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sabato 18 agosto 2018

È morto Claudio Lolli, addio al cantautore senza compromessi

Claudio Lolli morto, il cantautore aveva 68 anni

Addio a Claudio Lolli. Il cantautore bolognese è morto a 68 anni, dopo una lunga malattia. Considerato tra i più impegnati, Lolli, nella sua trentennale carriera, non ha però toccato solo temi politici. Nei circa 20 album incisi ha affrontato anche l’amicizia (Michel), la desolazione e la crisi (Un uomo in crisi: canzoni di morte. Canzoni di vita), temi sociali e culturali (Ho visto anche degli zingari felici). Poeta e scrittore oltre che musicista, nel 2017, dopo anni di silenzio, ha vinto la Targa Tenco nella categoria “Miglior disco dell’anno in assoluto” con l’album Il grande freddo, finanziato con un’operazione di crowdfunding lanciata via web. Nel corso della sua carriera, Lolli ha avuto modo di conoscere, in particolare nella Bologna delle osterie, Francesco Guccini, che lo ha portato alla EMI Italiana, l’etichetta che gli dà il la per entrare nel mondo della musica. Il titolo del primo lavoro di Lolli è Aspettando Godot del 1972.

 

È morto Claudio Lolli, addio al cantautore senza compromessi

di ANDREA SILENZI

All'inizio della sua carriera capitava di ascoltarlo nelle leggendaria Osteria della Dame a Bologna, prima dei concerti di Francesco Guccini.  Claudio Lolli è stato uno dei cantautori simbolo della scena italiana degli anni 70. Si è spento oggi, a 68 anni, dopo una malattia. 

Era nato a Bologna nel 1950 e venne portato alla Emi proprio da Guccini: il suo stile divenne immediatamente riconoscibile, simbolo dell'insoddisfazione più profonda e letteraria della canzone politica post '68.

Il suo primo disco, Aspettando Godot del 1972, era uno dei più evidenti segnali della volontà della discografia di inestire sui portavoce della protesta giovanile più radicale e incupita. Lolli si rivelò subito come un personaggio vero, capace di trasformare in canzoni la malinconia del vivere quotidiano. Così come il successivo Un uomo in crisi, che conteneva anche un brano dedicato ad Antonio Gramsci, Quello lì, e un deciso inno antimilitarista come Morire di leva. Le canzoni erano aspre e gli arrangiamenti ridotti ed essenziali, ma il suo stile e le sue parole erano in sintonia con i tempi: in breve Lolli divenne uno degli autori più trasmessi dalle celebri "radio libere". Divenne così uno degli esponenti di maggior talento della seconda generazione cantautorale, quella degli anni Settanta immersa in dibattiti ideologici e sociali.

Dopo le aperture strumentali di Canzoni di rabbia del 1975, Lolli si liberò definitivamente dell'etichetta di cantautore triste con un album capolavoro come Ho visto anche degli zingari felici (1976). Un disco che affrontava senza metafore argomenti di attualità come il terrorismo e gli attentati, emarginati e femminismo ma con una ricchezza musicale e lirica difficilmente eguagliabile. Quell'album resta uno dei lavori più riusciti e significativi dell'intera discografia italiana anni 70.

"La musica mi ha salvato la vita dalla banalità", raccontò in un'intervista, "è uno scopo: cercare di guardare la realtà con occhi diversi e raccontarla". Gli Zingari raccontavano le ansie di una generazione alle prese con l'utopia della rivoluzione: Lolli impose anche un prezzo "politico" al disco, che venne messo in vendita 3.500 lire.

Dopo il successo dell'album, Lolli decise di lasciare la Emi per approdare all'etichetta indipendente Ultima Spiaggia. Il disco successivo, Disoccupate le strade dai sogni (un libro di testi da lui pubblicato lo scorso giugno portava lo stesso titolo), fu un atto di coraggio musicale, pieno com'era di riferimenti jazz e di arrangiamenti insoliti, ma fu anche un suicidio commerciale. La sua scarsa disponibilità nei confronti della promozione e una fama controversa (veniva accostato all'ala più estremista del movimento del '77) fecero il resto: per tre anni rimase fuori dal circuito discografico.

L'INTERVISTA A CLAUDIO LOLLI DI LUCA VALTORTA: "LA MIA GENERAZIONE HA VINTO"

