Nato negli Stati Uniti da una famiglia di immigrati tedeschi, ritornata poi nella terra d'origine poco dopo la sua nascita, tra il 1917 e il 1921 Traven comincia a far uso dello pseudonimo Ret Maruk. Influenzato dalla filosofia di Max Stirner, diviene anarchico e pubblica a Monaco tra il 1917 e il 1919 la rivista «Der Zielgelbrenner».
Nel 1919, insieme ad anarchici come Erich Mühsam e Gustav Landauer, partecipa agli eventi che porteranno alla nascita dell'effimera Repubblica dei Consigli di Baviera, in cui assume il ruolo di responsabile della stampa e della propaganda dei Consigli operai e contadini. Una volta sconfitta la repubblica dalla violenza reazionaria dei nazionalisti, è da questi condannato a morte, a cui per fortuna riesce a sfuggire grazie ad una fuga verso Londra (1923).
In Gran Bretagna subisce un breve periodo di detenzione, poi sceglie di espatriare verso il Messico. Alla data del 28 luglio 1924 nel suo diario Ret Marut scrive: «Il bavarese di monaco è morto», dichiarando così di voler aprire una nuova fase della sua vita. Si stabilisce infatti nella città messicana di Tampico, qui assiste agli eventi della Rivoluzione messicana e scrive il suo primo romanzo, che in buona parte racconta, con uno stile diretto e semplice, delle insurrezioni degli oppressi contro gli oppressori in centro America.
Dal Messico spedisce in Europa i suoi manoscritti, che saranno poi tradotti in 44 lingue, rifiutando tanto la critica quanto il contatto col pubblico. Egli pensava che i suoi libri dovessero parlare per lui e non viceversa. In seguito spiegò in questo modo le ragioni della sua scelta di vivere nell'ombra:
- «Colui che postula un impiego come sorvegliante notturno o di accendi lumi si vede richiedere un curriculum vitæ da trasmettere in un certo arco di tempo. Ma da un lavoratore che crea delle opere intellettuali, non si dovrebbe mai esigerlo. Lo si incita a mentire. Soprattutto se crede, per delle ragioni buone o cattive, che la sua vera vita potrebbe deludere gli altri. Ciò non vale per me. La mia vita personale non deluderebbe. Ma essa non riguarda che me e tengo a che sia così. Non per egoismo. Ma perché non riguarda che me e ci tengo a che sia così. Non per egoismo. Ma perché desidero essere il mio giudice in ciò che concerne i miei affari personali. Mi piacerebbe dirlo molto chiaramente. La biografia di un creatore non ha la minima importanza. Se non si riconosce l'uomo con le sue opere, delle due cose una: o l'uomo non vale nulla oppure le sue opere. È per questo che l'uomo creatore non dovrebbe avere altra biografia che le sue opere. È nelle sue opere che egli espone alla critica la sua personalità e la sua vita».(Ret Marut in una lettera alla «Guilde Gutenberg», in accompagnamento del manoscritto Totenschiff [La nave dei morti], 1926)
In Messico Traven si trova completamente a suo agio, poiché d'altronde egli sentiva come sua patria ogni terra che gli offriva ospitalità:
- «So ora che la mia patria è classificata in fascicoli, l'ho vista sotto forma di funzionari abili a cancellare in me le ultime tracce di patriottismo. Dove dunque è la mia patria? La mia patria è là dove sono, dove nessuno mi disturba, dove nessuno mi chiede chi sono, da dove vengo e cosa faccio» (La nave dei morti).
A Città del Messico è molto conosciuto e può contare su un folto gruppo di amici, tra cui Gabriel Figueroa, Tina Modotti, Frida Kahlo, Adolfo Mateos ed Esperanza López Mateos (il suo primo traduttore), Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, Federico Canessi ed Edward Weston. Nel 1957 si stabilisce a Città del Messico con Rosa Elena Luján, sua traduttrice e compagna ideologica. Traven\Marut prosegue la sua attività rifiutando pubblicità e fama sino alla fine sua morte, avvenuta a Città del Messico il 26 marzo 1969.
La sua ultima volontà fu quella di spargere le sue ceneri nel rio Jataté, che attraversa la foresta del Chiapas, uno dei posti più amati dallo scrittore tedesco. Secondo Martina-Lise Riesefeld, nel suo testamento Traven avrebbe certificato di chiamarsi Traven Torsvan Croves, nato a Chicago nel 1890 e naturalizzato cittadino messicano nel 1951.
A causa di un incidente, cui andrà ad aggiungersi l'incapacità del chirurgo che lo opererà, subisce l'asportazione di una parte della mandibola che gli deforma il lato sinistro del viso e ne segnerà l'esistenza per sempre. Terminati gli studi, infatti, ha enormi difficoltà a trovare lavoro anche a causa della trasfigurazione del suo viso. Per questo, per un certo periodo, conduce una vita errabonda e senza scopi precisi.
