mercoledì 28 giugno 2017

Without Borders - ITALY - Marche

Marche


« O bel paese con li dolci colli... »
(Cecco d'Ascoli, L'Acerba)

Le Petrarchiste marchigiane del XIV secolo il primo gruppo letterario composto da donne in Italia.

La Playa Marina Di Montemarciano, Marche, Italy

"Jimo jo ppele jieppe cola jippe jalla de jò." 
~ Tipica espressione folkloristica marchigiana
 "Jimo jo a coje la jia."
~ Altra tipica espressione folkloristica marchigiana
 "Mejo de pescio che d'ojo santo!"
~ Un pescatore dopo che un truzzo gli ha detto che emanava un disgustoso olezzo di pesce
 "Oh, comme tte se nnommena? Come te se mentua?" 
~ Questore marchigiano durante la definizione delle generalità dell'arrestato
 "Sparmiare... sparmiare... sparmiare!!!"
~ Tipico motto della costa marchigiana
 "Sparagnà... sparagnà... sparagnà!!!"
~ Il motto in slang entroterra centrale
 "Oh và vo vè lo vì?!"
~ Un ragazzo invita il padre a bere il vino
"Va vè!"
~ Un padre accetta l'invito del figlio a bere il vino
"Calà là ca da calà"
~ Tipico invito simil arabo per far scendere dal bus un cliente non pagante
 "Ndrè ndrò ndrund e ne 'rrescì tutt mbuss"
~ Rumore tipico per un motore marchigiano
 "...un generico idioma campagnolo centroitalico" 
~ Dino Risi sul dialetto marchigiano
 Quote rosso1.png Ao, vidi m'bo, che te daco dù moccato! Quote rosso2.png 
~ Avviso marchigiano che vorrebbe dire più o meno "uomo avvisato, mezzo salvato"
Le Marche sono, o dovrebbero essere, una Regione dell'agglomerato cellulare altresì chiamato Italia. Da anni gli uomini di intelletto si chiedono se le Marche esistano davvero o siano una leggenda metropolitana, e nemmeno un viaggio in loco compiuto nel 1972 ha chiarito la questione. Al loro arrivo infatti gli uomini di scienza trovarono solo alcune VHS di Ken il Guerriero, un tubo di Vinavil e dei Kleenex usati. Ancora oggi si discute quindi se dei Kleenex usati siano sufficienti a definire una Regione.

Veduta fra le verdi colline marchigiane
Ziegler175 - Opera propria
Landschaft in den Marken

Così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che sorridono...
 (Giosuè Carducci)

Maurizio Toni Fotografo Ancona

Ancona Piazza A. Diaz, inzio anni '40

Ancona, prostitute low cost per colpa della crisi

mr_cpscambio Marche, Pesaro Urbino

Stamira, l’eroina di Ancona una statua realizzata dallo scultore maestro Guido Armeni – foto “Stamira Ancona ” di Claudio.stanco – Opera propria

 Una botte incendiaria viene lanciata con successo in prossimità le macchine d’assedio degli attaccanti, ma era molto pericoloso accenderla. Dinanzi alla titubanza dei concittadini, andò una donna abbastanza giovane ma già vedova, di nome Stamira. Con una scure squarciò la botte per poi appiccare il fuoco che, in un attimo, si propagò rapidamente. Le fiamme avvolsero una torre mobile e si propagarono ad altre macchine da guerra disposte nell’assedio, gettando nello sconcerto le truppe degli assedianti. Fiaccati nello spirito e stretti nella morsa della fame, gli anconetani, vedono nell’accaduto un grande segno. Si rincuorano a tal punto da tentare con successo una fulminea sortita, approfittando del disordine e riuscendo a procurarsi dei viveri. Condussero dentro la città molti cavalli sia vivi che morti, “dei quali nemmeno le intestina gettarono via”. L’assedio poté protrarsi fino al sopraggiungere di forze amiche.

SUI CLUB Ancona

Storia

Le Marche, secondo la leggenda, furono scoperte da un anziano pastore umbro di 14 anni, tale Morellone Scartapecoretta; le cronache del tempo (circa il 754 dopo Bearzot) narrano che egli, pascolando il suo gregge di nani da giardino (altri testi apocrifi parlano però di un gregge di nani da cortile, altri ancora di nani di strada che sono 50 di bocca e 100 scopare) si trovò di fronte un crinale. Preso dallo sconforto, non sapendo bene che minchia fosse un crinale, si accorse di una singolare caratteristica: se infatti si girava di 180 gradi il crinale gli andava alle spalle. Euforico corse in avanti, finendo in una landa desolata ricoperta di appiccicosi rettangolini di carta.
Il giorno dopo si presentò al Regno d'Italia e offrì la nuova terra al Re, che chiese "Forte, e quante sono 'ste nuove terre?". Il povero Morellone, che era analfabeta e non sapeva contare, si trovò in imbarazzo e solo un forte colpo nei testicoli sferratogli dalla moglie Incontinenzia lo convinse a rispondere "Un casino, cioè, minchia oh, proprio una cifra" mentendo per non fare brutta figura. A quel punto il Re esclamò "Allora se sono molte le chiameremo Marche".

