro). La vita trascorse nei secoli a Cosenza, senza grandi emozioni. Il livello culturale del luogo rimase legato all'alto medioevo. La grande rinascita si ebbe però con la conquista Zingaro-Albanese, che tutt'oggi segna la maggioranza etnica del posto. Da allora la seconda lingua ufficiale dopo il Cosentino divenne l'albanese. Oggi la città si presenta come una colata di cemento senza nessuna logica e legge urbanistica, basta scorrere per le vie di Cosenza per notare palazzoni di vario colore che richiamano lo stile "Arlecchino". La Storia ci dice che Alarico re dei Visigoti morì a Cosenza a causa della malaria (epidemia fortemente diffusa nella zona), e decise di seppellire il suo tesoro con sé. Ancora oggi non è raro vedere i Zingaro-Albanesi-Cosentini, scavare per le strade e trovare solo spazzatura o materiali radioattivi.
La storia di Cosenza è segnata da grandi sconfitte:
  • Il primo re della città perse la proprietà di quest'ultima in una partita a briscola con Numa Pompilio.
  • In seguito dei Longobardi sfidarono i nuovi sovrani della città in una partita a pallacanestro: se avessero perso sarebbero stati sodomizzati e avrebbero dovuto cedere la città. Cosa che avvenne perché i locali non conoscevano la pallacanestro.
  • Nel medioevo, con l'arrivo dei Normanni, fu permessa la defecazione libera in strada da parte di cani e dei loro padroni.
Negli annali è rimasta anche la vittoria dei baristi del centro contro l'acerrimo rivale "Voglia di Lavorare", debellato ed esiliato lontano dalla città, a favore del maggiormente benvoluto "Aperitivo al Renzelli", acclamato fra la folla festante.

Duomo di Cosenza
Gianlucacs
Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. 
(Marco Malvaldi) 


REGGIO CALABRIA: SCOPERTA CASA DI APPUNTAMENTI, 12 ARRESTI
Si apprende che l’indagine è scaturita in seguito ad un’ispezione amministrativa che i Carabinieri effettuarono all’interno del “Club Reggioland”

Lingua

Nessuno ha mai capito da dove derivi il dialetto cosentino. Si dice che somigli molto alla lingua parlata dai nostri antichi progenitori australopitechi con influenze da parte dell'ungherese, del namecciano, del latino scritto e dell'handshake del modem. Ne deriva che il dialetto cosentino è difficilissimo da capire, molti truzzi pensano invece di parlarlo solo perché bestemmiano e imprecano come turchi. Fenomeni culturali rilevanti che forniscono spunti di comunicazione significativi a un'intera generazione di tamarri sono "beverlymezzo" e "orange cosenza".
Sebbene ricerche del secolo scorso abbiano portato all'individuazione del dialetto cosentino come vernacolo a sé stante, la tradizione popolare vuole che la lingua bruzia sia nata da Totonno U Squalo, imperturbabile e magnanimo signore di Corso Mazzini, al momento residente alle Hawaii assieme a Gesù Cristo, Jim Morrison e i Led Zeppelin. A tali personaggi si riconduce inoltre la paternità del Cosentin Cortese


Cosentino.gif
Cosentino al mare.
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 Il Cosentin Cortese

Il professore Schiapponi, noto e illustre professore di Itagliano all'Università della Riforma Antestante Scarpelli, attribuisce al Cosentin Cortese una sua unica e inequivocabile forma e vita nel pantheon degli idiomi paneuropei. La tesi dell'irriducibile professore, partendo da una ricorrente frase vernacolare (ngulacchitemmuartu), ci porta alla creazione di un fantastico glossario tanto unico quanto importante nel vivibus civitas del cosentino medio, quasi una sorta di preghiera nei confronti del prossimo. Di seguito alcuni esempi:
  • Ngulacchitemmuartu: ai tuoi estinti;
  • Ngulacchitestramalimuartu: ai tuoi cari estinti;
  • Ngulaqquantimuartitiani: a tutti i tuoi estinti;
  • Ngulacchitebbiacchiu: ai tuoi non ancora estinti;
  • Maledittu sinnacu: attualmente non tradotta (quello che si conosce è che si riferisce a una carica politica).
  • Aru straculu: fottiti;

kop-centro

9. Ama le sfide

Uno dei motivi per uscire con una donna calabrese è quello che ama mettersi alla prova, a prescindere dal campo di azione.

