
(1895)
Nettlau, Max, 1865-1944
Bakunin, Mikhail Aleksandrovich, 1814-1876
Landauer, Gustav, 1870-1919
Nato nella Posnania, regione della Prussia orientale, Nobiling studiò agraria e pare che avesse stretto rapporti con diversi membri del Partito Socialdemocratico di Germania. Il 2 giugno 1878, a Berlino, Nobiling sparò al Kaiser, ferendolo lievemente. Cercò quindi di suicidarsi con un colpo alla testa, morendo due mesi più tardi in conseguenza di questo suo gesto. Il suo tentativo di assassinare Guglielmo I avvenne appena un mese dopo quello (anch'esso fallito) di Max Hödel.
Il Cancelliere Otto von Bismarck prese a pretesto gli attentati di Nobiling e Hödel per approvare le Leggi antisocialiste nell'ottobre del 1878.

Original image description from the Deutsche FotothekPorträts: Prof. [Max ?] Pechstein, [Johannes?] Stroux, Kraus, Benedik, Lederer, Theodor Plievier, Prof. Victor Klemperer und Klaus Gysi

Käthe Kollwitz: Fame. Opuscolo. A cura di Theodor Plievier. 4 pagine. Con una xilografia originale di Käthe Kollwitz. 41,5 x 31 cm. Berlino, Plievier, 1922
Theodor Plievier: Stalingrado, romanzo, 407 pagine, terza edizione, Messico, Editorial El Libro Libre 1946; basato sul testo dell'edizione di Mosca.
Tempo di decisione: racconti e poesie, di Johannes R. Becher, Willi Bredel, Theodor Plivier, Erich Weinert, Friedrich Wolf, Mosca: Edizioni in lingue estere, 1942
Verlag für Fremdsprachige Literatur, Moskau - https://www.lotsearch.de/
Theodor Otto Richard Plievier (fino al 1933: Plivier) (Berlino, 12 febbraio 1892 – Avegno, Svizzera, 12 marzo 1955) è stato uno scrittore tedesco, noto soprattutto per il suo romanzo antimilitarista del 1948, *Stalingrado* (*Stalingrad*).
Rolf Raasch,
Punto di fuga Messico: L’esilio di B. Traven: un libro di viaggio politico-letterario
Monographien
Hans Jürgen Degen, Jochen Schmück und Rolf Raasch [u. a.]: Denk´ ich an Deutschland. Beiträge zu einer libertären Positionsbestimmung. Klaus Guhl, Berlin 1990.
Hans Jürgen Degen und Rolf Raasch (Hrsg.): Die richtige Idee für eine falsche Welt? Perspektiven der Anarchie, OPPO-Verlag, Berlin 2002. 129 Seiten. ISBN 978-3-926880-12-3.
Markus Henning und Rolf Raasch: Neoanarchismus in Deutschland. Entstehung, Verlauf, Konfliktlinien, OPPO-Verlag, Verlag 2005, 220 Seiten, ISBN 978-3-926880-13-0.
Rolf Raasch: B. Traven und Mexiko. Ein Anarchist im Land des Frühlings: Eine politisch-literarische Reise, OPPO-Verlag, Berlin 2007, ISBN 978-3-926880-14-7.
Zeitschriftenaufsätze
Rolf Raasch: Neoanarchismus und Geschichtslosigkeit, in: Uwe Timm zum 60. Geburtstag. Von Wolfram Beyer u. a. Berlin: OPPO-Verlag, 1992.
Rolf Raasch: Historischer Anarchismus versus Gegenwart und Zukunft der Anarchie, in: Die richtige Idee für eine falsche Welt? Perspektiven der Anarchie. Hrsg. von Hans Jürgen Degen und Rolf Raasch, Berlin: OPPO-Verlag, 2002.
Partnerschaft anbieten. Betreuungsstruktur für die Pflege alkoholkranker älterer Menschen, in: PDL Praxis – Magazin für die Pflegedienstleitung. Vincentz-Verlag, Hannover 2002
Korsakow-Kranke und Kreative Sozialtherapie, in: therapie kreativ, Zeitschrift für kreative Sozio- und Psychotherapie. Affenkönig Verlag, Neukirchen-Vluyn 2004
Rolf Raasch: `68 und die Folgen: Anarchismus oder Anarchie?, in: Anarchismus 2.0. Bestandsaufnahmen. Perspektiven. Hrsg. von Hans Jürgen Degen und Jochen Knoblauch, Stuttgart: Schmetterling Verlag, 2009
Rolf Raasch: Der alte Fritz von Neukölln und die Junganarchos, in: Rebellen-Heil – Gedenkschrift für Fritz Scherer. Hrsg. vom Wanderverein Bakuninhütte e.V. Berlin: Karin Kramer Verlag, 2010.
Un libro di viaggio politico-letterario
Rolf Raasch
Dopo un apprendistato come decoratore a Berlino Ovest e il conseguimento del diploma di maturità tramite il percorso di istruzione per adulti, ha studiato sociologia, filosofia e scienze politiche presso la Libera Università di Berlino (FU Berlin). Raasch è tra i cofondatori della casa editrice Libertad Verlag e del Libertäres Forum Berlin (Forum Libertario di Berlino). Attualmente lavora come socioterapeuta nel campo delle dipendenze. In ambito editoriale, Raasch è noto soprattutto come autore e studioso dell'anarchismo, nonché come editore della casa editrice OPPO-Verlag.
Negli anni '70, Rolf Raasch è stato attivo nel movimento anarchico degli apprendisti e dei giovani lavoratori a Berlino Ovest. Nel 1976, insieme ai tre fratelli Jochen, Christian e Thomas Schmück, ha fondato la casa editrice Libertad Verlag. Negli anni '80 è stato impegnato nel Libertäres Forum Berlin. Negli anni '90 ha gestito, insieme a Hans Jürgen Degen, la casa editrice OPPO-Verlag, che continua a dirigere tuttora come editore unico.
Insieme a Jochen Schmück e Jochen Knoblauch, Raasch ha ideato e cura il "Lexikon der Anarchie" (Lessico dell'anarchia) online; ha inoltre scritto contributi per la rivista libertaria *Espero*.
Come studioso dell'anarchismo e autore, si è specializzato in particolare sui seguenti temi:
Neo-anarchismo
Anarchismo in America Latina, con un'attenzione particolare al Messico
August Reinsdorf (Pegau, Germania, 31 gennaio 1849 – Halle, 7 febbraio 1885) è stato un anarchico tedesco condannato a morte per l'attentato (non riuscito) contro l'Imperatore Guglielmo I.