Panorama delle colline marchigiane da Cingoli, il balcone delle Marche; sullo sfondo il Mar Adriatico ed il Monte Conero
Alessandro Vecchi - Opera propria

Le Marche hanno la fortuna di sembrare inesistenti. Cioè di non sembrare. Non le conosce nessuno, a cominciare dai marchigiani. A Milano si crede che stiano ai confini dell'Africa, a Palermo le si immagina dalle parti della Svizzera. Non sono una regione, semmai quattro province. E non sono nemmeno quattro provincie: semmai duecentocinquantasei torri comunali. Hanno una capitale? Certo: Ancona. Ma andate a chiederlo agli ascolani, ai maceratesi, ai pesaresi. Risponderanno; "Ancona capitale? E dove sta scritto?". Ogni tanto i tecnici della programmazione si mettono in testa di dividere le Marche in zone omogenee. Allora prendono una cartina e tracciano una linea: Nord e Sud. Ma non basta, ce ne vuole un'altra: Est e Ovest. Inutile, è appena l'inizio. Occorrono nuove linee, in qua, in là, sopra, sotto. Dopo un po' la cartina somiglia alla tela di un ragno impazzito. Di veramente omogeneo, nelle Marche, non c'è quasi niente. Forse soltanto il nome, che però, essendo al plurale, già allude al molteplice.
 (Giancarlo Liuti)

Ex manicomio. Senigallia 2010
Arianna Moroni Fotografia Ancona

Corso Vittorio Emanuele II (Corso Garibaldi), anni 20

Sotto al mite chiaror dell'alte stelle | e presso al mar sonante, | sul clivio dolce che Appennin distende, | la Marchigiana terra mia riposa.
 (Guglielmina Ronconi)

Ancona. Scoperte tre case del sesso. Le prostitute: siamo pronte a tutto

lillini50 Marche


Violenza sulle donne, Ancona ha la maglia nera

Violenza sulle donne, Ancona ha la maglia nera
Il 34% dei casi segnalati ai Centri Antiviolenza arriva dalla provincia dorica. Spesso sono donne sposate con figli. I loro aguzzini? Mariti, fidanzati, ex."

SUI CLUB Ancona

Dialetti

Le Marche sono l'unica regione plurale, e infatti non esiste niente che accomuni tutta la regione (a parte la mediocrità). Il dialetto non fa eccezione, e infatti ogni persona è convinta di parlare diversamente rispetto al suo vicino di casa. Per semplicità tuttavia i dialetti marchigiani sono raggruppabili in quattro ceppi linguistici:
il dialetto de Pesaro-Urbino (praticamente romagnolo scopiazzato)
il dialetto dei ciambotti (gli anconetani)
il dialetto maceratese (quello true, de li cuntadì 'nsomma)
il dialetto ascolano (abruzzese con meno vocali)
il dialetto fermano (come il maceratese, ma meno contadinesco).

 Pizzo del Diavolo di Monte Vettore
Monte Vettore Devil's peek

Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie.
 (Guido Piovene)

Ancona 2011 
Arianna Moroni Fotografia Ancona

Viale della Vittoria, inizio anni '40

Ad Ancona bisogna arrivarci alle tre del pomeriggio, e con il sole. La città sembra allora una zebra; strisce fonde e scure di vicoli si alternano con fasce abbaglianti e trasversali. Un paio di finestre dal riflesso stralucente fanno gli occhi. Poi se passa una nube, la zebra si muta in un cammello inginocchiato, e si aspetta di vederlo alzare da un momento all'altro, col baldacchino di San Ciriaco sulla gobba, il santo che si sporge vestito di rajah. 
(Dino Garrone)


Ancona, madre di due bimbi si prostituisce: "Non trovavo lavoro"
Ancona, mamma di due bimbi si prostituisce: "Non trovavo lavoro"
I dettagli della storia sono emersi dopo le indagini della polizia. La donna, 32 anni, è stata denunciata per favoreggiamento della prostituzione

SexAllFree 
Marche

Ancona, ennesimo caso di violenza sulle donne: denunciato un uomo di 48 anni
L'individuo in questione si sarebbe reso autore di continui maltrattamenti ai danni della moglie

Eventi Divertenti 'The Original'