 1926 Donna calabrese trasportatrice d'acqua

Popolazione e usanze locali

 Maschio cosentino

Il ballo classico Cosentino è composto da una serie di movimenti incomprensibili (dovuti a una evidente assuefazione da stupefacenti di bassa qualità e/o da Angelo Azzurro mixato male) che tengono a sottolineare la totale incapacità dei ballerini Cosentini medi.
Nelle famose discoteche tamarre il cosentino rozzo pratica l'arte dell'acchiappo sfoggiando magliette attillate, pantalone 9,2 o Jeckerson rigorosamente falsi acquistati da Omar all'autostazione, jeans sbiaditi, finte cinture D&G (D&D o D&B o G&G o F&B), degne del Costantino nazionale, e le originali Hogan nere o marroni, sempre di Omar, ai piedi; il tutto corredato da elegantissime catenazze e dal bijoux più in voga del momento: l'orecchino con finto diamante stile Adriano che sostituisce lo spadino finto Paciotti, ormai in uso solo ai nostalgici. Da notare che il rozzo non esce mai da solo, ha bisogno che "il ragazzo con l'orecchino di perla" by Dj Francesco faccia pendant. Il suddetto pratica l'abbordaggio con frasi a effetto come "qual è la via più breve per arrivare al tuo cuore", "mi hai trapanato il cuore", "ma lo sai ca sì na topina popu toga" o cercando di intavolare un discorso semi-serio del tipo "sei molto carina, c'è quel mio amico che si è appena innamorato di te e vorrebbe conoscerti... sì, chiru arrieti a colonna ca fa na pocu u timido, sa, a guagliuna l'ha lassatu i pocu..."
All'interno dei privé è possibile ammirare la diffusa specie Homo vavusus. Trattasi di finti figli di papà dotati di uno spiccato senso per gli affari: costoro investono tutti i propri averi in aperitivi, lampade abbronzanti e scarpe Hogan acquistate presso il senegalese di Piazza Europa (da Omar verrebbero visti da troppe persone). All'ingresso della discoteca guardano con aria di sufficienza il truzzo ed entrano non più tardi dell'una per non perdere la riduzione (Senso Per gli Affari di cui sopra). L'ominide in questione per conquistare una donna ha un suo rituale:
  1. Giocherella col portachiavi della sua chiccosissima Mini Cooper o Audi (acquistata grazie alla vendita della casa della nonna, a sua volta sbattuta in una triste casa di riposo - chi se ne frega, fa sempre parte del progetto di investimento)
  2. Sfodera il cellulare ultratecnologico appena acquistato da Mediaworld (che pagherà con comode rate da 10 euro e 80 cents al mese, per un numero imprecisato di anni) ed effettua telefonate a misteriose ragazze... alias servizio Tim card e Vodafone 190
  3. Avvista una preda appetibile, la invita per un caffè l'indomani e le chiede cortesemente il numero di telefono di casa ("scusa ma al mattino ho la tariffa rossa")
  4. Il giorno dopo, prima dell'appuntamento con la ragazza di cui sopra, si vanta di eccezionali giochi erotici fatti con la suddetta proprio nel parcheggio all'esterno della discoteca.

Il cosentino falso sinistroide figlio di papà

Si aggira per i pub della città in gruppi urlanti, con birra alla mano e canna in bocca, cercando disperatamente la rissa “operaia”. Ha (o meglio vuole avere) solitamente l’aspetto del clochard: jeans strappati, scarpe bucate, maglietta o felpa sporche e capelli in disordine o rasati. Si getta nella mischia gridando frasi del tipo “a ‘nnua unn’inni frica ‘nnenti”, “ancuna cosa n’a vivimu” o "chini cuagliu cuagliu".È uno dei figli dei professionisti della Cosenza bene ma ostenta il suo stile di vita semplice e sostiene (solo a parole) le classi meno agiate. Canzona e insulta gratuitamente e selvaggiamente chiunque acquisti beni di consumo, ma spende cifre esorbitanti in droghe, alcool e tutto ciò che è inutile, fa male alla salute e possibilmente è illegale (in quanto si ritiene parte di una sorta di “resistenza operaia contro lo Stato”). Questo individuo infatti ha una visione complottistica della realtà italiana e internazionale, che non esita a definire con tono dispregiativo “il sistema” . Le autorità statali sono nemici a prescindere e qualunque cittadino graviti nella loro orbita o le sostenga è nemico anch'esso. Questo personaggio attua la sua lotta contro le autorità e le forze dell’ordine soprattutto nelle vesti di falso ultrà del Cosenza Calcio e dei club a esso gemellati, recandosi in Curva Sud e in trasferta al solo scopo di inneggiare slogan deliranti contro le forze dell’ordine, drogarsi impunemente, ridursi in uno stato di ubriachezza molesta o usare violenza gratuita contro persone e cose, creando disordini di ogni tipo. È ormai celebre il demenziale coro “d’a partita unn’inni frica ‘nnè, incidenti, aleò”. Si professa antirazzista e contro ogni discriminazione ma insulta chiunque sia diverso da lui. Chi ad esempio non fa uso di droghe o non indossa la sua “divisa” è ritenuto “minchiune”, o peggio, “fascista”. In particolare la camicia è per lui e i suoi segno distintivo del “nemico di classe” e può giustificare un’aggressione contro chi la porta. Si professa altresì pacifista e contro ogni forma di criminalità organizzata ma ha una mentalità violenta e finanzia le organizzazioni criminali acquistando stupefacenti senza alcun rimorso. In generale si può capire come sia totalmente privo di coerenza e manchi quotidianamente di rispetto con le suoi azioni alle classi sociali verso le quali dice di nutrire grande sensibilità.