Nato a Pegau, in Sassonia, frequenta la scuola elementare locale, dimostrando una buona memoria e tanta voglia di imparare. Le difficoltà economiche famigliari lo portano però ad imparare ben presto un lavoro, anche se attraverso studi privati riuscirà a maturare una buona cultura. Proprio la consapevolezza derivata dallo studio, farà crescere in lui l'odio nei confronti delle autorità responsabili delel ingiustizie sociali dell'epoca.
Il 15 luglio 1876 a Berna appare il primo numero del giornale lavoratori Arbeiter-Zeitung, per il quale Reinsdorf collabora come tipografo. Espulso da Losanna, vive per un certo periodo a La Chaux-de-Fonds, vero e proprio centro nevralgico del'internazionalismo antiautoritario. In seguito si stabilisce a Ginevra.
Delegato al 8° Congresso della Internazionale di Berna (26-29 ottobre 1876), difende le stesse posizioni anti-stataliste di Malatesta, Guillaume e Zhukovsky. Viene escluso dalla Societò tipografica della Svizzera romanda a causa del suo attivismo politico. In seguito, nel novembre del 1876, sarà tra i fondatori di una sezione internazionale dei tipografi aderirà alla Fédération Jurassienne.
In seguito alla diffusione anche in Germania della propaganda col fatto, prendendo a pretesto gli attentati di Hödel e Nobiling nel 1878, Bismarck reprime duramente l'opposizione socialista e anarchica attraverso la promulgazione di apposite leggi liberticide. Per protestare contro questo clima repressivo, Reinsdorf commette un attentato a Elbergeld il 4 settembre 1883 ed è l'ispiratore dell'attentato del 28 settembre 1883 di Niederwald contro Guglielmo I e la famiglia reale.
L'azione non riuscirà per mera sfortuna, dal momento che la dinamite collocata sotto il ponte che la carrozza imperiale doveva attraversare. non esploderà forse a causa della pioggia.
Arrestato cinque mesi dopo "grazie" alla delazione di un infiltrato nel gruppo di Elbergeld, viene processato il 22 dicembre 1884 dal tribunale imperiale di Leipzig, di fronte al quale rivendica il proprio anarchismo. Con lui vengono sottoposti a giudizio anche Emil Küchler e Franz Reinhold Rupsch, autori materiali dell'attentato. Tutti vengono condannati alla pena di morte, eseguita il 7 febbraio 1885 ad Halle.
L'amico Johann Most, a Filadelfia, pronuncerà una toccante orazione funebre di fronte a diverse centinaia di anarchici:
«Davanti al tribunale, Reinsdorf si è trasformato da accusato in accusatore, una nemesi della rivoluzione sociale. Quest'uomo mi appare come un eroe d'altri tempi. Il suo motto era chiaro e netto: al traditore, la corda; alla spia, il coltello; al prete, il veleno; al boia, la pallottola; al principe la bomba!» (Revue des Deux Mondes, 1° febbraio 1885.)
In America Reitzel si fece strada come vagabondo e lavoratore migrante fino a quando, all'inizio del 1871, non fu in grado di raggiungere la posizione di predicatore in una comunità religiosa secessionista. Tuttavia, le sue esperienze con i credenti, così come il suo confronto con le dottrine che predicava, lo resero presto un convinto nemico delle chiese. Sebbene dal 1872 avesse una famiglia da mantenere, si sforzò di lasciare la sua posizione redditizia. Poiché durante la sua opera di predicazione aveva scoperto o sviluppato un enorme talento retorico, fu presto un ricercato oratore, che faceva parte delle numerose associazioni tedesche dei lavoratori della città (in cui molti "quarantottini" ancora tenevano in alto gli ideali rivoluzionari e libertari della rivoluzione soppressa): trovò un campo di attività che gli assicurò anche un sostentamento. Gli argomenti di cui parlava più e più volte erano, oltre alla critica alla religione e all'anticlericalismo, questioni di critica sociale: i metodi socialisti e anarchici per superare la miseria capitalista. Pubblicò su questi argomenti sulla rivista Der Sozialist.
Negli anni in cui fu relatore nelle riunioni libertarie, Reitzel maturò il proposito creare un proprio giornale. Aveva un nome molto prima di poterlo stampare: Der arme Teufel (Il povero diavolo), «il nome giusto per una pubblicazione che vede il mondo dal punto di vista di una persona non corrotta». Reitzel fu in grado di realizzare il suo sogno, ossia la fondazione del più sconvolgente e polemico dei giornali anarchici d'America in lingua tedesca, solo nel 1884, grazie ad alcuni amici di Detroit che lo aiutarono a raccogliere il capitale necessario (ma senza il sostegno finanziario di lunga durata di uno specialissimo amico, Herman Miller, presidente del birrificio di Cleveland, il suo giornale probabilmente non sarebbe potuto sopravvivere), e riuscì a rendere il giornale «la rivista letteraria in lingua tedesca più diffusa in America». Der arme Teufel uscì come settimanale fino alla morte di Reitzel (1898) e fu portato avanti da degli amici per alcuni anni: sedici volumi, per un totale di 822 numeri. Max Nettlau, l'"Erodoto dell'anarchia", ritiene Reitzel l'articolista principale del suo giornale: «Si è rivolto a tutto ciò che è bello e liberamente concepito nella letteratura tedesca e internazionale e in pochi anni è arrivato a un anarchismo non dogmatico. Il povero diavolo è un tesoro di sentimenti e pensieri sinceri e amabili, libertari e ribelli, tagliente critica sociale e negazione dell'autorità in tutte le sue forme aperte e velate». Nel programma del suo giornale Reitzel si vedeva amichevolmente e ironicamente distante dai contemporanei anarchici: «Lascio combattere i miei amici Tucker e Most, che rappresentano il vero anarchismo [...] Sono solo un povero diavolo che non dà alcun pensiero alla società del futuro, che combatte ogni coercizione, ogni ingiustizia, che applaude ogni verità, non importa quanto sia dolorosa [...] e che è riuscito a vivere in modo indipendente nonostante lo stato, la chiesa e l'onesta opinione pubblica».
Dopo la scomparsa dell'uomo, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche e solo il sostegno dei parenti della madre, Anna Margaretha, permetterà ai Rocker di vivere dignitosamente. In particolare sarà lo zio materno, Carl Rudolf Naumann, di idee socialiste, non solo ad aiutarli economicamente, ma anche di fatto a fungere da figura maschile di riferimento.
Mandato a studiare in un orfanotrofio cattolico, Rudolf Rocker è ben presto disgustato dai violenti metodi educativi dei religiosi e proprio per questo ben due volte tenterà la fuga dall'istituto con l'intenzione di intraprendere la carriera di tipografo . Le giornate passate nella grande biblioteca dello zio avvicineranno gradualmente il ragazzo all'idea socialista. In particolare saranno i libri a carattere socialista e proletario ad affascinarlo più di tutti, in particolare quelli del federalista Constantin Franz, del socialista anti-marxista Eugen Dühring e i romanzi di Victor Hugo.