Gli anni 80 e 90 furono caratterizzati da una serie di album di buon livello ma non troppo fortunati. Fu nel 2000 con Dalla parte del torto che Lolli ritrovò una dimensione consona al suo talento. Album pubblicati da piccole etichette come La scoperta dell'America del 2009, Lovesongs e il più recente Il grande freddo (uscito nel 2017 grazie a un crowdfunding) lo avevano fatto riscoprire anche al pubblico più giovane, oltre che alla critica: con quel disco aveva conquistato la Targa Tenco per il miglior album dell'anno.
Un riconoscimento forse tardivo per un cantautore "non per tutti", ma pieno di passione e talento. “Ci siamo conosciuti nel 1976 - ha raccontato sua moglie Marina - ci siamo messi insieme, non ci siamo più lasciati”. Il 1976 fu l’anno che rivelò Claudio Lolli con Ho visto anche degli zingari felici. Quasi un tormentone, per gli anni che seguirono. “Ci siamo sposati - racconta Marina - abbiamo avuto due figli, Tommaso e Federico. Ma la vita artistica, ecco, quella era solo sua. Naturalmente lo seguivo, andavo ai suoi concerti, ma rimaneva la sua vita artistica”. È scomparso all’improvviso, “è stato tutto così rapido”. Non era malato, dice Marina. Certo si muoveva con qualche difficoltà, ma era “tutto sotto controllo”. Il giorno di Ferragosto, però,  non si sentiva bene. Oggi ha chiesto che fosse chiamata un’ambulanza, il suo cuore si è fermato nel tragitto verso l’ospedale. “Il suo disco di inediti, Il grande freddo, è di talmente pochi mesi fa - ricorda Marina -. È vero, per tanti è rimasto il cantautore degli Zingari felici, ma è assurdo bloccarlo in quella fotografia di così tanti anni fa. È stato anche molto altro”. 

 

Claudio Lolli (Bologna, 28 marzo 1950 – Bologna, 17 agosto 2018) è stato un cantautore, poeta, scrittore e docente italiano.
Era considerato uno fra i cantautori più impegnati. Oltre a temi politici, Lolli ha saputo trattare nell'arco di una trentina d'anni, incidendo una ventina di album, svariati temi quali l'amore omosessuale (Michel), i più profondi temi dell'essere umano quali la desolazione e la crisi (Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita) sociali e culturali (Ho visto anche degli zingari felici). Oltre a essere un cantautore, Lolli è stato anche uno scrittore e poeta, e, dagli anni ottanta, professore liceale. La poetica di Lolli, come quella di altri cantautori degli anni intorno al Sessantotto, è stata avvicinata alla corrente dell'esistenzialismo.

Biografia

L'infanzia e l'adolescenza

Nasce il 28 marzo 1950, in una famiglia piccolo borghese di Bologna, che sarà oggetto di critica in molte sue canzoni, come in Borghesia ("Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista, oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista... Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia"), oppure in Quando la morte avrà, canzone dedicata al padre, descritto come ottuso, severo e indisponente, benché citato con grande rimpianto (la figura del padre tornerà spesso anche in altri testi).
« Ero un adolescente abbastanza solitario, vizio che per fortuna ho abbandonato... Ascoltare e scrivere mi piaceva molto, era una delle ragioni della mia vita, mi sembrava dessero un minimo di senso alla mia vita... »
Comincia fin da giovane a coltivare una certa passione per i Beatles e per la Beat Generation, attraverso diversi autori, tra i quali Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso. Durante il liceo inizia a scrivere le prime canzoni, che riuscirà a sottoporre all'ascolto di Francesco Guccini grazie all'amicizia con Piero Guccini, fratello di quest'ultimo: «Quando un adolescente c'ha per mano una chitarra... che cosa può fare se non scrivere delle poesie, delle canzoni, dei racconti...»

Gli esordi

Le sue prime esperienze musicali avvengono all'Osteria delle Dame, di Bologna, nei primi anni settanta. Notevoli sono le connotazioni originali delle sue prime composizioni sia per quanto attiene ai testi che alla musica. I testi delle sue canzoni di quel periodo tratteggiano squarci di vita ordinaria e quotidiana. Si accompagna con la chitarra, usando a volte la tecnica del finger picking. La sua è "una voce da regno dei più o da festival del sottosuolo... così piena di granchi, di ragni, di rane e di altre cose un po' strane", così come è stata da lui stesso definita, forse in maniera eccessivamente dura, in un suo pezzo del 1977 intitolato Autobiografia industriale .
È Francesco Guccini, conosciuto proprio nella Bologna delle osterie, che lo porta alla EMI Italiana, l'etichetta che gli fa firmare un contratto e che pubblica i suoi primi 4 LP, dal 1972 al 1976. Il primo disco, Aspettando Godot (1972), è arrangiato da Marcello Minerbi, ex leader dei Los Marcellos Ferial, che si rifà per le sonorità allo stesso Guccini, a Fabrizio De André e, in alcune canzoni (Quello che mi resta o Quanto amore), ai cantautori francesi degli anni cinquanta.
Pur con le ingenuità tipiche di ogni opera prima, emergono alcune tematiche caratteristiche dei dischi successivi di Lolli: l'impegno politico (in Borghesia e in Quelli come noi), il disagio esistenziale (ne L'isola verde o in Quanto amore), la critica all'istituzione familiare (in Quando la morte avrà, dedicata al padre), l'anticlericalismo (ancora in Quelli come noi), il senso della vita (nella title track).
Il disco riesce nell'intento di far notare il giovane cantautore; alcune sue canzoni, come Michel (dedicata ad un vecchio amico francese) o Borghesia, vengono trasmesse spesso per radio nel corso di trasmissioni dedicate alle nuove proposte che allora andavano di moda, tra le quali si ricorda Per voi giovani, creata da Renzo Arbore e condotta da Carlo Massarini. Il disco successivo, Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita (1973), ricalca nelle atmosfere il precedente. I momenti politici segnanti sono costituiti da Quello lì (compagno Gramsci), che racconta le vicende di Antonio Gramsci ancora studente a Torino viste con gli occhi di un suo vicino di casa, Morire di leva che descrive invece la piaga dei suicidi dei soldati nelle caserme ed Hai mai visto una città, che denuncia il disagio delle periferie.
I momenti personali, invece, sono costituiti da La guerra è finita, che descrivendo una festa di compleanno di un ragazzo critica i condizionamenti familiari e i disagi psicologici che questi possono provocare ed Un uomo in crisi, tra le altre. Musicalmente l'album vede la partecipazione di Andrea Carpi, Piero Guccini (fratello di Francesco) e Stefan Grossman alle chitarre. Il disco successivo, Canzoni di rabbia (1975), si avvale degli arrangiamenti di Ettore De Carolis, musicista "colto" e musicologo, già noto negli anni sessanta come membro del gruppo psichedelico Chetro & Co, in seguito collaboratore di Guccini, degli Alunni del Sole e di Alan Sorrenti tra gli altri.
De Carolis modifica gli arrangiamenti delle canzoni di Lolli, aggiungendo le percussioni di Giorgio Battistelli alle chitarre di Roberto Picchi e dello stesso Lolli. Dal punto di vista compositivo, le tematiche si ripetono e se Prima comunione approfondisce la critica anticlericale e Vent'anni il disagio esistenziale, è presente anche l'aspetto politico con Al milite ignoto, amara riflessione antimilitarista e Dalle capre, una delle poche canzoni che descrivono la vita nelle carceri.