Femmina cosentina

Generalmente il rozzo cosentino si accoppia e riproduce con la rozza. Esistono tre generi di rozze.
  • La prima è la simil-velina tendente all'anoressia, che indossa abiti succinti seguendo rigorosamente la moda dettata da troniste e corteggiatrici di Uomini e Donne: dunque libero sfogo a scaldabraccia, scaldamuscoli, cerchietti con stelline annesse, braccialetti con ciondoli a forma di bauletto, stivali bianchi con fibbia e borchie che vanno a mettere in evidenza torniti polpacci già aggraziati da calze color fuxia, cinturoni che coprono i 3/4 della figura, borsette Pink Bag (la Pinko è un must delle vip), e l'immancabile french manicure.
  • Il secondo genere di rozza non differisce molto dalla prima se non per le dimensioni: anch'essa esalta la propria figura con pantaloni a vita bassa e top microscopici che lasciano scoperte le deliziose maniglie dell'amore ormai divenute balaustre.
  • La terza è facilmente associabile alla studentessa universitaria, solitamente trentenne che vive in casa dei genitori. La sua figura snella e i suoi abiti lasciano presagire la normalità del soggetto, ma avvicinandovisi ci si accorge di alcune pecche. La prima riguarda il modo di parlare, fintamente colto e pieno di vocaboli inusuali, quasi forbito. Non ci si lasci prendere per i fondelli da ciò, dato che la cadenza di talune parole è scandita con il solito accenDo cosenDino molto marcato. Tali donne, dette anche "stroloche", rimbambiscono gli uomini col fine del matrimonio, pratica professionale molto amata in previsione di spese future "addì macs mara!". La seconda pecca riguarda frequentazioni e parentele. Le frequentazioni sono molto importanti, come cita il proverbio "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei". Le donne di questo sottotipo annoverano frequentazioni altolocate e in luoghi assolutamente VIP. La realtà vuole che non sia così, perché l'estate sono solite riunirsi in quel di Sangineto per affollare la notissima discoteca del luogo. Le parentele sono altrettanto importanti, d'altronde, stilando una linea parentale, noteremo che tutti sono parenti di tutti e che tutte conoscono il fior fiore di filosofi, giuristi, matematici e colti della città. Il loro fine è come sempre quello di scioccare il maschio cosentino affinché la sposi nella speranza di un lavoro "aru cumune" per poi divorziare contestualmente al parto di un nuovo potenziale soggetto a rischio.
La sottospecie è portata per natura alla violenza e alla bestemmia facile. Il trucco della rozza è caratterizzato da una base di stucco applicato con cazzuola e impanato con abbondante cipria, al di sopra del quale gli scienziati dopo accurati studi hanno potuto riscontrare la presenza di tutti i colori dell'arcobaleno.

 Bambino

L'ultima moda a Cosenza è quella di dare ai propri figli nomi di attori, attrici o più semplicemente nomi stranieri. Non è raro sentire sulle spiagge "Michael ti fazz' a faccia tanta", "Melanie, Naomi ed Elisabeth, uscite subito dall'acqua che è arrivata mamma 'ccu ra parmigiana". Oppure delle voci fuori bordo urlare "Shaaaaaaaaaaaaaaroon". Le mamme cosentine sono sempre molto attente all'alimentazione dei propri pargoli, chissà perché li vedono sempre sciupati. E allora, cosa c'è di meglio di un bel panino con Nutella in spiaggia il 15 agosto con 45° e il sole allo zenit? Ecco spiegato perché il cosentino medio prende la casa in riva al mare...

