sabato 2 luglio 2016

Gino Bibbi (Avenza, 5 febbraio 1899 – Carrara, 8 agosto 1999)

Gino Bibbi

Gino Bibbi (Avenza, 5 febbraio 1899 – Carrara, 8 agosto 1999) è stato un anarchico italiano, militante antifascista (cugino di Gino Lucetti, attentatore alla vita di Mussolini) e aviatore per conto dei repubblicani nella rivoluzione spagnola.  

Biografia

Formazione Personale e Anarchica

Bibbi nasce ad Avenza, il 5 febbraio del 1899, figlio di un imprenditore del legname. Già sottotenente di fanteria, studia da ingegnere al Politecnico di Milano, dove conosce, nel 1922, Camillo Berneri. Nel '23 viene pestato a sangue dai fascisti, dopo aver lanciato in faccia al gerarca Renato Ricci, nel centro di Carrara, volantini che definivano Mussolini «tragico pagliaccio». In seguito, durante un'altra aggressione fascista, viene ridotto in modo tale che sua madre, al solo vederlo, ne morrà di crepacuore.
Nel 1926, con la complicità di altri anarchici (la sorella Maria, il triestino Umberto Tommasini, il bresciano Leandro Sorio e il carrarino Stefano Vatteroni), fornisce la bomba SIPE che il cugino Gino Lucetti lancerà a Roma, l'11 settembre 1926, contro l'auto del duce. La bomba esploderà, ma Mussolini rimarrà illeso.
Gino Bibbi e la sorella Maria vengono arrestati 24 ore dopo l'attentato. La mancanza di prove lo farà passare dal carcere al confino, prima ad Ustica e poi a Lipari. Viene torchiato ad ogni occasione, ogni qual volta la polizia segreta fascista si trova ad indagare su episodi come l'attentato alla Fiera di Milano del 1928. Di lui si occupa il commissario Rizzo, lo stesso che "curava" l'espropriatore anarchico Sante Pollastri e l'anarchico individualista Giuseppe Mariani, autore della strage al teatro Diana di Milano, nel 1921.
Con il pretesto di completare gli studi di ingegneria, riesce a farsi trasferire al Carcere dell'Ucciardone di Palermo, da dove evade imbarcandosi per Tunisi su una nave argentina, grazie alla complicità di marinai anarchici. Da Tunisi, raggiunge Parigi dove impara a pilotare un aereo, insieme al fratello di Francisco Franco, Ramon, esule repubblicano in Francia. Passa in Spagna, dove, insieme a Gigi Damiani, prepara un piano per far evadere Errico Malatesta, sequestrato dal regime fascista nel sua casa nel quartiere Trionfale a Roma. Alcune soffiate allertano l'OVRA, e il progetto abortisce.
Nel 1934 apre un'officina a Valencia e viene accusato dal console italiano di produrre armi per gli anarchici. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile, diviene pilota da caccia dell'aviazione repubblicana che, però, si sta trasformando rapidamente in un feudo stalinista. Bibbi, sfruttando le sue competenze ingegneristiche, sperimenta nuove armi per il Comitato Centrale delle Milizie di Catalogna, fra cui un lanciarazzi teleguidato con un raggio d'azione di 10 km. Gli viene commissionato un progetto di siluro teleguidato per attaccare le navi fasciste che bloccano i porti spagnoli. Nel dicembre del 1936 viene arrestato dalla polizia repubblicana e accusato di essere «una spia di Mussolini».
L'intervento del comitato regionale della CNT di Valencia gli salva la vita. Il 20 febbraio del 1937, ad Alicante, viene nuovamente arrestato dalla Guardia de Asalto (stalinista) insieme a Umberto Tommasini e ad altri tre compagni, nonostante avessero un'autorizzazione del Ministero della Marina e dell'Aviazione per compiere atti di sabotaggio nel porto franchista di Ceuta, in Marocco, utilizzando mine subacquee. Rinchiusi in una ceka (prigione privata comunista) vengono detenuti per settimane, interrogati, minacciati, malmenati. Tommasini riesce ad evadere. Solo l'intervento di Garcia Oliver, ministro della Giustizia, presso il ministro degli Interni, il socialista Galarza che ne aveva disposto l'arresto, riuscirà a salvarlo. Dopo questa esperienza, Bibbi lascia la Spagna, pur continuando ad interessarsi, da Parigi, di altre azioni contro il fascismo e contro lo stalinismo. Fonda un gruppo anarchico indipendente.
Con Tommasini, nel 1937, progetta un nuovo attentato al duce, che non verrà però portato a termine. Passato in Francia alla fine della guerra spagnola, è internato presso il campo di Gurs. Durante l'occupazione, riesce a nascondersi e quindi a tornare in Italia dove partecipa alla resistenza. È tra gli anarchici che libereranno Carrara dai fascisti.
Poi si rifugia in Brasile per un qualche periodo. Tornerà a Carrara nel 1948 e prenderà alloggio nelle case popolari, insieme alla moglie e a due figli. Le stesse case popolari di Avenza, dove rimarrà fino alla fine anche Alfonso Failla.
Aderisce alla Federazione Anarchica Italiana, da cui si ritira a metà degli anni cinquanta, «perché troppo subalterna al Partito Comunista Italiano». Nel convegno dell'Internazionale delle Federazioni Anarchiche del settembre 1968 a Carrara - quello cui intervenne Daniel Cohn-Bendit - è parte attiva nella rottura con i giovani del maggio francese:
«Sono venuti a proporre il fronte unito delle sinistre! Roba di cinquant'anni fa. Un suicidio!».
Il pericolo stalinista è diventato una tale ossessione per lui che all'inizio degli anni settanta si dirà che era arrivato a simpatizzare per "Nuova Repubblica", movimento fondato da Randolfo Pacciardi, vecchio amico ed ex-comandante della Brigata Garibaldi in Spagna. Fatto sta che si estranea del tutto dal movimento anarchico.