L'affermazione

L'anno successivo (1976) viene pubblicato il suo album di maggior successo, quest'ultimo conseguito dal punto di vista della promozione grazie alle radio libere che stanno nascendo in tutta Italia proprio in quel periodo e dal punto di vista dei contenuti dallo stretto legame con l'attualità di allora che ha questo disco, che descrive la strage dell'Italicus e la conseguente reazione della sinistra italiana.
Il titolo del disco è Ho visto anche degli zingari felici. Esso è un lavoro particolarmente colto, come può evincersi tra le altre cose dal fatto che, come riportato nelle note di copertina, scritte dallo stesso Lolli, l'anzidetto titolo del disco (e dell'omonima canzone in esso contenuta) è la citazione di un film jugoslavo del 1967 e dal fatto che nell'ultima parte vi sono quattro strofe di tre versi ciascuna che costituiscono una libera rielaborazione dal testo di Peter Weiss Cantata del fantoccio lusitano.
Il disco nasce musicalmente dalla collaborazione di Lolli con il Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna, composto da Adriano Pedini (ex batterista del gruppo beat psichedelico I tubi lungimiranti) alla batteria, Roberto Costa al basso, Roberto Soldati alle chitarre e Danilo Tomasetta al sax e al flauto.

Le alterne vicende discografiche

Nonostante il successo, che porta Lolli tra l'altro ad effettuare un lungo tour con gli stessi musicisti del disco, il cantautore decide di non rinnovare il contratto con la EMI Italiana e di passare alla Ultima Spiaggia, casa discografica alternativa fondata due anni prima da Nanni Ricordi. Nel settembre del 1977 esce il disco successivo, Disoccupate le strade dai sogni, anch'esso strettamente legato all'attualità, in particolar modo ai fatti di Bologna dell'11 marzo 1977 e alla morte di Francesco Lorusso.
Il disco, forse perché musicalmente più difficile, forse perché non distribuito adeguatamente (i mezzi non erano certo quelli della EMI), non riscuote il successo del precedente; Lolli ipotizza la pubblicazione di un disco dal vivo, ma la Ultima Spiaggia fallisce e il progetto viene accantonato. Il cantautore decide quindi di ritornare alla EMI e, nell'aprile 1980, viene pubblicato Extranei, disco che raccoglie canzoni non strettamente legate all'attualità e che è particolarmente interessante per gli arrangiamenti, curati da Bruno Mariani e Danilo Tomasetta (tranne la canzone Il ponte arrangiata da Roberto Costa).
Per il disco successivo, Antipatici antipodi (pubblicato nel marzo 1983), la EMI fa le cose in grande: la copertina è disegnata da Andrea Pazienza e, con una canzone in esso contenuta dal titolo Notte americana, Lolli partecipa alla trasmissione Azzurro sulla RAI, concorso di canzoni estive congegnato come una gara tra squadre di cantanti. Lolli, con altri artisti della sua casa discografica (le due capitane, Alice e Nada, Franco Battiato, Lu Colombo, Garbo, Richie Havens, Giusto Pio e Peter Tosh) fa parte della squadra "Farfalla Rosa", che si aggiudica quell'anno la vittoria nella manifestazione.
Oltre che per Notte americana, il disco è interessante per brani come L'uomo a fumetti, Villeneuve, dedicato al celebre pilota automobilistico morto da poco in quel periodo, Formula uno, su testo di Roberto Roversi e Non voglio mettermi il pigiama, su testo dello scrittore Claudio Piersanti. Per la stagione 1983-1984 allestisce con Gian Piero Alloisio lo spettacolo Dolci promesse di guerra (documentato da un bootleg ma non da dischi ufficiali), in cui i due, oltre a eseguire i loro brani più celebri, si scambiano due canzoni e interpretano insieme Come un dio americano di Lolli.
Il cantautore bolognese nel frattempo si è laureato in lettere e inizia la sua attività di professore di liceo. Ma non abbandona la musica, anzi: scrive alcune canzoni per un album tematico sul cinema, come Keaton, La fine del cinema muto, Via col vento, Ballando con una sconosciuta. Il progetto viene accantonato, tuttavia le canzoni vedono ugualmente la luce, anche se in tempi e modi diversi: Keaton viene pubblicata da Francesco Guccini nel 1987 in Signora Bovary, con alcune modifiche al testo che gli consentono di co-firmarla (anni dopo la inciderà Lolli stesso nell'album Viaggio in Italia); Ballando con una sconosciuta viene incisa sempre da Guccini nel 1990 in Quello che non...; le altre due canzoni compaiono nel nuovo disco dell'autore, Claudio Lolli, che la EMI pubblica nel 1988, insieme ad altri brani come Adriatico e Aspirine, caratterizzati da una maggiore leggerezza musicale.
Le note di questo album sono di Stefano Benni. Il disco, però, passa inosservato, al punto che molti pensano che Lolli si sia ritirato dalle scene musicali. Nel 1991 scrive il testo per la canzone Segreteria telefonica degli Stadio, contenuta nell'album Siamo tutti elefanti inventati (la musica è di Gaetano Curreri).