Cosentino in Vacanza

Il genere rozzo tende all'autoconservazione e alla salvaguardia della specie, per cui non è difficile riconoscerne gli esemplari in luoghi ameni quali le spiagge rigogliose della costa tirrenica (chiamata Cosenza Beach). L'esemplare maschile si distingue dal tipico zoccolo in legno trascinato con leggiadria sul lungo mare e nelle strade di paese; è usanza del rozzo trascinare lo zoccolo anche nel caso in cui si trovi a bordo di un ciclomotore per evitare di passare inosservato. Il truzzo d.o.c. (di origine cosentina n.d.r.) non acquista un nuovo paio di zoccoli finché il precedente non ha raggiunto un'altezza di mezzo millimetro a forza di raschiare le strade di Fuscaldo. Il CSR (Consiglio Superiore dei Rozzi) assegna gli zoccoli anche alle grezze; queste ultime però hanno in dotazione altri due accessori: un costume intero a fiori grandi, rossi neri e verdi e una pinza per capelli celeste o fuxia di forma squadrata.
Quando il cosentino medio dice "scendo al mare" intende andare a Paola, considerata la spiaggia cosentina per eccellenza. Infatti il cosentino medio non sopporta più di mezz'ora di viaggio. Inoltre il cosentino si riversa nelle spiagge di Fiumegrezzo (alias Fiumefreddo), dove c'è in tutto una pescheria, un forno e una gelateria e Torregrezzo (alias Torremezzo) altro posto rinomato per smoderata bruttezza. Ogni tanto il cosentino si spinge fino a Diamante Beach e quando torna racconta ai suoi concittadini delle proprie imprese ai limiti del mondo conosciuto.

 Il castello aragonese di Reggio Calabria
Franc rc - Opera propria

Quelli che...il calcio

La tifoseria cosentina è alquanto variegata e composta da:
  1. Il tifoso occasionale, che si reca allo stadio solo se la squadra fa risultati e se la temperatura oscilla tra i 18 e i 20 gradi (a 'ssu cazz' i San Vito c'èn'umidita'!!). Si posiziona in Tribuna B e guarda distrattamente la partita perché concentrato ad ascoltare in cuffia la Juventus.
  2. L'assiduo della curva sud, che qualsiasi cosa gli chiedi ti risponde: "Comba', vida ca io mi signu fatto tutt' i trasferte, ma tu ad Eboli c'eri?". L'ultrà durante la partita è impegnato in altre pratiche, tant'è che mentre l'arbitro ti sta dando un rigore contro è probabile che lui stia cantando "E Catanzaro, Catanzaro merda".
  3. La tifosa impellicciata della tribuna numerata, che fa le sue comparsate in novembre e dicembre. La sua missione è mirata a far prendere aria alla pelliccia che puzza ancora di naftalina. Non c'è pericolo, la sua presenza allo stadio è sporadica, l'umidità le fa arricciare i capelli. 

Trasporti

Il cosentino alla guida è geneticamente moscio: richiede calma, tranquillità e tutto il tempo che serve per trovare il parcheggio il più vicino possibile al posto. Sullo stesso cromosoma troviamo il gene SUV-4, causa dell'insopprimibile desiderio di non parcheggiare altrove finché non si riesce a infilare le chiappe del proprio SUV direttamente nella vetrina della farmacia.



Jim Carrey in macchina con altri idioti con facce di Leonida.gif
Alcuni cosentini durante la fase di atteggio mentre passano du fripab con una vettura rubata. la propria autovettura.
Negli ultimi mesi i trasporti nella città dei Bruzi si sono evoluti tantissimo. Fino al Natale 2007 gli abitanti per spostarsi usavano tricicli, automobili a vapore, slitte, carri armati, Mini Cooper, Audi e BMW. Oggi, pur non abbandonando l'abitudine di usare l'auto anche per brevissimi spostamenti di pochissimi metri, e continuando a coltivare l'implacabile desiderio di parcheggiare con le chiappe del pro, prendono il bus. Ebbene sì, il regime comunista ereditato direttamente da un neurone di Fidel geneticamente modificato con un cromosoma preso dal cordone ombelicale del figlio della Catizone, ha permesso di allenare giovIni piloti alla guida di bus che collegano la centralissima ed ecologicissima autostazione alla locale Università Degli Studi della Calabria.
I Piloti di bus, selezionati attraverso la tecnica dell'ostracismo comparato, compiono il tragitto lungo e periglioso in circa 17 minuti permettendo così ai giovIni studenti di poter vomitare la colazione del mattino, in modo da farli sentire leggeri per l'inizio dei corsi.
Altro utilissimo mezzo di trasporto comporta in una scala mobile non funzionante nei pressi della discesa "da delegaZZione", accanto l'antico edificio della prefettura sito nella piazza del Teatro "Rendano"
Da notare anche l'esistenza di una inutile funivia che collega il comune della città all'Inferno (si era pensato di farne una anche per il paradiso, ma non si aveva la più pallida idea di chi potesse andarci).