Proprio in questo periodo incontra e conosce socialisti non ortodossi ed anche esponenti dell'anarchismo, di cui legge alcune opere come per esempio Freiheit di Johann Most. Nel 1891 assiste al congresso socialista di Bruxelles, rimanendo deluso dal debole antimilitarismo dei delegati tedeschi, mentre è invece favorevolmente impressionato dalle parole dell'anarchico olandese Ferdinand Domela Nieuwenhuis. Ritornato a Mayence, fortifica la sua conoscenza dell'anarchismo con la lettura di Dio e lo Stato di Bakunin.
Dopo l'espulsione dei cosiddetti Die Jungen dal Partito Social-Democratico, Rocker partecipa alla fondazione dell'«Unione dei Socialisti Indipendenti» (VUS) e diviene un'abile oratore, ma in seguito alla repressione di questo movimento è costretto a fuggire a Parigi. Nella capitale francese entra in contatto con gli ambienti dell'anarchismo ebraico, guidato da Solomon Rappaport e Shloyme Zanvl Rappoport, e con i sindacalisti rivoluzionari della CGT.
Ormai è ufficialmente conosciuto come anarchico e per questo, dopo la promulgazione di leggi anti-anarchiche in terra di Francia, nel 1894 sceglie di rifugiarsi a Londra.
Durante questo periodo traduce in tedesco Parole di in rivoluzionario di Kropotkin, stringe amicizia con Max Nettlau e nel 1896 partecipa al Congresso Internazionale Socialista. Nel maggio 1897, in cerca di nuove opportunità lavorative, emigra negli USA insieme alla compagna. Una volta giunti negli States, i due si rifiutano di formalizzare il loro rapporto d'amore, da lui definito: «Un libero accordo tra me e la mia compagna. L'amore è sempre libero. Quando l'amore cessa di essere libero è prostituzione».
Respinti in Gran Bretagna dalle autorità americane che non riconoscevano le coppie di fatto, i due si fermano a Liverpool, dove un vecchio compagno aveva offerto a Rudolf Rocker la direzione del giornale anarchico yiddish Dos Fraye Vort («La Parola libera»), che però già versava in cattive acque a causa di forti debiti. Quando nel 1899 l'anarchica Emma Goldman si trova in visita in Gran Bretagna, l'anarchico le espone i problemi economici del giornale e lei, sempre pronta a sostenere ogni causa legata all'anarchismo, organizza immediatamente ben tre conferenze per raccogliere fondi. Il suo attivismo non riuscirà però ad impedire la chiusura del giornale, quantunque nel giro di breve tempo sarà sostituito da un altro in lingua yiddish intitolato Germinal (pubblicato inizialmente dal 1900 al 1903, dopo una pausa sarà ripubblicato dal 1905 al 1908).
Nel marzo 1903, gli anarchici ebrei pubblicano nuovamente l'Arbeter Fraint , di cui Rocker assume l'incarico di editore. Questa volta il giornale non vuole solo fare propaganda ma anche formare un gruppo che porti la lotta sindacale nelle piazze. Così, con la sua compagna, si ritrovano in prima fila a numerose manifestazioni dei lavoratori del tessile. Inizia così la loro esperienza anarco-sindacalista.
Nel 1907, insieme ad Errico Malatesta e Alexander Schapiro, entra a far parte del Bureau internazionale nominato subito dopo il Congresso di Amsterdam.
Nonostante in piena guerra avesse aperto con l'amata compagna una mensa per i poveri della Gran Bretagna, nel dicembre del 1914, insieme a molti altri tedeschi e austriaci residenti nel Regno Unito, Rocker viene arrestato ed internato in quanto tedesco e quindi a tutti gli effetti bollato come una potenziale spia nemica (la compagna sarà arrestata per le stesse ragioni nel 1916).
Rocker si era opposto all'alleanza del FVdG con i comunisti sia durante che immediatamente dopo la rivoluzione di ottobre in Russia in quanto in disaccordo con l'accezione marxista della dittatura del proletariato.
«Per due decenni i sostenitori del bolscevismo hanno martellato le masse dicendo che la dittatura è una necessità vitale per la difesa dei cosiddetti interessi proletari contro gli assalti della controrivoluzione e per spianare la strada al socialismo. Essi non hanno portato avanti la causa del socialismo con questa propaganda, ma hanno semplicemente spianato la strada per il fascismo in Italia, Germania e Austria, portando milioni di persone a dimenticare che la dittatura, la forma più estrema di tirannia, non può mai portare alla liberazione sociale. In Russia, la cosiddetta dittatura del proletariato non ha portato al socialismo, ma al dominio di una nuova burocrazia sul proletariato e tutto il popolo... Quello che gli autocrati russi ed i loro sostenitori temono di più è che il successo del socialismo libertario in Spagna potrebbe rivelare ai loro ciechi seguaci che la tanto vantata "necessità della dittatura" non è altro che una grande truffa che in Russia ha portato al dispotismo di Stalin e deve servire oggi in Spagna per aiutare la controrivoluzione ad una vittoria sulla rivoluzione degli operai e dei contadini.» (La tragedia di Spagna, 1937)
Ammalatosi poco dopo il suo arrivo in Germania, partecipa comunque a diversi comizi e prosegue nella sua attività nella FVdG, nella quale si formano due tendenze, una centralista e una «localista» e libertaria.
La prevalenza di quest'ultima trasformerà gradualmente l'«Associazione libera dei sindacati tedeschi» in una vera e propria organizzazione anarco-sindacalista. Infatti, il dodicesimo congresso (27 dicembre-30 dicembre 1919, Berlino), sancisce l'espulsione dal gruppo di tutti i sindacalisti marxisti, trasformando così la FVdG nella Freie Arbeiter Union Deutschlands (FAUD), un'organizzazione anarco-sindacalista contro i partiti politici, la dittatura del proletariato, la proprietà privata dei mezzi di produzione e la delega.
Nella dichiarazione dei principi scritta proprio da Rocker, la FAUD condanna il nazionalismo e la statolatria, difendendo invece l'azione diretta e l'autocoscienza dei lavoratori. A causa di queste esplicite posizioni rivoluzionarie, la FAUD entrerà nel mirino della repressione governativa guidata dal generale Noltke, il vero artefice della soppressione della Comune rivoluzionaria di Monaco (quest'episodio costò la vita a Gustav Landauer).
Riuscito a salvarsi, Rocker fa parte degli organizzatori del congresso che a Berlino fonderà l'AIT anarco-sindacalista (25 dicembre – 2 gennaio). In seguito, per un periodo, sarà anche nominato segretario dell'associazione.