La seconda vita artistica

Negli anni novanta album come Nove pezzi facili (antologia con tre inediti, tre nuove versioni di vecchi brani e tre canzoni in versione originale), Intermittenze del cuore e Viaggio in Italia (prodotto da Mimmo Locasciulli) lo riportano all'attenzione del grande pubblico. Dal 1993 ricomincia a fare spettacoli col solo accompagnamento del maestro Paolo Capodacqua alla chitarra classico-elettrificata, in cui spazia nel suo vastissimo repertorio alternando i pezzi più celebri ad altri meno noti.
Nel 1997 nasce una collaborazione con Enrico Capuano. Dopo una serie di concerti in abbinata, esce con la (THM/Tyde Records), diretta dal Capuano stesso, l'album dal titolo Intermittenze del cuore. Nel 1998 riceve il Premio Piero Ciampi alla carriera importante riconoscimento alla sua attività di cantautore. Nel 1999 partecipa all'album Il ponte dei maniscalchi di Luca Bonaffini, scrivendo due brani con lui (La protesta e l'amore e Qualcosa di più) e interpretando un monologo sulle apocalissi scampate del Novecento.
Il 2000 è l'anno di Dalla parte del torto, forse uno dei dischi più significativi di questo periodo della sua carriera. Il titolo nasce da una frase di Bertolt Brecht, citata nell'interno della copertina "...dato che tutti gli altri posti erano già occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto". L'album contiene canzoni nuove (come Nessun uomo è un uomo qualunque, una delle più belle della sua produzione, il brano che dà titolo all'album e Il mondo è fatto a scale, dal ritmo orecchiabile e dal testo ironico) e alcuni pezzi storici riarrangiati.
Tra questi ultimi è sicuramente da citare Borghesia, qui proposta insieme ai Gang, che come sostiene Lolli ai concerti viene anche completamente stravolta nel suo significato: infatti, negli ultimi due versi ("Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia / per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via"), viene inserito tra le parole "il vento" e "ti spazzerà" un "forse" che tramuta, dopo quasi trent'anni, il senso di certezza e di possibile speranza di allora in un dubbio non lontano dalla rassegnazione del presente: "Vecchia piccola borghesia, [...] il vento un giorno... forse... ti spazzerà via".
Negli anni successivi Lolli porta avanti anche la sua attività di scrittore, sia di prosa che di poesia e di docente (ha insegnato fino alla pensione al Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno). A Bologna, dall'Associazione Casa dei pensieri e dall'Asppi, riceve nelle manifestazioni culturali del Comune, il Premio Oliviero Parma 2005 per i suoi testi di alta intensità poetica. Nel 2005 scrive una prefazione intitolata Gli slittamenti del giovane Elle al libro di Lauro Venturi L'educazione sentimentale del manager (Guerini, 2005), intervenendo dal vivo, insieme a Paolo Capodacqua e all'attore Ugo Dighero, all'adattamento teatrale del romanzo, andato in scena nell'autunno del 2006 all'interno del congresso sulle tematiche formative L'orto delle competenze.
Tra il 2002 e il 2007 gira l'Italia proponendo, tra i vari suoi spettacoli, una rivisitazione del suo album Ho visto anche degli zingari felici assieme alla band calabrese Il Parto delle Nuvole Pesanti. Nel 2006 esce un nuovo disco di soli inediti, La scoperta dell'America; l'anno successivo partecipa alla realizzazione del secondo album di Andrea Parodi, Soldati, cantando nel brano Per non sentirsi soli.
Nel 2008 Luca Carboni lo omaggia, realizzando insieme a Riccardo Sinigallia una cover della seconda parte di Ho visto anche degli zingari felici nel suo album Musiche ribelli. La canzone ha un accompagnamento video che vede la partecipazione, oltre che degli autori, dello stesso Lolli. Il 25 aprile 2009 è uscito il nuovo album, Lovesongs, rivisitazione delle più belle canzoni d'amore del cantautore, qui accompagnato dall'ormai fedele chitarrista Paolo Capodacqua e dal sassofonista Nicola Alesini. Il 1º maggio 2010 suona al Concerto del Primo Maggio, iniziando la sua esibizione con Primo maggio di festa.
Il 25 settembre 2010 suona al Forum Sociale Antimafia del Nord, dopo la manifestazione per ricordare Peppino Impastato e l'intitolazione della biblioteca di Ponteranica. Il 19 luglio 2012 si esibisce a Brolo in un grande raduno per ricordare Paolo Borsellino, assieme a numerosi volti dello spettacolo e della canzone italiana. Il 29 agosto 2012, dopo il successo del Raduno del Sud di Brolo, ritorna in Sicilia cantando al Lido dei Ciclopi di Acitrezza, un bene confiscato alla mafia.
Nel 2012 gli viene assegnato il riconoscimento alla carriera "Amilcare Rambaldi", nel corso dell 1° Rassegna "Storica e Nuova Canzone d'Autore" di La Spezia, organizzata dall'associazione culturale musicale Aspettando Godot.
Sempre nel 2012 nasce su Facebook la pagina Claudio Lolli - la Leggenda che fornisce continui aggiornamenti sulle date concerti di Claudio Lolli, oltre che articoli, interviste, rari video e altro materiale riguardante il grande cantautore bolognese. Il 13 luglio 2013 ottiene uno strepitoso successo il Raduno Concerto Nazionale Claudio Lolli edizione 2013, realizzato a Monterotondo (Roma) grazie all'instancabile associazione culturale musicale Aspettando Godot che opera a tutela e diffusione della storica canzone d'autore italiana.
Nella quarta serata del Festival di Sanremo 2014 Riccardo Sinigallia interpreta la sua Ho visto anche degli zingari felici in coppia con Paola Turci e Marina Rei.
Il 16 aprile 2014 è tra gli ospiti di We Love Freak, un concerto in onore di Roberto "Freak" Antoni, scomparso il 12 febbraio 2014; canta Angolo B, brano scritto con Dandy Bestia e Freak Antoni (contenuto in Rarities) accompagnato dagli Skiantos e condivide il palco con Eugenio Finardi, Luca Carboni, Marco Carena, i Powerillusi, Omar Pedrini, Paco D'Alcatraz, Johnson Righeira e molti altri grandi artisti della musica leggera italiana
A marzo 2017 pubblica il nuovo album, intitolato "Il grande freddo", oggetto di un crowdfunding lanciato via web, che vince la Targa Tenco nella categoria "Miglior disco dell'anno in assoluto".
Malato da tempo, muore il 17 agosto 2018 dopo un improvviso malore.