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Cultura

A Cosenza la cultura è quasi totalmente assente. Nonostante ciò si tengono manifestazioni pseudo-culturali folkloristiche per accontentare i vecchi babbioni e imbecilli della città:
  • La fiera di "San Giuseppe". Fiera di oggettini blasfemi che si tiene in occasione della festa del Santo.
  • Invasioni: Festa tipicamente comunista, inventata per far contenti i giovani comunisti della città che con fierezza annunciano che i soldi del comune sono ben spesi per queste attività culturali. La festa invita artisti di grosso calibro, ma ahimè poco visti a causa delle migrazioni del cosentino verso le località balneari. Il festival è generalmente organizzato nel periodo di luglio, proprio quando comincia la migrazione al mare.
  • Capodanno rock: ogni capodanno un autore incomprensibile e scelto assolutamente a caso da una giuria di pornostar viene costretto a esibirsi nella piazza del Comune, pena una notte con Wanna Marchi. 

Miti e Leggende

Chi davvero vuole definirsi Cosentino Medio di razza deve aver visto almeno una volta in vita sua u Monachieddru. Chi era, anzi chi è Costui? Si narra, dalla bocca di chi l'ha visto davvero, che sia piccolo e vestito d'abiti d'epoca. Si annida nel centro storico ovvero nella nota Cusenzaviacchiu e razzola tra i tavolati. Ha una mano di cotone e una di ferro. Se si riesce a toccare quella di ferro ti lascia i soldi per pagare le bollette Findomestic scadute e protestate della Minicuper modificata, se invece gli si tocca la mano di cotone ti fa nu paliatuni, o ti fa la faccia tanta... Di solito si manifesta nelle ore di riposo del cosentino medio,ovvero in ogni momento. La sensazione è di qualcuno che si siede sullo stomaco,e si pensa al monachiaddru. A meno che non sia la parmiggiana di milingiane fritta o i pipi e patati mangiati qualche ora prima che, risalgono come spermatozoi..

Rivali

I grandi rivali dei Cosentini sono gli abitanti di Catanzaro e provincia.
Il motivo della rivalità si è perso nella notte dei tempi. Alcuni dicono che alla base di questo forte odio reciproco ci sia l'inferiore lunghezza del pene dei vili cacanzaresi, tanto che essi vengono apostrofati anche con l'appellativo "zicca", in quanto al posto dell'uccello presentano un minuscolo (quasi invisibile) insetto. Inoltre i "Cattanzaresi" vengono chiamati comunemente cuozzulari perché vivono in una città situata sopra un cuozzu (cocuzzolo). Quelli della provincia di Cattanzaro vengono semplicemnte apostrofati come catanzarisi ('i mmerda) mentre i cosentini vengono apostrofati come "cusentini du cazzu".
Altre rivalità sono contro Napoli e i napoletani, Reggio Calabria e i reggini, Salerno e salernitani, Rossano(una città più piccola ma forse molto meglio, in provincia di Cos angeles), i cosentini stessi e tutta la fascia ionica essendo, secondo i cosenDini, colpevoli di aver un migliore tenore di vita economico e sociale...Visto che a Cosenza sono solo poveri stolti.
Bisogna inoltre ricordare che, da anni, un piccolo borgo (potremmo dire quasi un buco di culo) limitrofo a Cosenza chiamato Rende, cerca di competere con la città che, invece, non si cura affatto dei Rendesi perché occupatissima con i rivali detti prima.

 L'abbazia di Santa Maria di Corazzo

Sport

Unica parentesi positiva dello sport cittadino fu quando la squadra di calcio della città l'A.M. (associazione mafiosa) Cosenza, guidata allora dal mr. Orso Yoghi, con alla presidenza Gargamella, rischiò di salire in serie A. L'undici titolare all'epoca era:
  • Mazinga Z (portiere)
  • Zorro (difensore destro) 
  •  Farinos (grande segnatore di autogoal, difensore centrale)
  • Mirco Materassi (temibile difensore sinistro)
  • Un dromedario (sulla fascia destra)
  • Moggi (centrocampista sinistro)
  • Dio, (centrocampista centrale)
  • Pac man (giocatore alquanto piatto e bidimensionale, centrocampista centrale)
  • Michael Jordan, famoso poiché faceva sempre fallo di mano (fuoriclasse e anche pesce fuor d'acqua del calcio, giocava un po' in tutti i ruoli)
  • Papa Gallo I (fortissimo trequartista)
  • Pelà (imitatore di Pelè, punta)