Dopo essere riuscito finalmente a farsi assumere in un laboratorio di rilegatura di libri, nel 1867 soggiorna nella Giura svizzera e prende contatti con la sezione dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT), che si distingueva per la maggioranza di militanti anarchici. La militanza nell'AIT gli costa la perdita del lavoro, per questo nel 1868 decide di partire per l'Austria, paese in cui il movimento operaio si trova in uno stadio embrionale a causa anche di un'intensa attività repressiva.
Inizialmente socialdemocratico, Johann si distingue per il suo attivismo sindacale. Diventa uno dei leaders della protesta sociale, molto amato e rispettato per il suo impegno tra i lavoratori e le lavoratrici. Nel maggio 1869 a Vienna arringa una folla di 10.000 persone, a causa del quale verrà poi condannato ad una pena detentiva. Il governo austriaco, infatti, aveva appena deciso di promulgare delle leggi antisocialiste particolarmente dure. Una volta scontata la pena, che comunque non aveva fatto altro che aumentarne la fama tra i lavoratori e delle lavoratrici, nel 1871 decide di ritornare in Germania. Evidentemente il suo lavoro tra gli oppressi fu stato talmente valido, che venne accompagnato alla stazione da una folla di qualche migliaio di persone.
Most si stabilisce nella città tedesca di Chemnitz, pubblica un giornale («Chemnitzer Freie Presse») e organizza uno sciopero locale che gli vale ancora una volta una condanna al carcere. Nel 1873, durante il periodo detentivo, scrive Kapital und Arbeit, una spiegazione ed interpretazione del Capitale di Karl Marx che egli considerava di difficile comprensione. L'ostracismo verso il celebre saggio, gli costerà l'indignazione di Marx e l'odio viscerale di molti marxisti. Al contrario, sarà energicamente difeso dal rivoluzionario Ernest Dühring.
L'anarchico tedesco in seguito trova lavora presso il «Suddentchen Volkstimme» di Magonza, poi viene eletto nel Parlamento tedesco (Reich), quando ancora si illudeva che il parlamentarismo potesse essere un mezzo per risolvere i problemi sociali. In ogni caso, il suo mandato termina dopo una pubblica celebrazione della Comune di Parigi e una serie di attacchi al patriottismo e alla religione. Arrestato, utilizza il periodo detentivo per approfondire la sua conoscenza di diversi testi, tra cui Die Bastille am Plotzensee, un saggio di denuncia del sistema carcerario prussiano.
Dopo il suo rilascio, Most si pone in posizione critica rispetto ai leaders social-democrativi come Karl Liebknecht. Comincia a collaborare con il giornale socialista «Berliner Freie Presse», in cui vorrebbe pubblicare i testi di Dühring, per il quale egli prova una grandissima ammirazione. Dopo aver preso istruzioni da Frederich Engels, Liebknecht si oppone categoricamente alla pubblicazione di questi articoli, ma senza riuscire ad impedire che Most scrivi e pubblichi un pamphlet intitolato L'Anti-Duhring.
Convinto dalla sua stessa esperienza della futilità dell'azione parlamentare, Most inizia ad avvicinarsi all'anarchismo e viene per questo espulso dal partito socialdemocratico tedesco nel 1880.
Nel 1881 la rottura con il socialismo è definitiva, Most diviene anarchico ed inizia a frequentare molti libertari, tra cui Errico Malatesta o Victor Dave. Nel giugno dello stesso anno, sulle pagine di «Freiheit», si congratula con i populisti di Volontà del popolo per l'assassinio dello zar Alessandro II di Russia, invitando gli anarchici all'emulazione. Per questo è ancora una volta arrestato dalle autorità britanniche e condannato ad un anno e mezzo di carcere. Dopo essere stato rilasciato nel 1882, Most decide di emigrare negli USA, dove molti anarchici lo avevano invitato a partecipare a diverse conferenze.
Giunto a New York nel dicembre 1882, riceve un'accoglienza trionfale da parte dei lavoratori di origine tedesca. Legge molti libri di Kropotkin, rimanendone influenzato non poco, specialmente per quanto riguarda l'idea della propaganda col fatto. Compie interminabili viaggi in diverse città americane (Boston, Baltimora, Kansas City ...) con lo scopo di diffondere l'idea anarchica. Il giornale «Freiheit» ricomincia le pubblicazioni con l'intento di unificare le forze rivoluzionarie statunitensi. Con attivisti come Albert Parsons e August Spies, Johann Most fonda l'International Working People's Association (IWPA), il cui statuto richiede l'uguaglianza economica, l'organizzazione cooperativa di produzione e il federalismo.
Dopo la condanna a morte dell'amico August Reinsdorf, colpevole di aver organizzato un attentato contro l'imperatore Guglielmo I°, Johann Most declama a Filadelfia una toccante orazione funebre:
- «Davanti al tribunale, Reinsdorf si è trasformato da accusato in accusatore, una nemesi della rivoluzione sociale. Quest'uomo mi appare come un eroe d'altri tempi. Il suo motto era chiaro e netto: al traditore, la corda; alla spia, il coltello; al prete, il veleno; al boia, la pallottola; al principe la bomba!» (Revue des Deux Mondes, 1° febbraio 1885.)