Lolli e la politica

Molto presente nelle canzoni del cantautore bolognese è l'impegno politico, caratterizzato da una decisa tendenza verso la sinistra radicale italiana, che si esprime attraverso musiche e linguaggi complessi. Ne è un esempio paradigmatico il famosissimo album del 1977 "Disoccupate le strade dai sogni", contenente canzoni che hanno come argomento chiave tensioni politico-sociali tra cui ricordiamo Incubo numero zero, La socialdemocrazia e I giornali di marzo (che tratta della morte di un iscritto a Lotta Continua, Francesco Lorusso, recitando ampi brani tratti dai quotidiani dell'epoca).
«Gli uomini sono scesi a terra già in assetto da campagna, prudenza delle forze dello Stato, hanno replicato con lanci a ripetizione di candelotti lacrimogeni, è stato centrato alla schiena cadendo immediatamente» (da I giornali di marzo)
Il forte messaggio politico relativo ai fatti del 1968 e del 1977 in particolare, e le tensioni sanguinose fra i militanti della sinistra, della destra extraparlamentare e lo Stato durante tutti gli anni '70, chiamati appunto anni di piombo, si rileva non solo nel sopracitato Disoccupate le strade dai sogni, ma anche in canzoni come Borghesia, in cui espone una critica al sistema piccolo-borghese di quegli anni proprio all'inizio del periodo delle grandi manifestazioni antiborghesi di piazza, o come Agosto e Piazza, bella piazza e in cui si ricordano i fatti dell'Italicus, avvenuti il 4 agosto 1974 ("Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza.../E fu il giorno dello stupore/e fu il giorno dell'impotenza,/si sentiva battere il cuore,/di Leone avrei fatto senza,/si sentiva qualcuno urlare/solo fischi per quei maiali,/siamo stanchi di ritrovarci/solamente a dei funerali"), o come La ballata del Pinelli (composta da Pino Masi, Joe Fallisi e alcuni esponenti anarchici), in cui si ricorda la misteriosa e mai volutamente chiarita morte del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che precipitò da una finestra della Questura di Milano nel 16 dicembre 1969 durante le indagini per la strage di piazza Fontana.
Nel suo canzoniere si possono ritrovare anche riferimenti a fatti di politica estera come nella canzone Primo maggio di festa: contenuta nel LP Ho visto anche degli zingari felici uscito nel 1976, nella quale celebra la guerra nel Vietnam e l'ingresso delle truppe nordvietnamite vittoriose a Saigon il 30 aprile 1975, ma nella quale mescola anche quel gioioso giorno successivo del 1° maggio 1975 con un personale evento doloroso che gli è accaduto lo stesso giorno, ovvero la morte del padre.)
«Primo maggio di festa oggi nel Vietnam e forse in tutto il mondo, primo maggio di morte oggi a casa mia ma forse mi confondo» (da Primo maggio di festa)

