martedì 22 novembre 2016

Gerardo De Felice, detto Ingiongiolo (Oppido Lucano, ... – Vaglio di Basilicata, 1867) Brigante

Gerardo De Felice

Gerardo De Felice, detto Ingiongiolo (Oppido Lucano, ... – Vaglio di Basilicata, 1867), è stato un brigante italiano.
Fu assassinato da un vaccaro di Genzano di Lucania, tale Caprio Michele fu Francesco cui si legò con vincoli spirituali, e che a tradimento, nel territorio di Vaglio di Basilicata, durante il sonno, lo uccise a colpi di scure.

 Oppido Lucano

Ugualmente per mano di un genzanese morì il temibile brigante de Felice detto Ingiongiolo la cui cattura era stata impossibile alla stessa Cavalleria Mennuni oltre che ai RR. CC. ed ai Soldati del 56° del 39° Regg. Fanteria; al 30° Battaglione Bersaglieri, al reparto « Lancieri Lodi» mandati in Basilicata al comando del maggiore generale Pallavicino.
Si dovette ricorrere ad un espediente poco simpatico, ma non si potè fare diversamente.
Il vaccaro Caprio Michele fu Francesco si legò con vincoli spirituali al feroce manigoldo ed un bel giorno, nel territorio di Vaglio di Basilicata, durante il sonno, uccise il compare a colpi di scure.
Il Caprio, oltre al premio fissato per la cattura o l'uccisione di un brigante, ebbe dal nuovo Governo Italiano, una pensione vitalizia di L. 200 annue, come si rileva da una lettera del Prefetto di Napoli del 1874 esistente nell'archivio Comunale (2).
Per giustificata cautela il Caprio credette opportuno emigrare.
Genzano di Lucania

 Panorama Vaglio

 

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