Dopo l'attentato di Haymarket Square, avvenuto il 4 maggio 1886, e i successivi arresti di sindacalisti e anarchici, alcuni attivisti vengono condannati a morte ed impiccati da innocenti. La stampa borghese considera lo stesso Most come uno dei responsabili di quei fatti, lanciando una campagna morale contro quello che viene bollato come il «nemico pubblico n° 1». L'11 maggio 1886 viene arrestato a New York dopo la sua partecipazione ad un meeting. Il 2 giugno viene condannato ad un anno di carcere per incitamento alla rivolta. L'anarchica Emma Goldman scrisse al riguardo:
- «Di tanto in tanto mi ha inviato qualche riga: esprimeva commenti caustici e spiritosi su persone che aveva incontrato, oppure ha denunciato un giornalista che, dopo averlo intervistato, ha scritto un articolo infamante su di lui. A volte inserisce nella sua lettera una caricatura comparsa su qualche giornale, aggiungendo a margine: "Attenzione: assassino di donne" oppure "'Ecco l'orco che mangia i bambini". Non avevo mai visto caricature così brutali e crudeli.»
Most non fa niente per mitigare la sua condizione, continua ad essere sé stesso. Così, pubblica un opuscolo, Révolutionäre Kriegswissenschaft ("Scienza della guerra rivoluzionaria"), un manuale per l'uso di esplosivi che viene pubblicato inizialmente a puntate nel suo «Freiheit». Il manuale ottiene un grande successo tra i lavoratori, in quanto si prefigge lo scopo di aiutare gli stessi a difendersi e a reagire di fronte ai brutali attacchi padronali che spesso subivano. Tuttavia Most non sembra aver considerato tutte le implicazioni che comporta questo testo. Nel luglio del 1892, Alexander Berkman (il compagno di Emma Goldman), utilizza proprio questo manuale per tentare l'assassinio di Frick, un magnate dell'acciaio. Most però si dissocia dal gesto per ragioni personali e tattiche: l'attentato non farebbe cessare la repressione in atto. La dissociazione non è senza conseguenze e gli comporta alcuni screzi con Emma Goldman ed altri anarchici.
Imperterrito, oltre alla gestione di «Freiheit», partecipa a conferenze, scrive molti libri e articoli, fonda un gruppo teatrale (Free Stage), per il quale scrive opere teatrali, e partecipa a vari scioperi e manifestazioni. Lo storico dell'anarchismo Ronald Creagh, così definisce il tratto distintivo di Most rispetto all'anarchismo statunitense: «(...) i disordini durante le manifestazioni di massa, obiettivo prioritario che non escludeva il lavoro di coordinamento della classe operaia, ma che è sempre posteriore; le riunioni interne al movimento sono soggette a tali obiettivi e la propria organizzazione è ridotta al minimo, quando non è del tutto ignorata». Nonostante questi limiti evidenziati da Creagh, egli è senza dubbio un combattente instancabile, trasportato da un costante entusiasmo creativo.
Intorno 1899-1901, «Freiheit» conosce un periodo di gravi difficoltà finanziarie, in parte risolto dalla tenacia dell'anarchico tedesco. Nonostante la sua stanchezza, intraprende un giro di conferenze: è un successo totale. Tra Pittsburgh e Cincinnati però, l'imprevisto, Most si sente male e muore il 17 marzo 1906.
Il suo giornale, «Freiheit», in seguito pubblicherà tutte le opere della sua vita. La più celebre delle quali è stata La peste religiosa:
- «Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile [...] Noi speriamo che le masse non si lasceranno più ingannare e abbindolare, verrà il giorno in cui i crocifissi e i santi saranno gettati nel fuoco, i calici e ostensori trasformata in utensili utili, le chiese trasformata in una sala da concerto, teatro o assemblee, o, nei casi in cui possano utilizzare a tale scopo, in granai e stalle per cavalli.». (da La peste religiosa)

:Harper's Weekly 1892-08-20 Vol 36 Iss 1861 - Among the Anarchists of New York
Created: 1890
Nato a Berlino in un agiata famiglia di origine ebraica, poco dopo la nascita i genitori si trasferiscono a Lubecca. Nella città anseatica frequenta il Katharineum - Gymnasium, una scuola nota per la sua disciplina autoritaria e per le punizioni corporali inflitte agli studenti che trasgredivano alle dure norme comportamentali imposte dall'istituto. Il giovane studente Erich, manifestando sin da subito la sua indole ribelle, nel gennaio 1896 denuncia anonimamente sul Lübecker Volksbote i metodi educativi coercitivi e violenti adoperati nella sua scuola contro gli allievi.
Non appena la sua identità viene scoperta, Erich viene immediatamente espulso dal ginnasio, peraltro anche a causa delle sue manifeste simpatie socialiste. Fin dalla tenera età aveva mostrato un grande talento per la scrittura e non a caso il suo sogno era quello di diventare poeta. Aveva pubblicato diverse favole ed all'età di 16 anni anche alcune poesie satiriche su fatti locali. Ma su insistenza del padre, che di professione faceva il farmacista, il giovane Erich aveva iniziato a studiare farmacia dopo aver terminato il percorso scolastico al Friedrich-Franz-Gymnasium di Parchim. Infatti, lavorerà dal 1899 al 1900 come assistente farmacista, ma questa era però una professione che non lo appassionava veramente e per questo abbandonerà gli studi farmaceutici per tornare alle sue ambizioni poetiche e letterarie.