Lo sport più diffuso a Cosenza, e di cui l'"Homo vavusus" è ambasciatore, è la ginnastica mandibolare, praticata in ogni via del centro, bar, uffici, trasmissioni sportive, ma in particolar modo a Piazza Kennedy, sede di numerose maratone. Il cosentino medio non capisce nulla di calcio e si vanta di conoscere questo o quel giocatore ("simu amici indimi"), di aver giocato egli stesso a calcio o di esser stato dirigente ai tempi d'oro.

Curiosità

  • Essendo la città calabrese situata più a nord, può a giusto titolo apostrofare gli altri calabresi nonché tutti i siciliani col simpatico e non razzista appellativo "Terroni"
  • Un lavoro pubblico a Cosenza si sa quando inizia ma non si sa quando finisce
  • Viale parco è costruito con il 90% di munnizza riciclata
  • Le fosse (buche) sulle strade sono leggendarie (ho visto gente sparire nel nulla)
  • Cosenza fa rima con Potenza
  • A Cosenza ci sono due stazioni dei treni ma nessun capostazione e nessun treno.
  • È impossibile trovare Cosenza su una qualunque mappa geografica se prima non è stata bagnata con olio extravergine d'oliva.
  • Padre Fedele a Cosenza è stato nominato santo.
  • Le chiese che vengono costruite a Cosenza dopo tre giorni autoimplodono.
  • È impossibile chiedere a un cosentino di parlare italiano.
  • A Cosenza manca l'acqua un giorno sì e l'altro pure.
  • A Cosenza ci sono numerosi accoppiamenti tra cugini: cosi si spiega il motivo per cui i cosentini sono un po' tutti uguali.
  • Ancora non si è capito cosa rappresentino le statue messe al centro di Cosenza. Alcuni pensano siano antenne per contattare gli alieni del pianeta Ano, si è però certi che una di esse sia un testicolo alieno imbalsamato.
  • Se qualcuno si trova a Cosenza il sabato sera e ha intenzione di trascorrere una piacevole serata, si consiglia il suicidio.
  • Siccome sulla Luna i crateri erano troppi, alcuni di essi hanno deciso di spostarsi a Cosenza. Il maggior esponente è localizzato su Viale Mancini (per info chiedere "u vialipàrco"). La viabilità su quella strada è interrotta dal 2465 a.C
  • Uno degli hobby più comuni ultimamente a Cosenza è costruire palazzi. L'Ecomostro di Bari, ad esempio, non è stato distrutto, ma semplicemente smantellato e trasferito a Cosenza in Viale Mancini.
  • La popolazione cosentina è molto ospitale con i catanzaresi, così tanto che non appena se ne incontra uno, lo salutano cordialmente con un 'ngulacchitemmuartu, frase del cosentin cortese traducibile con abbiate sollazzo attraverso pratiche inusuali tu e il tuo parentado sebbene sia attualmente passato a miglior vita.
  • per meglio comprendere alcune peculiarità della zona, si possono osservare i nomi di varie località dell'hinterland cosentino: BisignANO, AprigliANO, SpezzANO, CerisANO, RossANO, CorigliANO, LappANO, MarANO, TorANO, DipignANO e altri.
  • I veri nomi di battesimo delle persone a Cosenza non sono quelli riportati sui documenti, ma variano tra i seguenti: compà, cugliù, capicà, capò, cosicì, oicò, oizzì, minkiù, kitemmù, Zù, zottì, shampà, shampignò e altri.
  • Puoi considerarti cosentino solo se hai almeno una barca aru portu i Cetraro, detta anche Cosenza Beach insieme ai comuni di Paola, Guardia, Cittadella del Capo, Sangineto, Belvedere e San Lucido, ma anche se sei di Marina di Piazza Kennedy ovvero l'attuale Torremezzo detta anche Torregrezzo.
  • La fontana più conosciuta è "a funtana i giugno" che in principio era la fontana di Giuno ovvero Giunone poi la rivisitazione cosentina ha fatto il resto.
  • L'altra fontana è "i tridici canali" dove l'acqua misteriosamente esce solo da due/tre canali.