Soprannomi

Ciambotti o pacculojo, abitanti di Ancona
Pistacoppi, abitanti di Macerata
Mezzefacce, abitanti de Tulintì (Tolentino)
Africani, abitanti de San Sivirì e de Cafùnanza
Montanari, abitanti de Cammerino
Patatà, abitanti di Monte San Justo
Pesciaroli, rivolto in generale agli abitanti delle città costiere: Ancona, Civitanova, San Benedetto del Tronto, Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio, Porto Recanati
Pecorari, rivolto agli abitanti di Ascoli Piceno
Cazulà o scarpari (liberamente tradotto "calzolai"), rivolto ai fermani, elpidiesi e montegranaresi
Margutti, rivolto alla popolazione festosa di Curridò (Corridonia)
Magnacà, rivolta alla popolazione alcolista di Pitriolu (Petriolo)
Magnagatti, rivolta alla popolazione di Fallerò (Falerone) o di Sant'Angelo in Vado
Ferraccià, rivolto alla popolazione di Treia
Lumaconi, rivolto alla popolazione di Urbania
Leccalardo, rivolto alla popolazione di Fabriano

Genga, Marche, Italia
Le grotte di Frasassi 

[...] alla città di Ancona nei secoli esperta di resistere e di patire. 
(Mario Natalucci, La vita millenaria di Ancona)

Arianna Moroni Fotografia Ancona

Ancona

Ancona, comune della Repubblica Italiana, deve la sua origine ad antiche civiltà cresciute attorno al suo porto naturale; vive protesa verso il mare; partecipa attivamente e senza spirito di dominio alle vicende del territorio circostante.
 (Art. 1 comma 1 dello statuto comunale)

Persone insospettabili e coppie sposate tra i clienti del giro di prostituzione italo-brasiliana smantellato dalla Squadra Mobile di Ancona, ...

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 Marche Ancona

 Ancona, bacio saffico nel santino della Pasqua, parroco nella bufera



Eventi Divertenti 'The Original'

Luoghi di culto

Tra i luoghi da visitare ricordiamo:
Per i più fedeli c'è Loreto, capitale dell'Africa con la sua Madonna Nera
Lo Sferisterio per gli amanti della lirica
La zona INCA dove allegre donnine di tutte le etnie si ritrovano per rallegrare la serata ad ignari passanti con una partita a carte.

I Monti Sibillini visti da Fermo

Bada che Ancona, a qui, è bel'un bel po'! | Guarda che panorama che se vede, | coi campi, i monti, el mare de lagió!... | Pure, che sia coscì, non ce se crede.
(Palermo Giangiacomi)

Arianna Moroni Fotografia Ancona

Ancona, prostitute malate nelle case squillo: allarme contagio per i clienti

paninaro 
 Marche

DELLA DIGNITÀ, E NOBILTÀ DELLE DONNE DIALOGO DI CHRISTOFANO BRONZINI D’ANCONA

Santa Monica

Curiosità

Le Marche sono famose, o almeno dovrebbero esserlo, per la produzione di quei piccoli e costosi rettangolini di carta che il governo obbliga ad appiccicare sui documenti più disparati. Il metodo di produzione è tuttora sconosciuto, si vocifera sia protetto da un segreto industriale gelosamente custodito nello sgabuzzino di un autolavaggio a gettoni.

Varie ed eventuali

Se siamo tutti d'accordo possiamo aggiornare qui la seduta.

Monte Catria visto da Arcevia
Accurimbono - image taken by Accurimbono using a digital camera

Io guardo 'sta cruceta sbuzolosa | cun 'st'anima gentile; cià qualcosa | del caratere nostro anconità; | rozo de fora, duro, un po' vilà | ma drento bono, un zuchero, 'n'amore,... | ché nun conta la scorza, conta el core.
(Eugenio Gioacchini)

Arianna Moroni Fotografia.

Panorama del porto di Ancona con idrovolante a/r Ancona-Zara, anni '30

Per le strade non si cammina; ci si arrampica. Sono scale di corda e sartiami, sinché, è inutile, vi ritroverete sul piazzale di San Ciriaco come sulla coffa dell'albero più alto.
 (Dino Garrone)

Una prostituta in attesa di clienti su Corso Carlo Alberto

jessyeronny Marche, Ancona

NAOMI Optimisticlub

"Solo le olive! C'avè solo le olive! Soolo le oliiiiveee! C'avè solo le oliiiveee!"
~ Ancunità al cunijo/cunillo Asculà
"Ma vate a strafàte dà ntel culo!"
~ Tizio convintissimo
 "Ciavémo i mòòòòscioliiiii!"
~ Tipico Ciambotto Anconetano
 "Ahò ninì cù c'hai nté la testa? El breciulì o la renèla?"
~ Tipico Ciambotto Anconetano
Ancona è la capitale del gomito del tennista. In origine essa apparteneva alla Magna Grecia, adesso se màgnane solo le sardelle e i mòscioli de mare:

Costa alta del San Bartolo: Gabicce.
Lokyam - Opera propria
Gabicce Monte and Vallugola view from Gabicce Mare

Per le strade (di Ancona) non si cammina; ci si arrampica. Sono scale di corda e sartiami, sinché, è inutile, vi ritroverete sul piazzale di San Ciriaco come sulla coffa dell'albero più alto.
(Dino Garrone)

2011
Arianna Moroni Fotografia.


Storia 

Ancona venne fondata nel 10.000 a.C. dall'allora settantatreenne Mike Bongiorno affinché nella sua fortunata trasmissione La ruota della fortuna si potesse acquistare l'utillissima "A di Ancona".
Purtroppo questa sua peculiarità venne via via scemando in seguito alla comparsa di luoghi quali Asti, Agrigento e, soprattutto, della penosissima città di Atalanta. Per ovviare a ciò nel corso dei secoli è stata più volte caldeggiata l'ipotesi di cambiarne il nome in Xncona, Yncona o §ncona al fine di risultare ancora utile nel gioco e alle persone che dicono il codice fiscale e/o altri insiemi di lettere complicati a qualcuno.
Ancona si è recentemente gemellata con Domodossola ed Empoli nella fondazione CCIRNEMCSMUPCLLNLRDF (Città Che In Realtà Non Esistono Ma Che Sono Molto Utili Per Chiamare Le Lettere Ne La Ruota Della Fortuna); iniziativa che ha portato le suddette città alla vittoria del premio "Fondazione con il nome più impronunciabile della storia", oltre che alla nomination per "Fondazione più inutile" (classificandosi seconde solo dopo quella per la "Salvaguardia della verginità di Paris Hilton").
Patria del clacson, ad Ancona viene suonato per scopi esortativi, intimidatori e di cortesia. È anche la patria dei contadini arricchiti con la puzza sotto il naso. Infine in questà città non esiste un centro, tuttora è in fase di costruzione dal 1287 a.C.

Rapinatore seriale di prostitute: nei guai un 36enne
Fingeva di concordare una prestazione, poi le ripuliva

Cazzodotato Marche

NAOMI Optimisticlub

Posti da visitare

El Dòmo (la cattedrale di San Ciriaco),
La Fiera de San Ceriàgo (Patrono de ancona),
Piazza pertini (unico posto di ritrovo rimasto per i pochi metallari, punk, pusher e barboni sopravvissuti in Ancona),
Il porto (dove si mangiano i mòscioli, le cozze, se vuoi morire presto),
Le bancarelle cinesi del corso vecchio.
L'unico divertimento per gli anconetani è salire sulla collina del Duomo, mettersi a uovo e rotolare giù finché non si arriva al mare.

Promontorio del Conero: scogli delle Due Sorelle.
Claudio.stanco - Opera propria
Italy Ancona Mount Conero - Rocks called "The two sisters"

Dialetto

Il dialetto anconetano non esiste. Ad Ancona si parla un incrocio di romanesco, spagnolo, veneto, francese, maceratese, zulù, perciò il vernacolo della città risulta alquanto incomprensibile e irriconducibile dal punto di vista etimologico. Un estratto di frase in anconetano che testimonia il gran collage di dialetti e lingue: Scì, lia el magna, ma prò vò andé a tapà el sbrego!.
Da che mondo è mondo poi i poveri anconetani hanno tutti, nessuno escluso, un terribile difetto di pronuncia: non riescono a pronunciare le consonanti doppie. Il risultato di questo difetto è disastroso e produce espressioni del tipo: Oh fiulì, vame a pià el carèlo!. La scuola di dizione e pronuncia di Macerata da anni organizza una manifestazione di raccolta fondi, Trenta ore per le doppie, con lo scopo di salvare i corregionali del capoluogo dal cosiddetto scacarellaménto consonantico, cioè la completa dispersione delle consonanti.
Cosa fondamentale per l'ancunetano è il non finire o non iniziare come Dio comanda le parole cosicché si possono verificare vari casi di nun capìcce gnè. Ad esempio: Ma ndo è ndato a finì cul cretì de tù cugì?.
Un altro grosso difetto dell'anconetano medio è quello di coniugare i verbi al plurale molto raramente, questo porta a esempi come: Cuscì è finiti tutti n'ti scoji oppure È schiopàti per aria cu l'api de Falcunara.
Da annoverare è poi la generica tendenza dell'anconetano medio a sostituire le "u" con le "o" in tutte le parole, e viceversa, illudendosi che siano intercambiabili a piacimento.
Soprannomi storici anconetani Cagabaràtoli (Defecabarattoli), Chiapalamèrda (Prendilapopò), Magnaràgni (Mangia-aracnidi), Sbandavapori (Sposta navi mercantili),Pacamele (che rompe le mele), Pùzapiedi (piedi maleodoranti), Umbertì, Umbrèta, Sciapigotto (Sciapetto), Trepélo, Trumbo', Strapazo', Gnogno, Limmellò..