Liberatosi dall'oppressione paterna, entra a far parte del gruppo di scrittori libertari della Neue Gemeinschaft (« Nuova Società ») che sotto la guida di Julius e Heinrich Hart intendeva conciliare socialismo, umanismo religioso e vita comunitaria di stampo quasi primitivista. All'interno della «Nuova Società» conosce Gustav Landauer, uno dei leader del movimento, il quale dopo averlo introdotto nella conoscenza dell'anarchismo, lo incoraggerà a proseguire nelle sue attività artistiche e nella combinazione di filosofia politica e anarco-comunismo.
Gli scritti di Mühsam di questo periodo prendono di mira l'ipocrita morale borghese e i suoi tabù attraverso l'arma del sarcasmo. La raccolta poetica Wuste (1904) è invece composta per lo più da "canti di denuncia" delle ingiustizie e dei soprusi subiti dal proletariato. Mühsam vedeva nel Lumpenproletariat' (sottoproletariato: vagabondi, ladri, prostitute e delinquenti) «l'avanguardia di una società migliore sotto ogni aspetto più libera e bella».
Nel 1902 diviene redattore della rivista anarchica Armer Teufel («Povero diavolo»), collaborando da quel momento in poi con numerose riviste anarchiche. Divenuto nel giro di poco tempo uno degli anarchici maggiormente apprezzati di tutta la Germania, dal 1903 le autorità tedesche lo pongono sotto stretta sorveglianza in quanto considerato uno dei più pericolosi agitatori anarchici tedeschi.
L'avvento della Prima guerra mondiale segnerà l'avvio di un dibattito interno al movimento anarchico internazionale, che si divise in una minoranza interventista e una maggioranza ostinatamente fedele agli ideali anarchici internazionalisti. Prima dello scoppio della guerra, e solo per un breve periodo, Mühsam nei suoi diari sembra assumere quasi una posizione nazionalistica , ma nel giro di poco tempo rivedrà la sua idea ritornando in prima fila nella campagna antimilitarista e antinazionalista.
Con l'accentuarsi della carica aggressiva e violenta degli scioperi contro la guerra, il governo bavarese dà avvio alla dura repressione del movimento antimilitarista con una serie di arresti di massa degli agitatori contro la guerra. Mühsam è tra gli arrestati dopo il grande sciopero dei lavoratori delle fabbriche nel gennaio del 1918.
Intanto, il 15 settembre 1915, s'era unito in matrimonio con Kreszentia Elfinger (conosciuta col soprannome Zenzl Mühsam), la figlia vedova di un contadino bavarese conosciuta due anni prima.
Internato a Traunstein, lo stesso giorno in cui viene rilasciato, ossia il 5 novembre, prende la parola durante una riunione popolare scagliandosi contro la guerra e l'ipocrisia della difesa nazionale. L'8 novembre, dopo due giorni di violente manifestazioni, duranti i quali molti militari abbandonano le proprie divise per unirsi agli operai, il re abdica e la Baviera diventa una repubblica.
In quei giorni Monaco di Baviera è in preda alla rivolta, il socialista Kurt Eisner dichiara la Baviera una repubblica socialista. Eisner, conosciuto da Mühsam nel campo di internamento, nel tentativo di portare gli anarchici nel nuovo governo, offre a Mühsam un ministero, ma egli inizialmente decide di rifiutare preferendo combattere insieme a Gustav Landauer, Ernst Toller, Ret Marut ed altri anarchici per lo sviluppo di comuni operaie sul modello dei soviet.
Il ritorno sulla scena dei politicanti reazionari, che mal tolleravano l'organizzazione di una società socialista, porterà all'assassinio del presidente del consiglio Kurt Eisner e all'avvento di nuove strutturazioni governative. Il malcontento di operai e contadini sfocerà il 4 aprile nella fondazione della Repubblica dei Consigli. Erich Mühsam entra nel governo ed è nominato responsabile alle relazioni estere.
Il 13 aprile 1919, un tentativo di Putsch militare contro la "Repubblica del Consigli", opera del governo Hofmann, avvalsosi dei Freikorps , che nel frattempo s'era rifugiato a Bamberg, viene respinto dai rivoluzionari dei consigli, ma Mühsam (così come una dozzina d' altri militanti), tradito e denunciato dai social-democratici, viene catturato e deportato con un "treno speciale" verso Ebranch (regione della Baviera settentrionale), allora nelle mani delle forze reazionarie.
Quando il golpe viene respinto, Mühsam si trovava detenuto in carcere con altri membri della Repubblica dei Consigli in seguito all'arresto voluto dal governo socialdemocratico. A Monaco, nel frattempo, si era insediato un Consiglio Centrale del tutto rinnovato, fondato sull'egemonia del Partito Comunista Tedesco.