L'interesse per la cultura musicale del Regno Unito e del Nord America

Lolli dimostra già da giovane un forte interesse per la cultura musicale statunitense e del Regno Unito. Appassionato dei Beatles, dichiara orgogliosamente di possedere tutti i dischi dell'omonima band del Regno Unito:
« Dal punto di vista musicale i Beatles... anche se avevano molto successo, avevano molti soldi, quello non era l'importante, l'importante era che ascoltare, non so... era come prender una pasticca di LSD, insomma viaggiare in un mondo assolutamente diverso, nuovo, immaginifico e questo mi ha, credo, ci ha entusiasmato »
(Omaggio a Piero Guccini)

Riconoscimenti

  • Vincitore della Targa Tenco 2017 come miglior album dell'anno per Il grande freddo
  • Premio Civilia alla Canzone d'autore, consegnato il 9 aprile 2016 a Bologna dall'Associazione Salentina "Civilia - Cultura, parole e musica"
  • Riconoscimento alla carriera, con il Premio Amilcare Rambaldi, consegnato il 31 marzo 2012 a La Spezia in occasione della 1 edizione della rassegna Storica e Nuova canzone d'Autore organizzata dall'associazione culturale musicale Aspettando Godot.
  • Premio Durruti, consegnato il 3 maggio 2012.
  • Premio Via del Campo, consegnato il 14 febbraio 2009 a Genova. La motivazione recita: "Ha tenuto insieme poesia e musica, una caratteristica fondamentale di Fabrizio De André".
  • Premio Oliviero Parma 2005, alla carriera, a Claudio Lolli, poeta. Promosso da ASPPI, Casa dei pensieri, Comune di Bologna-Bologna BE
  • Premio Lunezia alla carriera consegnato il 16 ottobre 2017

Discografia

Album

  • 1972: Aspettando Godot (EMI Italiana-Columbia, 3C 064-17814)
  • 1973: Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita (EMI Italiana-Columbia, 3C 064-17873)
  • 1975: Canzoni di rabbia (EMI Italiana-Columbia, 3C 054-18064)
  • 1976: Ho visto anche degli zingari felici (EMI Italiana-Columbia, 3C 054-18153)
  • 1977: Disoccupate le strade dai sogni (Ultima Spiaggia, ZBLS 34020)
  • 1980: Extranei (EMI Italiana, 3C 064-18482)
  • 1983: Antipatici antipodi (EMI Italiana, 3C 064-18609)
  • 1988: Claudio Lolli (EMI Italiana, 64 7906431)
  • 1992: Nove pezzi facili (EMI Italiana, 0777 7 80103 2 6)
  • 1997: Intermittenze del cuore (THM/Tide Records, KTD 487259 2)
  • 1998: Viaggio in Italia (Hobo, 492536 2)
  • 2000: Dalla parte del torto (Storie di note, SDN 007)
  • 2002: La terra, la luna e l'abbondanza (Storie di note, allegato al libro omonimo edito da Stampa Alternativa; dal vivo)
  • 2003 Ho visto anche degli zingari felici (Storie di note, SDN 028, dal vivo)
  • 2005: La via del mare (dal vivo)
  • 2006: La scoperta dell'America (Storie di note, SDN 053)
  • 2009: Lovesongs (Storie di note, SDN 068)
  • 2017: Il grande freddo (La Tempesta Dischi)

45 giri

  • 1972: Aspettando Godot/Michel (EMI Italiana 3C 006-17813)
  • 1973: Un uomo in crisi/La guerra è finita (EMI Italiana 3C 006-17897)
  • 1977: Analfabetizzazione/I giornali di marzo (Ultima Spiaggia, ZBS 7018)

Antologie

  • Piazza... strade... sogni, 1995
  • Collezione, Emi, 15 febbraio 2001
  • Made in Italy, Emi, 25 febbraio 2004
  • Studio collection (doppio), Emi, 23 settembre 2005
  • Claudio Lolli: the best of platinum, Emi, 9 marzo 2007