Arianna Moroni Fotografia.

Ancona

Il verbo dare

Gli anconetani vivono del verbo dare. Ad Ancona il verbo dare è sostituibile a tutti i verbi. Esempi eclantanti:
Ma vate a fa DÀ n'tel culo!
Scì, ma nò ve DAMO ntel culo a tuti!
Te DAGO n'paro de sardelle nti reni che po' te le ricordi a vita, oh ciaffo' !
Ennamadonna che cocchia. Ciao figo' de dio, me la DAI?

Stasera ndo cazzo 'nDAMO?

Ancona, donne sfruttate in un centro massaggi: arrestato un 42enne cinese
Le ragazze, tutte connazionali del loro aguzzino, trascorrevano giornate intere segregate nella struttura

Alain89 Marche

MAMAMIA Senigallia

Gastronomia

A Natale le vie e le case si pervadono di un balsamico effluvio di pesce marcio. Si tratta del tradizionale Stoccafisso, ovvero merluzzo atlantico secco che appena tocca una goccia d'acqua diventa la cosa più puzzolente del mondo. La preparazione dello stoccafisso ha dei paralleli con riti esoterici di evocazione di entità da altri mondi. Per 24 benedette ore in genere il 23 dicembre l'anconetano è costretto a sopportare in casa una tremenda puzza di stoccafisso a bagno, che poi la sera del 24 verrà servito affogato di olio patate e melma sugosa random dopo aver stazionato 4 ore nel forno e aver prodotto incrostazioni irreversibili sulla teglia. Lo stoccafisso del giorno dopo è un caso particolare. Si dice sia più buono, in realtà non è vero. Ma è un peccato buttarlo. Così chi l'ha cucinato ve lo servirà col sorriso stampato e si creerà una triangolo esoterico fra il vostro stomaco l'anima dello stoccafisso e l'ineluttabilità della sorte. La sorte dispone che lo stoccafisso deve essere terminato dai commensali, lo stomaco degli stessi si rassegna al triste evento, cosicché l'anima (che si manifesta col puzzo) del povero merluzzo, rimasta intrappolata nella nostra dimensione potrà finalmente darsi pace.

Paesaggio marchigiano nei pressi di Macerata.
Semplicee1 - Opera propria

Fauna autoctona 

Il ciambotto anconetano

















Duerospi.jpg
Comunissimo esemplare di ciambotto (quello sopra) con la ciambottona di turno (sotto)
Il ciambotto anconetano comune (Bufo bufo anconitanus, Piaerus Angaela 1802) è l'antropo-anfibio più grande d'Eurasia, raggiunge addirittura il metro e 70 (orecchie escluse). È protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore. La sua pelle presenta numerose verruche (brosciòli), che sono perennemente ricoperte da una sostanza dopante, il topexan, che comporta continue allucinazioni e stato di trance. Prevalentemente notturno, di giorno tende a nascondersi in posti di lavoro malsani, o negli uffici del comune o comunque in luoghi riparati dal controllo dei sindacati, dove può cazzeggiare senza che gli venga detto nulla. Se minacciato assume una caratteristica posa intimidatoria da lontra infuriata e si esprime soprattutto alzando il dito di mezzo, impugnando l'apparato genitale, disegnando un ombrello con le due braccia o scagliando epiteti come Oh testa de cazo!, Oh fìo de puttana!, Oh pèzo de cotiga!, Oh stronzo cagatu de fòrzzza!. Rispetto al pesciaròlo frequenta ambienti più asciutti e tende a tornare sempre nella stessa area di servizio della statale per accoppiarsi, a volte percorrendo anche diversi km (la distanza massima che può percorrere è tra Senigallia e Fano).


 Arianna Moroni Fotografia. Ancona



Ancona, parte e lascia casa all’amica: lei la trasforma in bordello


lattecaffedolce Marche Ancona

BB DISCODINNER Grottammare AP

Gola del Furlo, Marche, Italia
Alicudi - Opera propria


Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva... bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l'incanto che viene da nulla e da tutto. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate rue, dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette... Ascoli è città di torri... Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco... con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco... tutto ornato, lavorato, istoriato... e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite.
(Guido Piovene)