In carcere comunque non smette di scrivere, risale infatti a questo periodo la poesia Il Prigioniero. Il 21 dicembre 1924 Mühsam può usufruire dell'amnistia concessa dal governo a molti prigionieri politici (tra i prigionieri politici amnistiati vi era pure Adolf Hitler) e può finalmente ritrovarsi con la moglie Kreszentia. Al suo arrivo alla stazione di Berlino, gli operai lo accolgono con grandi festeggiamenti riconoscendo in lui un grande rivoluzionario.
La Baviera conosciuta ed amata da Mühsam è ormai molto cambiata, l'apatia la fa da padrona soprattutto a causa del crollo economico della Germania come conseguenza delle riparazioni da pagare dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale e l'iperinflazione. Dopo aver tentato inutilmente di riavviare la pubblicazione del giornale Kain, nel 1926 Mühsam fonda Fanal («La Fiaccola»), un nuovo giornale in cui critica apertamente i comunisti e l'estrema destra per il ruolo svolto all'interno della Repubblica di Weimar. Nel corso di questi anni, i suoi scritti e i discorsi assumono un tono violento e rivoluzionario, ma il suo tentativo di organizzare un fronte unito contro la destra e il nazismo lo espone pubblicamente all'odio dei conservatori e nazionalisti.
Inoltre, cinque anni di detenzione e l'impossibilità a curarsi in carcere, oltre ad uno stato di generale debolezza, gli avevano causato la perdita dell'udito da un orecchio. Per tutto il 1925 Mühsam è impegnato nei lavori della Federazione comunista-anarchica tedesca e nella difesa dei detenuti politici anche attraverso la diffusione e il radicamento del Soccorso Rosso in tutta la Germania. Risale a questo periodo l'opuscolo Giustizia per Max Hoelz, un comunista tedesco condannato all'ergastolo e poi graziato nel 1927.
Nel 1928 scrive l'opera teatrale Ragione di Stato, un monumento a Sacco e Vanzetti. L'anno seguente abbandona l'impegno nel Soccorso Rosso perché ormai era totalmente controllato dal KPD (Partito Comunista tedesco). Nei primi anni 30', grazie all'influenza esercitata dall'amico Rudolf Rocker, è un membro attivo della FAUD. In un numero speciale di Fanal apparso nel 1932, poco prima della presa del potere da parte dei nazionalsocialisti, compare il suo saggio programmatico intitolato Die Befreiung der Gesellschaft vom Staat («La liberazione della società da parte dello Stato»), sottotitolato Was ist kommunistischer Anarchismus? («Cos'è l'anarchismo comunista?»).
Già negli anni precedenti, attraverso il racconto Die Affenschande (1923) e la poesia Republikanische Nationalhymne (1924), Mühsam aveva attaccato la magistratura tedesca per la sua partigianeria in favore della destra nazionalista, ora con Fanal l'anarchico andava a colpire con la satira il crescente fenomeno del nazismo. Tutto ciò solleverà in breve tempo le ire di Adolf Hitler e Joseph Goebbels, così il 28 febbraio 1933, a poca distanza di tempo dall'incendio dei Reichstag, il governo di Hitler lo conduce nuovamente agli arresti.
Per volere di Goebbels viene diffusa in tutti i campi di concentramento una foto di Mühsam in cui lo si accusa di essere l'assassino di alcuni membri della Società Thule presi in ostaggio il 30 aprile 1919. In realtà, quel giorno, l'intellettuale tedesco si trovava nel campo di internamento di Ebranch e la notizia di quei fatti li apprese solo il 29 maggio. Anche il Tribunale di ufficiali che lo avevano condannato a 15 anni nel giugno del 1919 per la mai rinnegata partecipazione ai moti rivoluzionari, aveva escluso qualsiasi sua implicazione nella vicende degli ostaggi.
Nell'aprile del 1933, Mühsam viene trasferito nel campo di concentramento di Sonnenburg, dove subirà le sadiche attenzioni delle S.A.. Comunisti, socialisti, anarchici e le loro riviste, denunceranno con vigore l'arresto e le torture inflitte agli intellettuali, chiedendo nello specifico la liberazione di Mühsam in quanto vittima di torture :
- «Dopo la rottura dei denti a colpi di moschetto; stampata una svastica sul suo cuoio capelluto con un marchio rovente; dopo essere stato sottoposto a nuove torture... anche adesso le iene fasciste del campo di concentramento di Sonnenburg proseguono nei loro attacchi bestiali su quest'uomo inerme. Le ultime notizie sono davvero atroci: un nazista costrinse il nostro compagno a scavare una fossa e poi con una esecuzione simulata fece subire una nuova agonia ad un uomo condannato. Anche se il suo corpo è stato ridotto ad una massa sanguinolenta e dalla carne tumefatta, il suo spirito è ancora molto elevato: quando i suoi detrattori hanno cercato di costringerlo a cantare l'Horst-Wessel-Lied (inno del nazista) ha sfidato la loro rabbia cantando l'Internazionale» [10]
In seguito alle barbare percosse inflettigli, la moglie riesce ad ottenerne il trasferimento a Plotzensee, nei pressi di Berlino, dove quantomeno gli vengono risparmiate violenze fisiche pur essendo posto in isolamento. Questo gli permetterà di proseguire nella stesura del romanzo satirico Un uomo del popolo, ma alla fine di luglio un'ordinanza di Goering per l'inasprimento del trattamento dei detenuti politici mette fine a questo momento di relativa quiete. L'8 settembre, infatti, viene trasferito nel campo di concentramento di Brandeburg, dove le guardie riprendono a torturarlo fisicamente e psicologicamente (gli viene sequestrato il manoscritto).
