mercoledì 7 dicembre 2016

Angelantonio Masini, soprannominato Ciuccolo (Marsicovetere, 1837 – Padula, 20 dicembre 1864) Brigante

Angelantonio Masini

Angelantonio Masini, soprannominato Ciuccolo (Marsicovetere, 1837 – Padula, 20 dicembre 1864), è stato un brigante italiano, che operò in Basilicata, Terra di Bari e Vallo di Diano. Fu tra i più temibili briganti postunitari e tra i massimi ricercati in Basilicata, dopo Ninco Nanco e Carmine Crocco.  

Biografia

Di padre ignoto, adottò per questa ragione il cognome della madre. Cresciuto nella miseria, sin da piccolo iniziò a lavorare come contadino e pastore. Era definito da fonti dell'epoca come un ragazzo prestante, di bell'aspetto e di alta statura. Raggiunta la maggiore età, venne reclutato nella fanteria dell'esercito borbonico ma disertò quando un reparto delle truppe borboniche si ritirò davanti ai garibaldini in Calabria, tornando nel proprio paese natio e rimanendo disoccupato. Con l'unità d'Italia l'instaurazione della dinastia Savoia, rifiutò la chiamata alle armi e si rifugiò sul monte Volturino, formando, assieme al cugino Nicola Masini detto Colicchione, una banda di briganti.
Inizialmente attivo nella Val d'Agri, in seguito arrivò ad effettuare scorrerie nelle zone di Melfi, Matera e Terra di Bari, unendosi alle bande dei temibili briganti del Vulture come Carmine Crocco, Ninco Nanco e Giuseppe Caruso. Fu anche attivo nel Vallo di Diano e nel Cilento, saccheggiando in particolare le campagne di Montesano, Arenabianca e Padula. Durante le sue grassazioni, conobbe Maria Rosa Marinelli, giovane contadina che abitava presso suo zio Francesco Nasca, dopo che suo padre fu arrestato con l'accusa di manutengolismo. La Marinelli, arrestata e poi rilasciata perché sospettata di connivenza con Masini, decise poi di seguirlo diventando la sua druda.
Con la nomina del generale Emilio Pallavicini, che fruttò la cattura e la fucilazione di numerosi briganti nel Vulture e in Capitanata, Masini si vide costretto a ripiegare nel Vallo di Diano, cercando protezione e sostentamento nell'influente famiglia Acciari di Sala Consilina. L'abitazione della nobile famiglia Acciari ospiterà anche la sua consorte Maria Rosa. Nel 1864 venne emessa su di lui una taglia di 12.000 lire, rendendolo il terzo brigante più ricercato dalla commissione antibrigantaggio lucana, preceduto da Ninco Nanco (15.000 lire) e Carmine Crocco (20.000 lire).
Masini venne ucciso a Padula durante una serata del 20 dicembre 1864, in un'imboscata tesa dalla Guardia Nazionale del posto, comandata da Filomeno Padula, e da un reggimento di fanteria del regio esercito, guidato dal capitano Francesco Fera, in combutta con un manutengolo che l'aveva ospitato nella sua abitazione. La sua consorte Maria Rosa si costituì e fu condannata a quattro anni di carcere dal tribunale di Potenza. Con la morte del capobrigante, la sua banda venne decimata e i suoi giustizieri vennero decorati ed onorati. Filomeno Padula ricevette un premio di 2857 lire mentre Francesco Fera ricevette un'onorificenza dell'ordine militare di Savoia e fu elogiato dal ministro della guerra Agostino Petitti di Roreto.

La filastrocca sulla fine del brigante

Poco dopo l'uccisione di Masini iniziò a circolare a Padula una filastrocca che racconta gli avvenimenti della serata del 20 dicembre 1864. L'autore è sconosciuto e venne tramandata oralmente senza essere mai stata trascritta. La versione riportata di seguito è stata ricostruita da Giuseppina Pinto.
Maria Rosa beltà divina
tutt'u munn a te s'nchina
Tein 'na vest r' seta fina
ca t'ha fatt' u caru Masin
Tien li scarp' r' pell prigiata
ca cumpa' Masin t'ha rialat
Tien' nu vantsin r seta Gregorio
ca t'ha cusut cumpa' Vittorio
Tien li trezz bell e durat
e tutt u' riest è comm na fata
Ind' a la camer' r Masino
C'è na lampada mortacina
Ohi Masino mio stamn attiend
ca stasera c'è trar'miend
Maria Rosa mia statt'sicura
ca 'a casa ru cumpar nun c'è paura
All'intrasatt s'apriu la porta
e Masin' sbiancau comm' a la mort
Si Masin 'na cosa 'e chesta sapia
a chiesa e San Martin l'abbattia
e Maria Rosa pronta e lesta
s' menau pe la f'nesta
Pe' cumpa' G'lard lu traditor
Masin perdiu la vita e l'onor
Fu strasc'nat p' dret e p' nnand
e ch'est è la fin r lu brigand