Marco Di Loreto Photography
Ascoli Piceno

Album antiche cartoline di Ascoli Piceno - YouTube



« Non c'è altro posto in tutta Italia dove sia possibile percepire la piazza come luogo sociale e, nello stesso tempo, architettonico come la Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. Questa è - come si dice - il cuore della città... Se è bella stagione, approfittate dei bar con i tavolini all'aperto per godervi il vento fresco del tramonto, quando la piazza finisce in ombra, ma la luce ancora illumina i palazzetti rinascimentali, con il tipico portico sottostante, anzi li fa risaltare come in pieno giorno non avviene mai. Quando fa freddo, dalle finestre del bar per cogliere l'insieme rettangolare della piazza, la gente che si affretta e una parte dell'orizzonte naturale al di là della collina su cui è stata innalzata Ascoli. Godetevi le piazze di Ascoli, sono l'essenza della città di provincia, ma anche qualcosa di più, sono il nostro substrato ancestrale di convivenza civile, elemento fisico e culturale del paesaggio urbano, spazio e tempo insieme, cardini della relatività generale dell'Italia. »

(Mario Tozzi, Viaggio in Italia - 100+9 emozioni da provare almeno una volta, prima che finisca il mondo)

Questura Ascoli e Fermo, controllate 18 prostitute dell'Est Europa

coppiaok2017  Marche Ancona

Tropicana - Baciami Lungomare Fermano Nord - Lido di Fermo
Riccardo Mordenti Ph.

«[FERMO] situata in un colle di aere saluberrimo, di amenità singolare nel cuor del Piceno, presso al seno Adriatico, non lungi dai monti Appennini »
(Bolla di papa Sisto V del 24 maggio 1584 per l'elevazione della Cattedrale a Sede Metropolitana)

Il Lago di Pilato a fine maggio.
nicola_ds - Foto scattata da nicola_ds

« Io amo molto Fermo, ... la sorella carnale di Urbino, più bionda, più pingue e di carattere più aperto e dolce ... »
(Paolo Volponi)

Villa Poderosa  Pesaro

« Questa Pesaro nata rozza e povera colle genti pelasghe, è poi stata dal tempo e dagli artefici arricchita, ordinata, ripiena di begli edifizi, e condotta in questa civiltà che veggiamo »
(Giulio Perticari, Sul teatro di Pesaro, p. 81, in Opere, Vol. II, a cura di Giansante Varrini, Tipografia Guidi all'Angora, Bologna, 1839)

Monte Grimano Terme, che nel referendum 2008 ha respinto l'aggregazione all'Emilia Romagna
Toni Pecoraro - Opera propria

"Na' volt c'era il Mixer. E l'han cavet. Al port se giva al Macaco. E l'han cavet. Poi han mess il Big Apple, ma lé sa Calciner. E nn'è duret che tre mes'. E il cinema, ma che, tel raccomend 'na mucchia. Mai un bel porn'. Ma che due coglioni... "
~ Vecchietto su Pesaro.
"Si muore di noia a Pesaro"
~ Altro vecchietto su Pesaro.
"Anche la morte s'annoia a Pesaro"
~ Ulteriore vecchietto su Pesaro.
"Che noia, Pesaro... " 
~ Morte su Pesaro.
Pesaro è una cittadina marittima delle Marche ultrasettentrionali. È famosa per i molteplici e vani tentativi di annettersi alla Romagna e per avere un palazzetto dello sport a forma di culo.
Si originò tempo addietro per gemmazione dalla già grande e vaccinata Ancona, emigrò verso nord e si stabilì nella foce del fiume Foglia, perché aveva visto che lì crescevano bene gli asparagi. Ora gli asparagi non ci sono più, sono rimasti giusto un paio di meli selvatici.

TObe Studio Pesaro 

Pesaro è una donna intelligente.
 (Calcutta)

Pesaro

Storia 

All'inizio era il caos: un enorme campo Rom ospitava tutte le etnie esistenti: etruschi, ebrei, piceni, pigne, colombiani... Tutto era in perfetto equilibrio. Purtroppo qualcosa minò le fondamenta di quel piccolo paradiso terrestre, dove i tedeschi dividevano il pane coi polacchi e le auto a idrogeno non inquinavano l'aria.
 Quel qualcosa altro non era che un ragazzino cinese che, un dì, si avvicinò a un suo vicino di roulotte e gli sussurrò qualcosa all'orecchio. Il vicino cambiò espressione, rivolse lo sguardo verso il cognato e gli tirò un cartone sul grugno, spappolandogli il labbro inferiore destro. In suo aiuto si schierò il fratello, poi si aggiunse un tizio che passava di lì e al quale pareva d'aver udito il suo nome seguito da "suino", poi giunse un ragazzo cileno mezzo ubriaco che aveva voglia di menar le mani. In breve l'intero campo fu coinvolto in una mega rissa che finì per raderlo al suolo. A quel punto i romani rivendicarono il territorio, ma poi arrivarono i longobardi che li sconfissero, soffocandoli con le loro longobarbe. Essi furono però spazzati via dagli uomini granchio, che vennero fritti in seguito da un esercito di cherubini inviati dalla Chiesa.
Per farla breve, Pesaro è passata di mano in mano per più di trenta secoli. Oggi è sotto il dominio dei parcheggiatori abusivi marocchini, ai quali è impossibile sfuggire se bisogna andare in ospedale o farsi una passeggiata al Miralfiore.