Oltre a partecipare alle attività dei suoi gruppi, l'anarchico sostiene la rivolta libertaria ed antibolscevica di Kronstadt (marzo 1921), pubblica la biografia di Johann Most e comincia a lavorare al suo saggio più famoso: Nazionalismo e cultura.
Stabilitisi a Towanda, Pennsylvania, cittadina con forte presenza di socialisti ed anarchici, nei suoi comizi si scaglia veementemente contro fascismo, nazismo, razzismo e nazionalismo. Nel luglio del 1936, dopo una breve parentesi inglese e mentre era impegnato nella stesura del suo Nazionalismo e cultura, allo scoppio della rivoluzione spagnola, Rocker e la sua compagna si dedicano anima e corpo alla controinformazione, in particolare sul ruolo degli anarchici e della controrivoluzione stalinista.
Poco dopo la disfatta repubblicana in Spagna (aprile 1939), i nazisti danno avvio alla Seconda guerra mondiale (settembre 1939). L'anarchico si schiera con gli alleati contro il nazismo, anche negli USA ormai giungevano le notizie sulla repressione dei vecchi e nuovi compagni che ancora risiedevano in Germania.
Una volta crollato il regime nazi-fascismo e terminata la guerra, Rocker fa ritorno in Germania, dove malgrado fosse scettico sulla possibilità di ripresa del movimento anarchico tedesco (nel 1947 pubblicò a tal proposito Zur Betrachting der Lage in Deutschland), partecipa attivamente alla costituzione di una Federazione libertaria («Federazione dei socialisti libertari») sulle ceneri della FAUD.
A metà anni '50 fa rientro negli USA, dove termina i suoi giorni il 19 settembre 1958 nella "colonia Mohigan" (nello Stato di New York). Con la sua morte, cesseranno anche le pubblicazioni del suo ultimo organo propagandistico: Die Freie Gesellschaft («La comunità libera»).
In omaggio a Rudolf Rocker
Nel 2007, a Winnipeg, in Canada, il Rudolf Rocker Cultural Centre è stato aperto nella Old Market Autonomous Zone (A-Zone) in suo onore e a beneficio di tutti e tutte.
"Stolperstein" (pietra d'inciampo), Rudolf Rocker, Buschkrugallee 246, Berlino-Britz, Germania
OTFW, Berlin
*La società morente e l’anarchia*, Londra, Arbeter Fraynd, 1908. Traduzione di *La società morente e l’anarchia* di Rudolf Rocker. Prefazione di Octave Mirbeau.
Jean Grave - zvab.com
Created: 1908

Sociaal-Anarchistisch Verbond in Nederland - zvab.com
Verlag Der freie Arbeiter, Berlin, Bödiker Str. 30 - zvab.com
Buenos Aires, Editoral Argonauta - zvab.com
Verlag Der Syndikalist - zvab.com
Verlag Der Syndikalist, Fritz Kater, Berlin - zvab.com
Rudolf Rocker - Sulla natura del federalismo in contrapposizione al centralismo, Berlino, casa editrice "Der Syndikalist" Fritz Kater, 1923
Verlag Der Syndikalist, Fritz Kater, Berlin, Kopernikusstraße 25 - zvab.com
Unknown author - Created: 1912
Il primo governo della Repubblica dei Consigli di Monaco (1918). Al centro, seduto, si può vedere Erich Mühsam.
Delegate della FAUD durante il congresso di Erfurt nel 1922.
Helmut Rüdiger (1903–1966) è stato un giornalista e attivista anarcosindacalista tedesco-svedese. Nato in Sassonia, si avvicinò al movimento anarchico dopo la rivoluzione tedesca del 1918–1919, divenendo un esponente di spicco dell'Unione dei lavoratori liberi di Germania (FAUD). Negli anni '30 si trasferì in Spagna, dove prese parte alla rivoluzione spagnola del 1936. In seguito alla sconfitta dei repubblicani nella guerra civile spagnola, riparò in Svezia, dove divenne un membro di primo piano dell'Organizzazione centrale dei lavoratori svedesi (SAC) e una figura influente all'interno della corrente "revisionista" dell'anarcosindacalismo. Morì in Spagna nel 1966, mentre tentava di stabilire un contatto con esponenti del movimento anarchico clandestino.
Schwab era un'attivista politico ancor prima di emigrare negli Stati Uniti, aveva infatti scritto diversi articoli per alcuni quotidiani radicali tedeschi ed era entrato a far parte del Partito socialdemocratico tedesco nel 1872. Negli Stati Uniti svolge diversi lavori, viene coinvolto nel movimento per i diritti dei lavoratori e nel 1883 contribuisce, insieme a Oscar Neebe e Albert Parsons, alla creazione di un gruppo libertario aderente all'Associazione Internazionale dei Lavoratori. Dal 1881 aveva definitivamente abbracciato l'ideale anarchico, collaborando con giornali in lingua tedesca come Arbeiter-Zeitung e Der Verbote.
Schwab viene arrestato nelle ore successive ai drammatici fatti insieme ad altri sette anarchici e sindacalisti (Adolph Fischer, August Spies, Albert Parsons, Samuel Fielden, George Engel e Oscar Neebe) e processato a partire dal 21 giugno 1886. Nonostante abbia sempre sostenuto di essere rimasto in piazza per non più di cinque minuti, perché impegnato in una riunione di lavoratori al Reaper Deering Works, viene condannato a morte il 19 agosto 1886 insieme ad altri sei imputati (solo Oscar Neebe viene condannato a 15 anni di carcere).
Michael Schwab, pur essendo innocente, decide di scrivere una lettera al governatore dell'Illinois Richard James Oglesby per chiedere la grazia. Stessa cosa farà anche Samuel Fielden.
La commutazione della pena viene ufficializzata il giorno prima dell'esecuzione, cioè il 10 novembre 1887, trasformando la pena di Schwab e Fielden in carcere a vita (gli altri condannati - August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer e George Engel - saranno impiccati l'11 novembre; Louis Lingg, anch'egli condannato a morte, si suicida in cella il giorno prima dell'impiccagione.). Entrambi rimarranno nel penitenziario di Joliet per 6 anni, sino a quando il 26 giugno 1893 il governatore dell'Illinois John Peter Altgeld concederà loro, insieme ad Oscar Neebe, l'amnistia definitiva.
Dopo la sua definitiva liberazione prosegue nel suo attivismo politico, continua a scrivere per l'Arbeiter-Zeitung e apre un negozio di scarpe in cui vende anche libri sul diritto del lavoro.
Michael Schawb muore il 29 giugno 1898 a causa di una malattia respiratoria contratta mentre era nel penitenziario di Joliet. È stato sepolto al cimitero di Waldheim insieme agli altri martiri di Haymarket.
was not of a nature to get violently aggressive.”
- Lucien S. Oliver, chair of the Haymarket Amnesty Association.