Libri

Opere di Lolli

  • L'inseguitore Peter H., Ancona, Il lavoro editoriale, 1984. ISBN 88-7663-035-X
  • Giochi crudeli, Ancona-Bologna, Transeuropa, 1990. ISBN 88-7828-034-8
  • Giochi crudeli, prefazione di Francesco Guccini, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-81191-X
  • Nei sogni degli altri, Venezia, Marsilio, 1995. ISBN 88-317-6069-6
  • Antipatici antipodi. 1972-1997, Firenze, City lights Italia, 1997.
  • Rumore rosa, Roma-Viterbo, Stampa Alternativa/Nuovi equilibri, 2004. ISBN 88-7226-827-3
  • Lettere Matrimoniali, Roma-Viterbo, Stampa Alternativa/Nuovi equilibri, 2013. ISBN 88-6222-365-X

Prefazioni a cura di Lolli

  • Milena Magnani, Delle volte il vento, Firenze, Vallecchi, 1996. ISBN 88-8252-064-1
  • Giovanni Bogani, L., Edimond, 1999.
  • Maurizio Esposito, Poesie di notte, Calabria letteraria, 2002.
  • Giorgio Cracco "Acrostici Silenzi" Bologna Book Editore 2002
  • Tudor Arghezi, Poesie, tradotte da Salvatore Quasimodo, a cura di Marco Dotti, Stampa Alternativa, 2004.
  • Maurizio Mattiuzza, L'inutile necessitâ(t), Kappa Vu Edizioni, 2004.
  • Stanislao Donadio, La mandibola comunista, Orizzonti meridionali, 2005.
  • Lauro Venturi, L'educazione sentimentale del manager. Il valore delle radici, Guerini, 2005.
  • Maurizio Centi, Fuori dalla tana, Edizioni Creativa, 2010.

Claudio Lolli (March 28, 1950 – August 17, 2018) was an Italian singer-songwriter, poet, writer and secondary school teacher.

Biography

His first musical experiences started in the early 1970s into the Osteria delle Dame of Bologna. Francesco Guccini introduced him into the music company EMI Italiana, who edited his first four LP from 1972 to 1976. The themes of his albums are incentered into political issues, as for example the album Un uomo in crisi he follows the events of Antonio Gramsci's life, but also in personal event of life, as the song "quando la morte avrà" (when the death will have).
His main success are the songs "Ho visto anche degli zingari felici", "Aspettando Godot", "Michel", "Quando la morte avrà", "Quanto amore", "Borghesia", that are nowadays recognized as classic songs of Italian popular music of the 1970s.
He started his career as a writer in the early 1980s and he has written five novels in twenty years. Antipatici antipodi, his first work, that Lolli started writing in 1972, was published in 1997.

Discography

Albums

  • Aspettando Godot (1972)
  • Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita (March 13, 1973)
  • Canzoni di rabbia (10/2/1975)
  • Ho visto anche degli zingari felici (7/4/1976)
  • Disoccupate le strade dai sogni (1977)
  • Extranei (April 30, 1980)
  • Antipatici antipodi (1/3/1983)
  • Claudio Lolli (6/5/1988)
  • Nove pezzi facili (1992)
  • Intermittenze del cuore (1997)
  • Viaggio in Italia (1998)
  • Dalla parte del torto (2000)
  • La terra, la luna e l'abbondanza [live] (2002)
  • Ho visto anche degli zingari felici [live] (4/2003)
  • La via del mare [live] (October 29, 2005)
  • La scoperta dell'America (7/4/2006)

45 rpm

  • Aspettando Godot/Michel (9/11/1972)
  • Un uomo in crisi/La guerra è finita (May 30, 1973)
  • Analfabetizzazione/I giornali di marzo (1977)

Anthologies

  • Piazza... strade... sogni, 1995
  • Collezione, February 15, 2001
  • Made in Italy, February 25, 2004
  • Studio collection, September 23, 2005
  • Claudio Lolli: the best of platinum, 9/3/2007

Bibliography

Works of Claudio Lolli
  • L'inseguitore Peter H. – Il lavoro editoriale, 1984
  • Giochi crudeli – Transeuropa, 1990
  • Nei sogni degli altri – Marsilio, 1995
  • Antipatici antipodi – 1972–1997, City lights Italia, 1997
  • Rumore rosa – Stampa Alternativa, 2004, ISBN 88-7226-827-3




CLAUDIO LOLLI - BORGHESIA - - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=hYbMT6fzD6g
 
 
 


come un dio americano Claudio Lolli Extranei - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=TQjEpFBpa3M

 

Videos

6:12
Aspettando Godot -
Claudio Lolli
phi3zz0
YouTube - Oct 20, 2008
6:57
Aspettando Godot
(INEDITO) -
Claudio Lolli
Momenti di Libertà
YouTube - May 5, 2013

 

Videos

2:00
Claudio Lolli Un
uomo in crisi (dal
Vinile)
Aspettando Godot
YouTube - Feb 9, 2009

 

 

Videos

7:55
CLAUDIO LOLLI -
HO VISTO ANCHE
DEGLI ZINGARI
FELICI (completa)
Noisecian
YouTube - Dec 11, 2010
 