Il 2 febbraio 1934, dopo tanta sofferenza, il rivoluzionario ed ebreo Mühsam subisce un nuovo trasferimento, questa volta verso il campo di concentramento di Oranienburg, dove è affidato al «secondo plotone degli ebrei», guidato dal vile e feroce provocatore Stahlkopf, futuro direttore del campo.
Nella notte seguente, il 30 giugno, le S.S. occupano a sorpresa il campo di Oranienburg disarmando le S.A.. L'8 luglio, approfittando del cambio di guardia, Kreszentia Mühsam incontra il suo amato per l'ultima volta. Il 10 luglio, secondo il rapporto ufficiale nazista, Erich Mühsam viene trovato impiccato nelle latrine del campo.
Un rapporto da Praga del 20 luglio 1934, pubblicato dal New York Times e contenente la testimonianza della moglie, ha rivelato che probabilmente Mühsam fu invece assassinato dopo brutale pestaggio.
Le più recenti ricostruzioni storiche accuserebbero della sua morte Theodor Eicke, l'ex comandante del campo di concentramento di Dachau, che si avvalse dell'aiuto di tali Ehrath e Konstantin Werner. È stato affermato che Mühsam fu torturato e picchiato fino a perdere la coscienza, dopo di che seguì un'iniezione letale. Il corpo fu in seguito appeso ad una trave delle latrine in modo da creare l'impressione che si fosse suicidato.
- «Mi imbattei in Mühsam d'ottobre quando era addetto alla pulizia delle scale e dei pianerottoli del dormitorio. Ci conoscevamo sin dal 1928 e Mühsam aveva molta fiducia in me: quando lo rassicurai che avrei sfruttato ogni possibilità di far conoscere all'opinione pubblica le vicende del suo martirio, mi scongiurò di non dimenticare le sofferenze continue cui erano sottoposti in questi inferni migliaia di sconosciuti lavoratori, di non rendere personale un problema che era invece di massa. Sopraggiunsero proprio allora una S.A. particolarmente feroce insieme con un altro compagno e col membro di una organizzazione di fascisti russi di Berlino che si trovava a Brandeburg come "detenuto di sicurezza" col compito esclusivo di maltrattare i prigionieri antifascisti, specie gli ebrei. Avvenne allora davanti ai miei occhi una scena di brutale violenza. Colpito da pugni alle reni, tempestato da calci, strappatagli la barba ed i capelli, costretto a leccare con la lingua la fetida acqua delle rigovernature delle scale, sanguinante, esausto, spossato, Mühsam fu costretto a rifare per ben cinque volte le scale ove le S.S. infierivano orribilmente sulla vittima che metà incespicava, tempestandolo di pugni, di pedate, di colpi di scopa [...].» (Dalla testimonianza di un compagno di carcere)
- «Nessuna fantasia può dipingere quali infamie escogitassero i carnefici per infierire sulle loro vittime. Era loro noto ad esempio dalle sue lettere, che Mühsam era un grande amico degli animali: ora le S.A. avevano trovato nella casa di un cittadino di Brandeburg, che doveva essere arrestato come antifascista, uno scimmione di sette anni, grande quanto un uomo [...]. Cercarono dunque di eccitarlo e aizzarlo contro Mühsam per farlo mordere, ma il povero animale non si prestò ai loro disegni [...] anzi, impaurito a morte, si aggrappò a lui come cercando protezione (non immaginavo che gli scimmioni potessero essere così sensibili, commentava mio marito, narrandomi il fatto). Infine, poiché la scimmia non assecondava i piani di quelle autentiche belve, fu torturata in presenza di Mühsam e finita a fucilate». (Da un racconto della moglie Kreszentia)
- «Chi dopo la morte vuole andare in paradiso è chi durante la vita vuole avere il potere, e chi in vita ha il potere è chi consola le sue vittime con la prospettiva del regno dei cieli dopo la morte».
- «Le esperienze dimostrano chiaramente che i signori dell'industria, i quali hanno già finanziato le bande di Hitler, non si fanno eccessivi scrupoli nello scegliere i mezzi che meglio possono soddisfare i loro desideri. Essi si sentono legittimati a far sì che l'ultimo decisivo passo per la costruzione della dittatura economica fascista non sia più compromesso da una resistenza efficace».