«Le sue tendenze rivoluzionarie erano di carattere moderato; la sua indole non era tale da spingerlo a una violenta aggressività.»
– Lucien S. Oliver, presidente della Haymarket Amnesty Association.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale non risponde alla chiamata militare e si rifugia in Svezia, dove viene arrestato per propaganda antimilitarista. In prigione, scrive un saggio su Landauer (assassinato il 2 maggio 1919). Di ritorno in Germania alla fine del 1919, diviene redattore del giornale della FAUD Der Syndicalist. Nel 1920 si sposta in Russia, dove partecipa al congresso della III Internazionale. Durante questo periodo incontra l'anarchico russo Kropotkin, a casa del quale risiederà per un certo periodo.
Rientrato in patria, scrive un libro assai critico sullo sviluppo del regime sovietico. Nel 1922, viene eletto segretario della nuova AIT insieme a Rudolf Rocker e Alexander Schapiro. Souchy viene inoltre incaricato della redazione della rivista Die Internationale. Alla presa del potere da parte di Hitler nel 1933, si rifugia in Francia.
Nel luglio del 1936 partecipa ai primi giorni della rivoluzione di Spagna contro il golpe di Francisco Franco. Nel 1939, alla sconfitta del fronte repubblicano, si rifugia in Francia, dove viene internato in un campo di concentramento, prima di scappare verso il Messico, dove collabora con i sindacati transalpini. Fa rientro in Germania nel 1950. L'estate del 1960 si reca nella Cuba rivoluzionaria, invitato dal regime di Castro per studiare la vita dei contadini cubani; Souchy però è molto deluso da quel che vede ed il risultato è la pubblicazione di un opuscolo molto critico della Rivoluzione Cubana e del governo comunista di Fidel Castro, la cui edizione sarà completamente distrutta dalle autorità comuniste cubane. Nel 1962 collabora in Madagascar con la Confederation of Free Trade Unions (CFTU,« Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi») ed in seguito, tra il 1963 e il 1966, in America Latina e in Etiopia con la International Labour Organitsation (ILO, «Organizzazione Internazionale del Lavoro»). Negli anni successivi se ne va in giro per il mondo a studiare esperienze autogestionarie, come quelle dei primi kibbutz in Israele e nella Jugoslavia di Tito. Conoscitore di ben 11 lingue, ha insegnato per molti anni al Escoles Berlitz.
Morto a Monaco nel 1984, ci lascia numerose opere (molte delle quali conservate all'International Institute of Social History di Amsterdam): Reise nach Russland 1920 (1920), Schreckensherrschaft in Amerika (1927), Sacco und Vanzetti (1927), The tragic week in May (1937, sul maggio barcellonese), Entre campesinos aragoneses (1937), Nacht über Spanien. Anarcho-Syndikalisten in Revolution und Bürgerkrieg (1936-39) (1955), Die soziale Revolution in Spanien. Kollektivierung der Industrie und Landwirtschaft in Spanien (1936-1939) (1974, con Erich Gerlach), Zwischen Generälen: Campesinos und Revolutionären (1974), Vorsicht: Anarchist! Ein Leben für die Freiheit. Politische Erinnerungen (1977, autobiografia) e Reisen durch die Kibbuzim (1984), Erich Mühsam (1984), Die lange Hoffnung. Erinnerungen an ein anderes Spanien (1985, postumo, scritto con Clara Thalmann)ecc.
Unknown author - Believed to have been originally published as a street poster and as an advertisement in Solidaridad Obrera (Barcelona). Enquiries about copyright have been made to this periodical (reply awaited)
Nato a Friedewalde, in Germania, August Spies è figlio di un funzionario forestale del governo. Da giovane riceve una buona educazione, visto che il padre intenderebbe instradarlo alla sua stessa professione. Dopo essersi avvalso inizialmente di insegnanti privati, Spies completa la sua istruzione iscrivendosi al Politecnico di Kassel. Si appassiona allo studio ma anche alla lettura, divorando i libri di filosofia, soprattutto quelli di Kant, Feuerbach, Molleschott ecc.
Morto improvvisamente il padre nel 1871, la situazione finanziaria della famiglia improvvisamente peggiora drasticamente. L'anno seguente, con la madre e i suoi cinque fratelli - Henry, Kenny, Maggie, Willy e Adolph - August emigra in America alla ricerca di lavoro e fortuna. Su consiglio di uno zio, la famiglia si stabilisce a New York, dove August impara il lavoro di tappezziere. All'epoca era ancora un fervente ammiratore di Bismarck e dell'impero tedesco, del socialismo non sapeva quasi nulla, se non qualcosa che aveva letto a proposito della Comune di Parigi. All'epoca Spies ragionava da reazionario, credendo che socialisti e comunisti fossero una minaccia per l'ordine e la salvaguardia della società tedesca.
A partire dal 1880 frequenta la redazione del quotidiano anarchico Arbeiter-Zeitung (Q«uotidiano del Lavoratore»), di cui diverrà direttore nel 1884. Spies ha oramai maturato definitivamente le sue idee antiautoritarie e libertarie e da questo momento si definirà anarchico. Legge e studia con attenzione il pensiero dei principali esponenti dell'anarchismo, soffermandosi in particolare su Bakunin e Proudhon.
Spies diventa uno dei più importanti anarco-sindacalisti del paese, partecipando a tutte le iniziative in favore delle 8 ore lavorative. Egli è uno dei leader delle manifestazioni del maggio 1886 di Chicago. Dopo il massacro operaio da parte della polizia durante la manifestazione del 3 maggio 1886, il giorno seguente si trova ad Haymarket Square ad arringare la folla con Parsons e Fielden, quando durante il comizio di Fielden la polizia inizia a caricare i manifestanti. Nella confusione una bomba scoppia in mezzo ad un plotone di poliziotti, opera probabilmente di un provocatore , che provoca la morte del poliziotto Mathias J. Degan. A questo punto le forze dell'ordine si sentono legittimate a sparare sulla folla e a proseguire nella carica con ancor maggiore violenza: vengono ferite dozzine di persone; undici, fra cui sette agenti colpiti dal fuoco amico, invece perdono la vita
Otto sindacalisti ed anarchici vengono immediatamente arrestati (August Spies, Albert Parsons, Samuel Fielden, Adolph Fischer, George Engel, Michael Schwab, Louis Lingg, Oscar Neebe.) e durante il processo a loro carico (iniziato il 21 giugno 1886 e terminato il 19 agosto seguente ) ben sette vengono condannati a morte (solo Oscar Neebe sarà condannato a "soli" 15 anni). Michael Schwab e Samuel Fielden chiederanno la grazia e la loro pena sarà prima trasformata in ergastolo e poi amnistiata totalmente il 26 giugno 1893 Schwab, Fielden e Oscar Neebe (anche lui sarà graziato). Dei rimanenti cinque, Louis Lingg si suicida nella sua cella con una "bomba-sigaro" il 10 novembre 1887.
Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer, George Engel vengono impiccati il giorno dopo (11 novembre 1887). Prima di morire, sulla forca Spies grida: «Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più potente delle voci che strangolate oggi».
Nella biografia pubblicata dalla moglie Nina Van Zandt, sposata quando si trovava in carcere nel gennaio 1887, si legge a proposito del suo pensiero:
«La mia filosofia è sempre stata quella che lo scopo della vita è esclusivamente lo sviluppo della persona e l'applicazione razionale di questo principio è la vera moralità. Il socialismo può essere definito come una scienza, come una specifica forma di organizzazione sociale, mentre l'anarchismo (la negazione dell'autorità imposta) è il filo che corre tutte le epoche di cambiamento sociale ed umano; è la lotta per la sovranità dell'individuo. Anche se in generale, io sono un anarchico, io sono anche praticamente e specificamente socialista.»

Unknown author - "Haymarket Martyrs". Labadie Photograph Collection, University of Michigan.
pingnews.com - Anarchists Executed, Chicago by Will E. Chapin, 1887 (LOC)
«Vale di più l'uomo libero o la libertà?»
«Io ho riposto la mia causa nel nulla»
«Io troverò sempre dei compagni che si uniranno a me senza prestare giuramento alla mia bandiera»
Max Stirner (vero nome Johan Caspar Schmidt) nasce a Bayreuth, città cara a Richard Wagner, in Baviera il 25 ottobre 1806. Figlio di un fabbricante di flauti (che muore sei mesi dopo la nascita di Stirner), frequenta il liceo classico locale seguendo corsi su Hegel, Schleiermacher, Michelet. Nel 1832 riesce a superare l'esame di abilitazione che gli consente di insegnare nei Licei Prussiani. Insegna per un anno e mezzo alla Koenigliche Realschule (una scuola frequentata da ragazze provenienti da famiglie agiate) di Berlino in tirocinio, senza ricevere compenso, ma il governo Prussiano gli rifiuta una cattedra pagata. Nel 1837 sposa la figlia della sua padrona di casa, ma ella muore di parto poco tempo dopo. È poi costretto a dedicarsi alla madre, malata di mente e infine riesce a trovare lavoro come insegnante.
Successivamente incomincia a frequentare l'ambiente dei "Liberi", un piccolo gruppo di intellettuali e filosofi, ai quali fa visita qualche volta anche Karl Marx. Di quel gruppo d'intellettuali fa parte anche Friedrich Engels, che si diverte a disegnare delle scene di alcuni rappresentanti che frequentano il gruppo dei Liberi; le uniche immagini che ci sono pervenute oggi del volto Stirner sono rappresentate proprio dagli schizzi di Engels.
In questo periodo conosce Maria Dahnhardt, e nel 1843 la sposa. Sempre in quell'anno Stirner dà alle stampe il suo libro più famoso Der Einzige und sein Eigentum ("L'unico e la sua proprietà "), che dedicherà alla seconda moglie. Il libro non viene sequestrato perché ritenuto incomprensibile dalle autorità di polizia, ma comunque porta al licenziamento dell'Autore dal lavoro di insegnante. Presto abbandonato dalla moglie, Stirner si spegne all'età di 49 anni, nel 1856. In una nota dello stato civile si legge:
«Non madre, non moglie, non figli».
Muore in una squallida solitudine. La causa della sua morte è imputabile ad una puntura di insetto velenoso ed all'errata cura del medico che non riesce a cogliere la natura del suo male. Poche sono le persone che accompagnano il suo feretro: tra queste, Bruno Bauer, il più affezionato tra i suoi amici.
Stirner proclama che le religioni e le ideologie si fondano primariamente sopra delle superstizioni e di conseguenza denuncia come superstizioni il nazionalismo, lo statalismo, il liberalismo, il socialismo, il comunismo e l'umanesimo.
La filosofia di Stirner ha suscitato accesi dibattiti che hanno coinvolto personalità come Karl Marx, Søren Kierkegaard, Benjamin Tucker, Carl Schmitt, Benito Mussolini, Dora Marsden, Robert Anton Wilson e i situazionisti. Friedrich Nietzsche invece non riconobbe esplicitamente i suoi debiti nei confronti di Stirner, e anzi confidò ad alcuni suoi allievi il timore di essere accusato di plagio nei confronti di Stirner.
Stirner rimane ancor oggi al centro di un dibattito diffuso e animato: un'ampia letteratura secondaria compare in tedesco, italiano, francese e spagnolo, mentre in inglese vi sono solo interventi che sottolineano le interpretazioni anarchica ed esistenzialista del suo pensiero.
Il problema risiede nel trovare un compromesso tra libertà assoluta (impraticabile) e libertà determinata (che non è autentica libertà). Stirner sceglie la libertà individuale: «si può perdere la libertà, ma la libertà spetta solo a noi», è una scelta momentanea che si presenta all'individuo in ogni momento della sua vita. L'individuo deve avere la proprietà della libertà, non basta dirsi liberi, '«io devo poter fare o non fare ciò che desidero»; a S. non interessa realizzare l'ideale della libertà, quello a cui punta è di avere la libertà, l'uomo diventa libero se riesce a sottoporre la libertà al proprio volere (non basta l'ideale).
La libertà deve liberare l'unicità quale dimensione autentica dell'individuo, la libertà così posta è teoricamente infinita e senza confini, io individuo e solo io posso sottoporla a dei limiti. La libertà così intesa si esplica al di fuori di ogni codificazione; è possibilità di essere, di avere, etc. Per sfruttare la mia libertà posso usare ogni mezzo, addirittura l'ipocrisia e l'inganno.
Dal punto di vista delle istituzioni politiche non vi può essere alcun rapporto tra istituzioni e libertà dell'individuo, il diritto, solo per il fatto di esserlo, si pone al di fuori della mia individualità (in quanto è stato elaborato con strumenti che esulano, appunto, dalla mia individualità). I diritti mi sono stati concessi e non sono atto della mia libertà: basta ciò per considerarli un qualcosa che imbriglia la libertà; non sono io che mi approprio dei diritti, sono un qualcosa che gli altri mi concedono, importa poco se questa concessione avvenga ad opera di pochi, uno o molti. Si tagliano, così, i ponti anche con una concezione politica ultrademocratica: è sempre un qualcosa di collettivo, a Stirner interessa invece l'individualità.
«Nella concorrenza certamente ciascuno è solo. Ma quando forse un giorno la concorrenza scomparirà, perché si riconoscerà che l'azione comune è più profittevole dell'isolamento, non accadrà allora che ognuno sarà ugualmente egoista e alla ricerca del proprio utile?»