 
 

Vent'anni - Claudio Lolli - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=cOZopQ8g238
Jan 6, 2008 - Uploaded by Maddalena Robin
Musica e testo di Claudio Lolli da "Canzoni di Rabbia" [1975]
 
 

In piedi, passa Claudio Lolli, l’anarchico della canzone

Franco Martina

E’ stato snobbato da tv, da critici e dal grande pubblico, ma siamo certi quell’anima anarchica si prenderà il posto che gli spetta nel cuore dei grandi ideali, delle parole che animano idee, speranze e il grande cuore di chi non si arrende per cambiare. E quanti hanno avuto fortuna e costanza di ascoltare le sue canzoni,o di conoscerlo, da oggi hanno un motivo in più per ricordarlo e ringrazialo.Il “grande freddo” è stata la sua ultima canzone testamento perchè lui – Claudio Lolli- ormai non si ritrovava più in un momento senza dialogo reale, tra parvenze social, del sembrare e apparire più che essere, senza ideali e con una galassia di ipocrisie tra gli adepti sulla strada dell’effimero e prezzolato successo della Maria nazionale, dei boy scout fiorentini rubagalline e dei sultani da olgettine. Claudio ci ha lasciati a 68 anni dopo una malattia che via via l’ha consumato. Abbiamo avuto fortuna e privilegio, con poche decine di fans della Prima Repubblica, di incontrarlo una serata a Brienza il 5 agosto 2011 per la rassegna Anni Ribelli-Le Notti al Castello – diretta da Raffaele Cascone – con i protagonisti di un periodo di fermento, difficile, conflittuale compreso tra il 1967 e il 1977. Ero con l’amico medico, divoratore di testi impegnati, e non solo musicali, Leonardo ”Dino” Trentadue di Ferrandina, che mi ha chiamato nella serata di un venerdì 17 agosto 2018 per chiedermi conferma della ferale – e purtroppo -vera notizia. Alla guida della vecchia e affidabile Fiat Tempra, con una musicassetta dei Nomadi ( Dino ha conosciuto a Ferrandina durante i concerti Augusto Daolio e Beppe Carletti) raggiungemmo il comune basentano e ci dirigemmo in piazzetta a ridosso del piccolo palco dove incontrammo Claudio, prima che cominciasse il concerto insieme ai suoi accompagnatori. Paolo Capodacqua e Nicola Alesini. Fu felice di farsi una chiacchierata con vecchi fans e Dino, con occhio clinico gli disse e gli consigliò di riguardarsi, mettendo da parte vecchi vizi e stili di vita. Un sorriso, come per dire “grazie ma tiro dritto” e poi una bella chiacchierata su canzoni, ideologie, prospettive e giudizi sull’Italia borghese…su quella ”borghesia” che Claudio indicò quasi scherzandoci sù e qualche pausa che ancora c’è …”pur piccina piccina che tu sia”. Reminiscenze sessantottesche? Amara realtà. Bevve un altro goccio incrociando lo sguardo severo, ma fraterno, di Dino e poi ci salutammo per l’avvio del concerto, mentre teneva in mano fogli di testi e di canzoni che si apprestò a leggere tra ricordi e sforzi di memoria. Il pubblico era quello dei fedelissimi e tra di di loro anche alcuni giovani, che con la rassegna Anni Ribelli avevano avuto modo -grazie all’intuizione di una intellighenzia locale da area di rifondazione- di ascoltare personaggi, gruppi e cantanti simbolo di quel decennio. Fatto di ”anni formidabil” per dirla con Mario Capanna, finito in altra dimensione… dopo l’esperienza di militanza proletaria. Per questo ricordiamo, per esempio alcuni versi del cantante bolognese Claudio Lolli come ” Collegato d’amore alle masse ,più cultura, più lotta di classe” tratto da ” Autobiografia Industriale”. Ma non possiamo dimenticare il long playing, o 33 giri, in puro vinile ” Aspettando Godot” con uno stralcio dell’omonimo brano ” Giorni e giorni a quei tavolini, gli amici e le donne vedevo vicini, io mi mangiavo le mani però, non mi muovevo e aspettavo Godot ” o la celeberrima ”Borghesia” con “Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sianon so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttanae la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana. Per finire al grande freddo che ci portiamo dentro , tra poche cose da dire e sentire a meno che non rincorrere gli ‘zingari felici”. Non aggiungiamo altro. E vi invitiamo a riascoltare se l’avete dimenticato o ad ascoltare per la prima volta il grande freddo o a rileggere la recensione http://giornalemio.it/cultura/e-tornato-lolli-per-vincere-il-grande-freddo/ pubblicata il 13 giugno 2017. Per un attimo ce lo siamo sentito accanto, con la sua “borghesia” piccina piccina. Ciao Claudio. Canta felice nella dimensione che hai sempre cercato e nonostante tu non abbia ritirato il premio Luigi Tenco. Ma forse pregustavi un duetto con lui, precursore incompreso che prima di te aveva vissuto il grande freddo.

 
...Ciao Claudio!

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