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Quote rosso1.png Dovevo fermarmi a Catanzaro... Quote rosso2.png


~ Gabriele D'Annunzio su Reggio Calabria

Quote rosso1.png Ma per andare a Messina si deve passare per forza da qua? Quote rosso2.png


~ Gabriele D'Annunzio su Reggio Calabria

Quote rosso1.png La mia ragazza va a Messina a studiare. Quote rosso2.png


~ Fidanzato reggino cornuto e contento

Quote rosso1.png Ma la Calabria non finiva a Villa San Giovanni? Quote rosso2.png


~ Turista su Reggio Calabria

Quote rosso1.png E' davvero grande questo lago! Quote rosso2.png


~ Napoletano su Stretto di Messina

Quote rosso1.png Portami a mangiare un piatto tipico calabrese che non sia piccante. Quote rosso2.png


~ Turista ingenuo su cucina calabrese

Reggio Calabria (ScoReggio Calafrica) è una città-stato metropolitana della Calabria Saudita, governata da ..........., Gran Moghul dello Stretto, Supremo Imperatore di corso Garibaldi, Altoreggente di via Aschenez.

Storia 

La città risale all'VIII secolo avanti Cristo, quando trecento poveracci extracomunitari Greci provenienti da Calcide di Eubea a bordo di un barcone fatiscente, pilotato da un noto contrabbandiere di nome Ulisse, giunsero disperati sul litorale Reggino e vi si gettarono addosso per dissetarsi. Incantati dalla freschezza di quelle putride acque, fondarono il primo nucleo cittadino, il campo nomadi 208 di Sbarre. La città è stata rasa al suolo dal terremoto del 1908 ed è stata in seguito ricostruita con saliva e canne di bambù.

Attrazioni turistiche

Reggio Calabria è famosa in primis per le enormi fogne che sboccano direttamente a mare (anche in posizione immediatamente adiacente al Lido Comunale), famose sono le sue foto in cui vengono ritratte immani chiazze marrone di deiezioni solide umane adiacenti alle coste, molti turisti infatti vi fanno il bagno per sentire il calore umano, altri scambiano queste fogne per sorgenti termali marrone, restando quindi profondamente soddisfatti di ciò, perlomeno se non prendono un'epatite.
Di elevatissimo pregio architettonico e rinomate in tutto il mondo sono le case abusive. L'abusivismo è il dono che il Dio ha dato a Reggio Calabria. Circa 80% delle case sono abusive e non rifinite, e questo fa sì che la città assuma un aspetto molto molto molto chic.

 i Bronzi di Riace

Lingua

La lingua ufficiale è il dialetto reggino, misto di Greco, Messinese, Aramaico Antico, Vietnamita settentrionale e Tunisino, con inflessioni calabresi... Già dalla scuola elementare, gli alunni cominciano a studiare il difficile Dialetto calabrese, molto più importante dell'Italiano o dell'Inglese. Di recente ne è stata riconosciuta la valenza culturale.

 sposinigolosi

Popolazione

La città metropolitana conta 200 mila Rrrrriggitani tutti simili tra loro. La maggior parte professa la religione idolatrica verso a' Maronna da Cunzzulazzioni.

 In città

La popolazione della citta' metropolitana capoluogo della "vera Calabria" differisce da quella che vive in provincia per la sua indiscutibile attrazione verso il dispendioso, cioè spendono più di quanto potrebbero. È noto infatti come persone con reddito da 500 € riescano a comprare calzini da 1000 €, per non parlare del resto degli indumenti. Il tipico reggino già all'età di 10 anni inizia a vivere in branco e non tornare a casa per mesi, ovvero fin quando non esaurisce la paghetta. A 13 anni inizia a essere truzzo e ad ascoltare, invece della musica normale, musica house o Gigi D´Alessio,ed a dotare il proprio mezzo di trasporto,sia esso un banale scooter o un´auto,di qualsiasi accessorio lo renda truzzo oltre i confini dello scibile,il tutto per avere il privilegio di essere proclamato dai suoi stessi simili "Il Signore Indiscusso dei Truzzi",o per attirare su di se le attenzioni del gentil sesso,che notoriamente non riesce a resistere al richiamo ancestrale dei 12 subwoofer che fanno tremare l´asfalto. A 25 anni, dopo aver la nausea della moda e dei vestiti di marca, il tipico reggino ha un processo di degrado che lo porterà nel giro di qualche anno a trasformarsi in barbone, ragion per cui i barboni a Reggio non si esauriscono mai.