Secondo Stirner colui che non pensa ad altro che a sé è «un uomo che non conosce e non sa apprezzare nessuna delle gioie provenienti dall'interesse e dalla stima che si ha per gli altri». Stirner ha poi precisato che la sua polemica non è verso l'amore o l'altruismo ma verso «l'amore santo, non al pensiero, ma al pensiero santo, non è contro i socialisti, ma verso i socialisti santi». Esclude poi categoricamente ogni forma di dipendenza e schiavitù che nulla hanno a che vedere con la sua associazione degli egoisti.
L'egoismo di Stirner stesso, inteso in senso cristiano, e quindi in senso negativo, può tranquillamente essere messo in discussione dal momento che egli, nei suoi testi, pare avere come primario intento quello di sobillare le individualità alle quali si rivolge, affinché esse dispongano di una strumentazione linguistica che consenta loro di emanciparsi e di divenire altrettanto "egoiste". Evidenziando inoltre quell'aspetto dell'uguaglianza nella diversità in un pensiero (in questo, paradossalmente, democratico) che il filosofo rivolge a "tutti".
«Sono forse realmente degli egoisti coloro che sono associati in un organismo in cui uno è schiavo o servo di un altro? [...] Gli schiavi non hanno ricercato questa società per egoismo, ma essi sono nel loro cuore egoista contro queste belle associazioni. Queste non sono "associazioni di egoisti", ma società religiose, comunità tenute in sano rispetto del diritto e della legge».
Il primo paese dove l'Unico viene tradotto è la Francia. E il testo fa breccia nella zona culturale e politica più vivace di quegli anni, fra il simbolismo e l'anarchia. I primi estratti appaiono sul Mercure de France (Mercurio di Francia), tradotti da Henri Albert, che era anche traduttore di Friedrich Nietzsche. Poi, nel 1900, vengono pubblicate due traduzioni: una, di Reclaire, edita da Stock; l'altra, di Lasvignes, presso Edition de la Revue Blanche (Edizioni della Rivista Bianca), altro centro presso cui si raccoglieva il meglio della letteratura di quegli anni. Uno dei primi a scrivere in Francia su Stirner sarebbe stato Gustave Kahn. E Gide avrebbe sospirato sulle differenze tra Stirner e Nietzsche, inclinando per quest'ultimo.
Ben diverso il clima italiano, dove anche si avranno due traduzioni: una del 1902, edita da Bocca, ampiamente tagliata e preceduta da un'introduzione di Ettore Zoccoli, che è anche il traduttore. Preoccupato dalla dilagante fortuna che "l'individualismo criminale" di Stirner stava incontrando, Zoccoli traccia un profilo piuttosto dettagliato delle vicende dell'Unico e soprattutto, come voleva la tendenza di allora, mette a confronto le idee di Stirner con quelle di altri maestri dell'anarchismo. L'altra traduzione italiana, senza menzione del traduttore, sarebbe apparsa nel 1911, presso la Libreria Editrice Sociale. La seconda edizione del 1920 e la terza, del 1922, avrebbero avuto anche uno studio introduttivo sulla vita e l'opera di Stirner a firma di V. Roudine. Nel frattempo Zoccoli, che aveva già pubblicato un breve libro su Stirner e l'anarchismo americano, I gruppi anarchici degli Stati Uniti e l'opera di Max Stirner, gli dedicava il primo capitolo della sua opera più ambiziosa, "L'anarchia", Torino, 1907. Questo libro, subito tradotto in russo e tedesco, fu uno dei canali principali attraverso cui il nome di Stirner si diffuse in Italia.
La "Casa Editrice Vulcano", della provincia di Bergamo, stampò un'edizione del libro nel 1977, dalla cui traduzione la "Demetra" di Verona ne fece una ulteriore per la Collana Anarchici nel 1996.
L'"Adelphi Edizioni", nella sua "Biblioteca Adelphi", ha pubblicato un'altra stampa del libro di Stirner, nel 1979, con al fondo del libro un «Accompagnamento alla lettura di Stirner» a firma di Roberto Calasso. Questa edizione ha avuto una grossa fortuna editoriale e una costante ristampa, e può essere considerata la consacrazione dell'opera di Stirner in una collana prestigiosa.
Basilari, inoltre, saranno il suo nichilismo e il suo "individualismo assoluto" nel dar luogo, come si è già detto, alla nascita di un indirizzo di pensiero filosofico quale l'esistenzialismo, oltre che nello scandire quella differenza sostanziale tra il movimento libertario e altri approcci rivoluzionari di tipo autoritario. Coinvolse profondamente personaggi, tra i più diversi, quali S. Kierkegaard, M. Bakunin, F. Nietzsche, P. Kropotkin, Zo d'Axa, S. G. Nečaev e R. Novatore. Altrettanto coinvolgente nonché fonte d'ispirazione fu il suo libro nei confronti di molti di quei ribelli interiori, autori di atti d'insurrezione contro le istituzioni, divenuti cronaca ed entrati a far parte della storia e dell'immaginario collettivo che va dalla fine dell'Ottocento sino ai giorni nostri. Le sua influenza la possiamo trovare inoltre, nella letteratura (I. Turgenev, F. Dostoevskij, A. Camus, G. Orwell) o in quei filoni cinematografici che vedono protagoniste le storie di giustizieri solitari (contraddittori) situati ai margini di una qualche società. Taluni gli attribuiscono inoltre, un ruolo di primo piano nell'avere favorito la nascita di alcuni fenomeni culturali e subculturali della seconda metà del Novecento come, ad esempio, il Punk77 o gli Indiani Metropolitani.
«Il borghese (...) disdegna ogni tipo di vita vagabonda. E ci sono anche i vagabondi dello spirito, ai quali la dimora degli avi appare troppo angusta e opprimente per potersene restare tranquilli in quello spazio ristretto: invece di mantenersi entro i limiti di un modo di pensare moderato e di prendere per verità intoccabile ciò che a tanti dà conforto e sicurezza, essi oltrepassano tutti i confini della tradizione e vagabondano in strane regioni del pensiero, sollevando critiche irriverenti e dubitando impudentemente di tutto, questi vagabondi stravaganti. Essi formano la classe degli instabili, degli irrequieti, dei mutevoli, cioè dei proletari, e vengono detti, quando manifestano la loro natura randagia, “teste inquiete”... Tutti questi tipi non hanno né una residenza stabile, né solidi interessi, né una vita tranquilla e rispettabile, né un reddito fisso ecc..; insomma la loro esistenza non poggia su alcuna base sicura ed essi appartengono perciò alla pericolosa categoria dei “singoli” e degli “isolati”, al pericoloso proletariato: sono “individui scalmanati”, che non offrono alcuna “garanzia” e “non hanno niente da perdere” e quindi niente da arrischiare.» (Max Stirner)
Nonostante vi sia un accento più marcato (volto a preservare l'ideologia da influenze borghesi) contro il revisionismo, letto ciò da una prospettiva marxista-libertaria e anti ideologica, può ritenersi congeniale all'esplicazione e al discernimento di una concezione materialista-anarchica e al consolidamento dell'indispensabile connubio fra i due termini (comunismo-anarchismo) necessari alla rivoluzione, nonché di quel «comunismo individualista», prospettato da Marx proprio ne' L'ideologia tedesca e accennato da Stirner ne' L'unico, in quanto irrinunciabile metodo in grado di distruggere la frapposizione tra interessi individuali da parte delle imprese e di ogni forma di accumulazione capitalistica che, in qualità di entità astratte, soffocano e travisano il significato di opinione pubblica, divulgando il mito di un' indistruttibile dicotomia tra sfera personale e politica.