Tutto cominciò così...

Operazione anti-prostituzione tra Bari e Pesaro-Urbino: in manette 40 persone

manlady90 Marche, Macerata

BAIA IMPERIALE Gabicce Mare

Geografia 









Coste ghiacciate dal binocolo.JPG
Le coste croate viste dal molo di Pesaro.
Il clima è temperato umido, talmente umido che in certi giorni dell'anno la città viene completamente sommersa dalle acque. Allora la pesca diviene particolarmente facile. Per i pescicane. Questo perché le mura che circondano il centro storico sono a loro volta circondate dall'Ardizio e dal San Bartolo, due mucchioni di terra e sassi che impermeabilizzano l'intera zona. L'unica via di fuga sarebbe la Montelabbatese, in questi casi, o al limite rifugiarsi sulle colline in attesa che le acque si ritirino.
Lo sbocco sul mar Adriatico non ha nessuna utilità per i cittadini, eccetto per il fatto che, nelle mattine particolarmente terse, è possibile vedere, tramite un buon binocolo, le coste croate e quelle groenlandesi.

Le Lame Rosse.
ITASVE - Opera propria
Lame Rosse, definito il canyon d'Italia


Economia

Il punto di forza dell'economia pesarese è certamente il turismo: 500.000 turisti all'anno non sono affatto male per una piccola cittadina marchigiana. Ci sarebbe da precisare che oltre il 97% di questi passa a Pesaro per andare a Cattolica e Riccione e la statale adriatica debbono farla per forza. Ma questi sono dettagli.
Altra punta di diamante è il porto megagalattico, che ha poco sia di mega e ancor meno di galattico: una volta era Pisaurum, porto dell'oro. Ora è più Pissata, porto del piscio. Ma anche questi sono dettagli.
Fino a poco tempo fa Pesaro era conosciuta per i suoi mobili. Ora tutte le fabbriche sono chiuse. Purtroppo questi sono cavoli amari...

 TObe Studio  Pesaro

Trasporti

La ruota a Pesaro non è ancora arrivata, per cui ci si arrangia con antiquatissimi treni magnetici, anelli trasportatori e rimbalzelli.
Le piste ciclabili esistono per bellezza, sono ben fatte e si consumano davvero poco.
Quando si può ci si sposta anche in barca, sfruttando ogni rivolo d'acqua possibile e immaginabile, dal Rio Genica alle fosse biologiche dei kebabbari in via Giolitti.

Pesaro

Sport 

Oltre al citato palazzetto dello sport, che ospita competizioni di importanza comunale della Scavolini e i pulcini di Cristo Re e la pallavolo, a Pesaro è possibile ammirare le imprese della squadra di rugby, della quale non ci si ricorda mai il nome, e della Vis Pesaro, squadra di calcio esplosiva di serie C-4.
Da citare anche la "nazionalità" pesarese di Filippo Magnini, nuotatore e tuffatore, Valentino Rossi, motociclista e tuffatore, Massimo Ambrosini, calciatore e tuffatore, e Luciano Pavarotti, pastasciuttaro e campione di abbuffate di spaghetti.
Costui è il più forte centravanti di sfondamento della Vis Pesaro Calcio, del valore di quattro salsicce di ghiro. Lo vediamo qui allenarsi a fare la barriera.

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FedeAssunta Marche, Pesaro Urbino

Bagni Bibi Pesaro

Cultura

L'angolo della cultura di Pesaro riserva celebrità del calibro di Gioacchino Rossini, noto compositore e inauguratore di tutti i ristoranti della città, e di famosi musei, croce delle scolaresche e di turisti giapponesi che sono venuti in Italia per spassarsela con le latine.
Nei primi anni duemila furono scoperte proprio fuori dalle mura le rovine di un antico cimitero romano. Per prudenza fu nuovamente interrato e asfaltato per la sosta dei motorini e delle bighe fantasma.

"Ma non somiglia a un pomodoro! "
~ Pesaresi su Palla di Pomodoro.

Il Monte Conero emergente dalla nebbia, visto da Loreto.
Parsifall - Opera propria

Gastronomia

Una nota degna d'interesse è il fatto che a Pesaro non si usa il sale, per cui i piatti si somigliano tutti. Si possono comunque citare, tra i pochi:
I cappellacci alla pesarese, sciapi, ma ricchi di doppie;
La pasticciata, una sbobba dolce e dalla consistenza ruvida, di quelle che non va giù in gola manco con il Mastro Lindo;
Le tagliatelle della Maria, divenute tipiche per via degli ottimi fagioli che accompagnano la pietanza, colpevoli di immancabili "effervescenze" ai livelli del colon trasverso;
La pizza Rossini, impastata con pezzi del sopra citato Gioacchino, che tanto anche lui era ben pasciuto e i suoi resti basteranno per molti altri lustri;
Vini del calibro dei Colli pesaresi, verdi, rossi, gialli e blu tutto quello che vuoi tu e il famoso Marciume del Metauro, che sta bene con un buon casu marzu come il cacio sui maccheroni.