 
Taglia sulla cattura di Carmine Crocco, Ninco Nanco e Angelantonio Masini 1864

 Maria Rosa Marinelli 

a storia  di Maria Rosa è quella di tante ragazze del Sud, figlie di poveri braccianti. Da questo punto di vista, la sua vicenda costituisce una sorta di paradigma; il tempo di queste ragazze era scandito tra il lavoro nei campi come braccianti d'estate e la tessitura della lana durante l'inverno. Spesso le uniche occasioni di socializzazione erano le feste religiose del paese, dove facevano bella mostra di sé ex soldati borbonici, uomini circondati ad un alone di fascino, accentuato dalla loro divisa azzurro cupo con i bottoni dorati. Bastava uno sguardo  perché scoppiasse l'amore e insieme al nuovo sentimento, l'inizio, per le donne,  di una vita impossibile. Gli ex soldati del Re bomba erano sovente sorvegliati speciali della Guardia nazionale, perché sospettati, e non a torto, di brigantaggio e insieme a loro, le loro donne, che, per sfuggire a una vita di persecuzioni e stenti, si davano alla macchia divenendo drude di briganti. Poteva poi accadere che durante un conflitto armato il capobrigante morisse e la sua donna si costituisse. Giudicata dai Tribunali militari che erano stati istitutiti in seguito alla legge Pica, la donna, riconosciuta colpevole, veniva  condannata ai lavori forzati, dopodiché ritornava alla vita normale , spesso tra onori e riconoscenze. Diversa sorte era riservata agli uomini , come mostrano le numerose foto scattate dai fotografi ufficiali dell'esercito, macabri trofei da esibire come deterrenti contro  il brigantaggio.

Maria Rosa Marinelli era una poverissima contadina di Marsicovetere, dal 1862 druda del capobrigante Angelantonio Masini, terzo tra i massimi ricercati dopo Carmine Crocco e Ninco Nanco. E' con lui quando il 20 dicembre 1864 il brigante viene sorpreso dalla Guardia nazionale nella casa  di un ex manutengolo di Padula. Masini viene ucciso, mentre lei riesce a fuggire saltando sui tetti della case vicine. Costituitasi , verrà sottoposta a processo.
Gli atti del processo, secondo la  ricostruzione fattane nel libro sopracitato, costituiscono un momento di profonda riflessione non solo per quanto concerne la vicenda della donna, ma anche sulle conseguenze che il Risorgimento ebbe nell'Italia meridionale. Attraverso la figura del sottotenente Antonio Polistina, uomo del Sud, ma piemontesizzato, principale protagonista nelle indagine sul caso Marinelli , gli autori stimolano ad una riflessione che si sostanzia nelle parole  del militare : forse non era questo il sogno dell'Italia unita e soprattutto non erano quelli i mezzi per realizzarlo. E con ciò fa riferimento alle malvagità commesse contro i briganti e la popolazione civile in seguito all'emanazione della Legge Pica. Il nuovo stato italiano, infatti, scelse la repressione armata , coinvolgendo in questa lotta fratricida rivoltosi e civili, anzi in particolare  quest'ultimi in quanto fonte  di sostentameno principale del brigantaggio: colpendo la  rete di conniventi, informatori e  rifornitori, l'insorgenza sociale  si sarebbe estinta spontaneamente. 
 Maria Rosa racconta al sottotenente di essere stata perseguitata e infamata, sottoposta alla prova della verginità; racconta della morte del fratello  e del padre, di come rimasta sola fosse stata costretta a seguire il suo uomo, non avendo altra scelta, lei donna del Sud, senza altro futuro se non quello di una vita di stenti e di duro lavoro. Polistina , da parte sua, a poco a poco impara a conoscerla, ad apprezzarne la dignità e il coraggio e a riconoscere, infine,in tanta sofferenza, anche  la responsabilità del neostato italiano.
 Dopo il processo, il Tribunale di Potenza la condannerà a quattro anni di reclusione per "associazione a malfattori, estorsione, sequestro di persona, lesioni". Scontata la pena, Maria Rosa potè sposarsi e vivere nel suo paese, confortata dall'affetto dei suoi paesani.

 Marsicovetere - Pietra del Brigante

Veduta panoramica di Marsicovetere

Scorcio di Marsicovetere. 


Vue de la ville de Padula. 
Velvet - Opera propria

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