Considerando il panorama storico in cui Stirner scrive è facile immaginare quanto a lui premesse, al contrario, porre in evidenza il problema del dogmatismo religioso e l'esigenza di distruggere una dialettica, inevitabilmente cristiana e inadatta a esprimere la realtà individuale, quale la lingua tedesca gli forniva. Premura che fece si che egli si convincesse a diffidare anche di un termine quale "rivoluzione" e a preferire ad esso quello di "insurrezione" (rivolta) pur, egoisticamente, ritenendo opportuno schierarsi contro lo Stato e i feudi del liberalismo economico e in difesa di una società (associazione) delimitata più da confini reali, o per così dire tangibili, che metafisici.
È importante tuttavia far notare quanto egli abbia anche proposto una visione atomistica che è in qualche modo in antitesi con la sua stessa esposizione storiografica olistica. L'unico nasce dal nulla e nel nulla muore. Il percorso della storia perciò da lui dipinto, ed il metodo interpretativo scelto per tracciarne gli sviluppi, sono in qualche modo ancora legati ad una concezione platonica o hegeliana che si distacca fortemente, da un punto di vista razionale, dal nichilismo "radicale" di cui Stirner stesso è il fautore. La rivolta individuale non può abbracciare nulla che le sia estraneo e, conseguentemente, non c'è prova scientifica alcuna del fatto che essa debba necessariamente condurre verso una direzione ben precisa da un punto di vista sociale. La profezia "liberassociazionista" cara agli utopisti libertari e ai materialisti marxisti è un qualcosa che ancora pone il nichilismo e l'individualismo assoluti al di fuori di una concezione rivoluzionaria che miri a plasmare la società sino a distruggerla. Il solipsismo tende piuttosto a far coincidere la materia stessa con le esigenze materiali di cui l'individuo necessita, senza che gli si richieda o imponga di intraprendere alcun percorso prestabilito.
Fintanto che una visione scientista della politica non sarà stata sostituita da una metodo scientifico in grado, non tanto di predire il futuro e quindi di fornire ad ogni individualità la possibilità di essere spontaneamente incentivata a direzionarsi nel modo più pratico e privo di pregiudizi, ma di adottare un metodo epistemologico di indagine a spizzico (K. Popper), più onesto sul piano sociologico, basato su presupposti prescientifici, forniti dall'esperienza empirica, "l'unico" sarà destinato ad essere il creatore sprovveduto, in balia di un deserto esistenziale che reca tanta gioia quanto dolore poiché, idealmente orientato e pessimisticamente disorientato, a seconda degli sviluppi dati dalle evoluzioni in campo sociale a cui egli prenderà parte. Da un lato la libertà totale sul piano individuale si rivelerà chimerica, dall'altro il suo coincidere o esser parallela a quella altrui potrebbe rivelarsi, altrettanto, un malinteso utopistico che potrebbe condurre a ottenere risultati inaspettati e in antitesi con la sfrenata libertà esistenziale, di cui il nomade spirituale in questione non rimarrebbe che un triste apologeta. Sebbene l'onestà intellettuale di Stirner lo porti a non rivendicare alcuna pretesa di validità assoluta per quanto riguarda la sua tesi sull'evoluzione umana, è altrettanto vero che ciò non può comunque non influenzare il lettore e al contempo non essere scaturita da un'influenza alla quale Stirner stesso è soggetto. Liberarsi della coscienza morale, è un fine che si rivela inarrivabile in quanto essa scaturirebbe o, comunque, sarebbe contingente al nostro grado sociale e quindi relativa, ma mai distruttibile. Il compromesso è quindi da ricercare proprio appellandosi all'innegabile unicità del modulo sociale che è l'individuo stesso, modulo spogliato di qualsiasi legame che lo vincoli a un'unità famigliare che costituisca il mattone con cui è strutturata materialmente la società (sala) nella quale viviamo. Amare, per Stirner, significa amare le proprie voglie e saper distinguere queste dai desideri e da ogni forma di volontà. L'unico è pronto a tutto pur di manifestarsi e non ha amore che per il presente godimento di sé stesso. La distinzione che vien fatta fra voglia e volontà è un primo passo verso quella direzione che porterà alla nascita della psicoanalisi. Iter speculativo in cui Nietzsche rappresenta un anello di congiunzione fra Stirner e Freud.
Bibliografia
Der Einzige und sein Eigentum (L'Unico e la sua proprietà), Reclam, Lipsia, 1844-1845 (prima edizione)
Recensenten Stirners in Wigands Vierteljahrsschrift, Wigand, Lipsia, 1845 (replica a Feuerbach, Bauer, Szeliga, Hess)
Die National-Oekonomen der Franzosen und Engländer (a cura di Max Stirner), 8 volumi, Wigand, Lipsia, 1845-1847
Geschichte der Reaktion (Storia della reazione), 2 volumi, DVA, Berlino, 1852
Kleinere Schriften und seine Entgegnungen auf die Kritik seines Werkes: "Der Einzige und sein Eigentum". Aus den Jahren 1842-1847 (a cura di John Henry Mackay), Schuster & Loeffler, Berlino, 1898
Das unwahre Prinzip unserer Erziehung oder der Humanismus und Realismus (I falsi principi della nostra educazione ovvero umanesimo e realismo (a cura di John Henry Mackay), Stampa Privata, Berlin - Charlottenburg, 1911
Parerga, Kritiken, Repliken (a cura di Bernd A. Laska), LSR, Norimberga, 1986
Targa commemorativa dedicata allo scrittore anarchico tedesco Max Stirner, situata nel luogo in cui sorgeva la sua casa natale, in Maximilianstraße 31 a Bayreuth.



























































