Ideana Orrico Photography Pesaro

Come arrivare a Pesaro

« Tutte le strade portano a Pesaro. »
Basta seguirle osservando scrupolosamente le indicazione e sarà impossibile confondersi. Magari giungendo da ovest può esserci qualche piccolo dubbio sulle distanze dal ridente capoluogo, ma nulla di preoccupante.

la pescheria

Curiosità

Pesaro è notoriamente una città di stronzi[Nota dell'abitante]. Gli unici a non rendersene conto sono i pesaresi stessi.
Chi va a Pesaro piange una volta. Quando arriva.
Nessuno sa cosa diavolo sussurrò quel cinesino di merda al suo vicino per scatenare quel pandemonio.

Viados e lucciole dal Brasile
A Pesaro per prostituirsi

Doppioefondo Marche

Festa del Duca - Urbino

(FR)
« Urbin.....sur le haut d'une montaigne de moïene hautur, mais se couchant de toutes parts selon les pantes du lieu, de façon qu'elle n'a rien d'esgal, e partout il y a à monter e à descendre. »
(IT)
« Urbino.....in cima a un monte di media altezza, ma adagiantesi da ciascun lato secondo ogni piega del pendio, di modo che non ha nulla su un medesimo piano e dovunque si deve salire e scendere »
(Michel de Montaigne, Journal de Voyage en Italie / Giornale di Viaggio in Italia, 1581)

Panorama di Urbino

– Gliel'ho detto, New York è un po' come Urbino.
– Ma non era come Torino?
– Come Torino per quanto riguarda la griglia, ma come Urbino per quanto riguarda il saliscendi.
– Ma non dica fesserie, il saliscendi è tipico di San Francisco, lo so!
–Sì, ma Urbino di più.
(Natale a New York)
Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino | ventoso: ognuno manda da una balza | la sua cometa per il ciel turchino.
 (Giovanni Pascoli)
Urbino, in quel palagio che s'addossa | al monte, ove Coletto il Brabanzone | tessea l'Assedio d'Ilio, ogni Stagione | l'antica istoria tesse azzurra e rossa.
 (Gabriele D'Annunzio)

zorritayaldo Marche

Tartaruga Club Macerata
PH. Idenia Del Grosso

Il Porto di Ancona con la neve nel 2012
Diego Baglieri - Opera propria

MarcoTamburriniPhotographer Macerata

Caldarola, il mercato in piazza

MACERATA - Spuntano le lucciole nella zona di Corso Cairoli.

LG0116   Marche, Ascoli Piceno

Tartaruga Club Macerata
PH. Idenia Del Grosso

L'Arco di Traiano ad Ancona.
Mario Micucci - Opera propria

MarcoTamburriniPhotographer Macerata

Macerata

Prostituzione: attratte dagli annunci, diventano schiave del sesso. Arresti anche a Macerata
Blitz in mezza Europa, sgominata una banda che gestiva il racket delle lucciole: 40 in manette

 Moskilia Marche

Donoma Sound Theater and Food
Civitanova Marche
Pics By
francescocosta

La Loggia dei Mercanti di Ancona, simbolo della potenza marinara cittadina.
Parsifall - Opera propria

gianluca ferroni photographer
Civitanova Marche

 Civitanova Marche (MC) Italia.

Sfruttamento della prostituzione, 5 arrresti a Civitanova Marche

matgiuly Marche, Ascoli Piceno

Batik  Civitanova Marche

Il Palazzo della Signoria di Jesi, simbolo delle Libertà comunali.
Parsifall - Opera propria
Jesi, Palazzo della Signoria, F.di G.Martini, 1486-98

gianluca ferroni photographer
Civitanova Marche


MACERATA. 14 MAR. Quattro appartamenti del centro di Civitanova Marche sono stati messi sotto sequestro preventivo e 13 persone, fra cui 5 civitanovesi proprietari degli alloggi, sono state denunciate per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

muppets Marche

Mia Clubbing Porto Recanati

Maurizio Tartarini photographer
Porto Recanati

Porto Recanati, il "mondo della riva"è il lembo di terra che si "sposa" con il mare e in cui molte realtà convivono.

Porto Recanati - Prostituta selvaggiamente pestata da un uomo di colore, interviene 118 e carabinieri

Coppiaporcaps Marche

Buon Divertimento! 

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