Aphorismen von Erich Mühsam
Erich Mühsam - Kampf. N. F., Hrsg. von Senna Hoy. S. 45. Nr 2. 13.2.1904- Bauchweh.
Erich Mühsam - aus: Simplicissmus Jg. 12, H. 30, S. 477 - Created: 1907
book cover of Anarchisten gegen den KriegDas Mahnmal zur Bücherverbrennung auf dem Bonner Markt; In das Pflaster des Bonner Marktes sind insgesamt 60 sichtbare Buchrücken, sogenannte „Lesezeichen“, verteilt, die sich an der Rathaustreppe, dem Ort, an dem die Bücher am 10. Mai 1933 verbrannt wurden, verdichten. Zusätzlich wurde ein wetterfester Archiv-Behälter in Form einer Büchertruhe in den Platz eingelassen. Seine Inschrift benennt das Ereignis und weitere Autoren von verbrannten Büchern.Die Befreiung der Gesellschaft vom Staat. Berlin, Insel VerlagCreated: 1933Created: 1906Die Ratte v. Erich Mühsam aus: Simplicissimus Jahrgang 10, Heft 38, 12/1905, S. 448
Erich Mühsam - SimplicissimusCreated: 19 December 1905Created: 1894Created: 1909Erich Mühsam - Unpolitische Erinnerungen. Leipzig 1931. Eins von 175 Exemplaren. (Auszüge aus Artikeln Mühsams, die 1927-1929 in der »Vossischen Zeitung« erschienen waren). Herausgegeben und gestiftet von Johannes Fuchs für die Mitglieder des Leipziger Bibliophilen-Abends. 19,8 : 12,3 cm. 54 Seiten
erausgegeben und gestiftet von Johannes Fuchs für die Mitglieder des Leipziger Bibliophilen-Abends. 19,8 : 12,3 cm. 54 Seiten
Leipziger Bibliophilen-Abend - https://www.the-saleroom.com/en-gbCreated: 1931Erich Mühsam Gedenktafel in Oranienburg zur Erinnerung an die Ermordung von Erich Mühsam im KZ Oranienburg
Created: 1919Erich Mühsam Stolperstein
vor dem Buddenbrookhaus - im Andenken an den gebürtigen Lübecker Schriftsteller und Anarchisten Erich Mühsam, der 1933 in Oranienburg bei Berlin von den Nazis ermordet wurde. Mühsam gewidmet ist außerdem eine kleine Dokumentation im Gewölbekeller des Hauses.Jean Pierre Hintze - originally posted to Flickr as Lübecker StolpersteineEx Libris von Erich Mühsam, von ihm selbst entworfen, 1917
Erich Mühsam (1878-1934) - https://www.stolpersteine-luebeck.de/Created: 1917First edition of Fanal, published by Erich Mühsam.
Erich Mühsam - http://anarcoefemerides.balearweb.net/Created: 1926For documentary purposes the German Federal Archive often retained the original image captions, which may be erroneous, biased, obsolete or politically extreme. Erich Mühsam 50 Jahre. Am 6. April 1878 in Berlin geboren, vollendet Erich Mühsam demnächst sein fünfzigstes Lebensjahr. Unser Bild: Neuestes Portrait Erich Mühsams.Created: 1928For documentary purposes the German Federal Archive often retained the original image captions, which may be erroneous, biased, obsolete or politically extreme. ADN-ZB Rehfeld-7.4.78-str- Berlin: Zur 100. Wiederkehr des Geburtstages des revolutionären Dichters und Publizisten Erich Mühsam fand am 7.4. im großen Penarsaal der Akademie der Künste der DDR eine Gedenkveranstaltung statt. Wilhelm Girnus, Wolfgang Heinz, Stephan Hermlin und Wieland Herzfelde lasen aus Mühsams Werken und berichteten über Begegnungen mit dem Künstler.Created: 7 April 1978Gedenktafel für Erich Mühsam an einem Wohnblock in Oranienburg, Berliner Straße Ecke Erich-Mühsam-Straße
Hier ruht unser Erich Mühsam, Waldfriedhof Dahlem, Berlin, en:Ehrengrab. Da seine Frau Creszentia Zenzl 1962 im damals fast unzugänglichen Ost-Berlin beigesetzt worden war, wurde sie auf seinem Grabstein noch einmal aufgeführt.
Mutter Erde - Own workBilly's Erdengang. Eine Elephantengeschichte für artige Kinder. Verse von Onkel Franz (d. i. Erich Mühsam und Hanns Heinz Ewers). Mit vielen lustigen Bildern von Paul Haase. (Neuausgabe der Publikation von 1904. 30,5 x 25 cm. 32 Seiten)
Paul Haase (1873-1925) - https://www.zvab.com/Created: 1904Muehsam by Lacuna, Berlin
2019 besprühte der Berliner Schablonenkünstler Lacuna mehrere Häuser in Berlin mit dem Portrait Mühsams.Muehsam Staatsraeson
Staatsräson. Berlin: Gilde freiheitlicher Bücherfreunde. (Djvu mit unkorrigierter OCR)Erich Mühsam - Created: 1928Memorial plaque, Erich Mühsam, Alt-Lietzow 12, Berlin-Charlottenburg, Germany
OTFW, Berlin - Own workOTFW, Berlin - Self-photographed
Memorial plaque, Schutzverband Deutscher Schriftsteller, Blücherstraße 68, Berlin-Kreuzberg, Deutschland
OTFW, Berlin - Self-photographedPeter Hille und Erich Mühsam. Bild in de:Horst Stobbe: Die moderne Literatur in Erstausgaben, seltenen Drucken, Handschriften und Bildnissen : 1880 - 1910 / eingel. von Franz Blei. München : Schönhuth, 1912. Hinweis: Peter Hille starb 1904.