Morte

Alla fine della sua vita si dichiarerà anarchico individualista. Muore a Carrara l'8 agosto 1999, a più di cento anni. Si è fatto poi cremare, con il fazzoletto rosso e nero annodato al collo.
Le ceneri sono seppellite nel cimitero di Turigliano.

A destra, con Luce Fabbri e Edgar Leuenroth.

l'anarchico Gino Bibbi rifiuta la cittadinanza spagnola (TG3 1996 ...

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=9kP96G37Agk
18 gen 2016 - Caricato da vetrinafirenze
Quello che rimane di una vecchia registrazione su VHS risalente pressappoco a gennaio 1996. Mi ...

 

Né dans une famille relativement aisée du village d’Avenza, près de Carrare, Gino Bibbi avait commencé à militer très tôt dans le mouvement anarchiste. Il distribuait de la propagande antifasciste avec sa moto, ce qui lui vaudra d’être renversé et battu par un groupe de fascistes qui incendieront l’engin ainsi que la scierie de son père.
Pendant ses études d’ingénieur à Milan, c’est lui qui avait fourni à son cousin Gino Lucetti une bombe pour l’attentat manqué que ce dernier réalisera contre Mussolini le 11 septembre 1926.

Réfugié en France avec sa soeur Maria, Gino Bibbi qui faisait l’objet en 1931 d’un avis de recherche par les autorités italiennes était victime d’un arrêté d’expulsion. Il partait alors pour l’Espagne où il allait continuer de participer à la lutte anti fasciste. Il prenait alors des cours de pilotage dans l’intention de préparer un attentat aérien contre Mussolini. Avec l’aide de militants espagnols, il planifiait l’évasion à bord d’une vedette rapide, pour laquelle il avait mis au point le moteur, d’Errico Malatesta. Le plan ne put être réalisé, ce dernier ayant été transféré à Rome.
Pendant la guerre civile il était aviateur et allait participer à plusieurs opérations derrière les lignes franquistes et mettre à profit ses connaissances d’ingénieur pour développer l’industrie d’armement et mettre au point une sorte de lance missiles qui sera testé par la colonne Durruti. Á l’automne, lors d’un séjour en France, il était arrêté et condamné le 12 octobre à huit jours de prison pour infraction à l’arrêté d’expulsion. En décembre 1936, à Valence, il était arrêté par les communistes avec G. Fontana et U. Tommasini : tous trois étaient accusés de trafic d’armes, alors que, porteurs de sauf-conduits spéciaux du Ministère de la Défense, ils négociaient l’achat d’armes pour le front d’Aragon. Il sera libéré suite à l’intervention de Juan Garcia Oliver.
Passé en France à la fin de la guerre civile, il était interné au camp de Gurs. Pendant l’occupation, il parvenait à se cacher puis à retourner en Italie où il allait participer à la résistance. Il fit partie d’une des unités anarchistes de partisans qui ont libéré Carrare.
Puis Gino Bibbi a émigré en Amérique latine. Revenu à Carrare dans les années 1950, il développait au sein de la FAI une tendance minoritaire appelant à participer aux élections. S’éloignant de plus en plus du mouvement organisé, il se définissait dans les années 1960 comme individualiste.
Gino Bibbi est mort le 8 août 1999 et a été incinéré à Carrare