 In Provincia

La popolazione delle province si caratterizza per una spiccata inclinazione all'atteggiamento simil-mafioso, nel senso che i ragazzacci pensano di essere malandrini, ma in realtà sono sono degli sciacqualattughe. Le donne di provincia si fidanzano ufficialmente all'età di 15 anni e si sposano a 18 per paura di rimanere zitelle a vita. Se disgraziatamente dovessero rimanere incinte senza essersi prima sposate, andrebbero incontro a sicura lapidazione da parte dei capi maschi della "famigghia" e di tutto il vicinato.


Musica

In città prevale la musica house, ma quando si inizia a sconfinare verso i paesini limitrofi della provincia di Reggio, si usa cantere (a squarciagola e fuori tonalità) stupende Muttette a suon di organetto.

 Balli Sociali

Il ballo sociale più eseguito a Reggio Calabria è la "Tarantella", detta "Viddaneddha" in Dialetto Calabrese, suonata con organettu e tambureddu o con la ciurameddha, ma la maggior parte dei truzzi reggini se ne vergogna. Va di moda ultimamente, suonare la Tarantella con due organetti (di cui un suonatore fa il "pigghiulu" e l'altro suona passate a caso per niente inerenti alla vera Tarantella Reggina) e quattromiladuecentocinquantasei tamburelli (Tutti rigorosamente fuori tempo), mandando così a puttane le tradizioni (la vera Tarantella Reggina si suona con un solo organetto e un solo tamburello).



Sport

La città ha una nota squadra di calcio, la Reggina Calcio, 20 volte vincitrice del titolo nazionale delle Due Sicilie, ma ventotto delle quali revocato per canniamento di tredici giocatori su undici. La città ha perso molte sanguinose guerre contro le odiose rivali Cosenza, e Messina. La squadra ha un nemico storico, il "Palazzo", che da anni cerca di eliminare la Reggina dal calcio che conta, ma la Reggina ha sempre dimostrato in ogni tribunale la sua onestà, scontando SOLO 11 punti di penalizzazione e circa 1 milione di € in multe varie. Si vocifera che l'onestà dei campionati della Reggina sia seconda solo a quella di Berlusconi.
Un altro sport praticato dai reggini è farsi andata e ritorno dello Stretto di Messina, anche perché non c'è nient'altro da fare. Pare che il record sia di 1342 "andate e ritorno" in un'ora.
Ma lo sport più in voga rimane correre a piedi nudi o strisciando sulle ginocchia dietro un quadro di pessima fattura dell'ennesima Madonna di qualcosa. In genere durante questo atavico rito il reggino chiede alcune grazie come:
  • La Reggina in serie A
  • Il Messina in serie B
  • Vincere all'enalotto
  • Che RTL102.5 torni a fare troiume in via marina 
 uno dei Dioscuri da Locri Epizephiri.

Organizzazioni

In città ha sede una notissima organizzazione benefica, la 'ndrangheta, i cui scopi principali sono il libero commercio di medicinali colombiani contro l'impotenza, opere di bene per tutti i disoccupati, l'eliminazione di magistrati ingiusti e prepotenti particolarmente pericolosi per il disordine pubblico.

Brividoefollia

Geografia

La provincia reggina, da vera perla del Mediterraneo, confina :
  • A Ovest con da Buddàcia (via mare, grazie ai transatlantici di Caronte e delle FS).
  • A Nord con la provincia-fantoccio di Vibo Valentia.
  • A Est con l'eterna provincia rivale di CatTTarranzaro, capitale della Calabria Saudita.
  • E basta.
 

Foto di Marialba Russo. 1981

Economia

L'economia reggina si basa sul nulla. Buona parte dei reggini è impiegata in posti statali con il compito di bollare il cartellino e poi calare la barca da pesca in una fetente spiaggia chiamata 'Calamizzi'. Si utilizzano diverse coperture sfruttando la produzione della provincia. Un esempio è la produzione di olio d'oliva, la produzione di arance, bergamotto e mandarini.

 

Curiosità

Il cantante degli Slayer dopo un viaggio a Reggio Calabria trovò l'ispirazione per scrivere la canzone "South Of Heaven".
Il cantante dei Duran Duran, Simon Le Bon durante il suo soggiorno a Reggio Calabria disse: "Non mi sembra uno dei posti più belli dell'Italia"
Reggio Calabria si è aggiudicata il Guinness World Record per essere l'unica città a non avere una strada senza voragini e/o crepe.
A Reggio Calabria il continuo strombazzare dei clacson a qualunque ora del giorno e della notte viene utilizzato come colonna sonora da parte degli automobilisti durante i loro spostamenti in città. Gli stranieri pare non apprezzino questa piacevole usanza.

Reggio Calabria



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