Unknown author - Jürgen Holstein, Waltraud Holstein (Hrsg.): Goldrausch & Werther : Antiquariatskataloge als Sonderfall des Umschlagdesigns. Berlin : Holstein, 2014Created: 1904Photo postcard of the waterfall near the old mill, Monte Verità, 1904. Light-and-air bathing nude in nature; on the left, standing facing the waterfall is the German physician Raphael Friedeberg who brought a number of anarchists like Peter Kropotkin to this place. It was Friedeberg who also invited the German writer and publicist Erich Mühsam (seated, right) to come to the natural healing Sanatorium Monte Verità.
Unknown author - https://cartoliste.ficedl.info/Created: 1904Picture of Erich Mühsam
(Stamp on back of picture:) PHOT-BERICHT / H. HOFFMANN / MÜNCHEN / Schellingstraße 50 - National Library of Israel, Schwadron collectionThe photo shows leaders of the Munich Soviet Republic as prisoners during their fortress detention around 1920. Standing - from left to right (1) Markus Reichert (2) Toni Waibel (3) Rudolf Hartig (4) Paul Grassl (5) Josef Renner Sitting - from left to right (1) August Hagemeister (see here!) (2) Erich Mühsam (3) Wilhelm Olschewski
Unknown author - https://www.dhm.de/Created: 1920- Walk of Fame of Cabaret: Erich Mühsam
Zenzl Mühsam, sposata con Erich nel 1915
Invitata a trasferirsi in Unione Sovietica, si ferma a Mosca, dove le era stato promessa la pubblicazione delle opere del compagno e le sue stesse lettere inviate all'amato Erich durante la sua detenzione. Sarà un periodo difficile e pieno di polemiche, da un lato infatti lei accuserà parte del movimento anarchico di non interessarsi della memoria del loro vecchio compagno, dall'altro gli anarchici la rimprovereranno di aver venduto Erich Mühsam ai comunisti.
I bolscevichi, come ampiamente previsto da Emma Goldman in una lettera a lei indirizzata («Sono sicura che non si cerca che ad utilizzarvi, te e la memoria di Erich», le scrive Emma la rossa, una dei pochi anarchici, insieme a Rudolf Rocker e Milly Witkop, a starle vicino ), tradiranno l'impegno pubblicando solamente alcune sue poesie. Essendo critica dello stalinismo, viene arrestata in seguito alle epurazioni volute dal regime il 23 aprile 1936.
Liberata, dopo esserle stata rifiutata il visto per gli USA, viene ancora una volta arrestata nel novembre 1938 e poi condannata a 8 anni di lavori forzati l'11 settembre 1939. L'accusa è quella di appartenere ad un'organizzazione controrivoluzionaria.
Scontata la sua pena nel campo di concentramento Pot'ma e Yavas della Repubblica autonoma del Mordovia, viene spedita senza un soldo in treno verso Novosibirsk. Nel 1949 è stata nuovamente arrestata e bandita "per sempre" da Novosibirsk. Nel 1955 ottiene l'autorizzazione a trasferirsi nella Germania Est.
Forse nella DDR matura l'allontanamento dal movimento anarchico, probabilmente delusa dallo scarso appoggio ricevuto dai vecchi compagni, infatti delle sei lettere spedite durante questo periodo, tra dicembre 1955 e luglio 1959, nessuna è indirizzata a membri del movimento.
Seriamente ammalata, gli ultimi anni della sua vita sono «interamente dedicati a convincere le autorità della RDT ad ottenere una copia dei manoscritti di Mühsam e a darsi da fare per una loro pubblicazione». Muore il 16 marzo 1962 a Berlino.
OTFW, Berlin - Self-photographed

Unknown author - Eckehard Schwarz, Gustaf-Nagel-Förderverein, Arendsee
Unknown author - Image Zeno.org
Gustav Nagel (1874-1952) - Christine Meyer: Der Einsiedler von Arendsee. In: Journal für Natur- und Heimatfreunde Sachsen-Anhalt, 7 (1997), Magdeburg 1997, S. 26.
Nutzer--Nephantz! 17:45, 24. Mai 2010 (CEST) - Own work Original text: selbst fotografiert































































