Revista A, n°140, octobre 1986 (souvenirs de U. Marzocchi)// Notice de Nick Heath http://libcom.org/history/bibbi-gino-1899-1999// AD Gard 1M757//

 Mugshot of Gino Bibbi.

Gino Bibbi, born in February 1899, came from a family of ‘good standing’ from the village of Avenza near Carrara, with a father who owned a large joiners’ works.
From early youth he gravitated towards the anarchist movement. Heavily involved with anti-fascist activity, he distributed leaflets from his motorbike. He was pulled off his bike and beaten. His bike and his father’s sawmill was put to the torch.
Whilst an engineering student at Milan, he was involved in supplying his cousin Gino Lucetti, also from Avenza, with a bomb which he used to carry out an unsuccessful attentat on "Il Duce", Mussolini, on 11 September.
After various spells of confinement by the fascists, the first beginning in 1923, he managed to escape to France and then moved to Spain in 1931. He worked closely with the CNT and FAI. He began to take flying lessons to prepare for an aerial attack on Mussolini!
He was also involved with a group within the FAI that planned to free imprisoned anarchist Errico Malatesta. It was hoped to make the escape in a high speed motor launch. Gino worked on the motor for this. Unfortunately, as a result of infiltration, word reached the Italian police and Malatesta was transferred to Rome. This transferal may have brought his death in 1932 closer.
Gradually he was joined by other Italian comrades fleeing from Italy, including many Carrarans, among them his sister Maria, as well as Camillo Berneri and Barbieri, both murdered by the Stalinists in May 1937.
During the Civil War, he was assigned many missions behind Francoist lines, procuring arms, carrying out sabotage and flying reconnaissance flights. He liaised with anarchist Garcia Oliver, who was part of the government, in the organisation of weapons for the fight with the Francoists. He used his engineering knowledge to design a powerful engine for a guided missile (see photograph or it in use, above). First tests reached an operational range of 20 kilometres. The Durruti Column used the first missile to bombard the Francoist lines.
The anarchist columns, in particular the Iron Column, began to carry out expropriations of jewelry shops in Valencia in order to put together a war chest to buy arms and raw materials.
Gino’s task was to buy these arms. In January 1937, whilst engaged in these operations he was dogged by the secret police of the Italian Stalinist Togliatti, who later ordered Berneri’s and Barbieri’s deaths. He was imprisoned in Valencia with other anarchists like Umberto Tommasini and Fontana. He was accused of money laundering. He developed a burning hatred for the Communist Party. Garcia Oliver managed to have him released from jail.
With the Republican collapse, he fled over the French border and was interned in the concentration camp at Gurs. With the outbreak of World War II, he managed to escape and went into hiding, doing underground work. He later moved back to Italy and was involved with partisan units. He was one of the anarchist partisans that freed Carrara from the fascists.
His relations with the organised movement ended when he moved to South America in the post war period. He returned to Carrara in the ‘50s. He was at the head of a group which called for electoralist tactics within the Italian Anarchist Federation, which was firmly rejected by the majority. He distanced himself from the organised movement and began calling himself an individualist anarchist in the’60s.
He died at the age of 100 on 8th August 1999. He was cremated with a red and black scarf tied round his neck. His ashes were interred in the “anarchist corner” of the graveyard in Carrara.
Nick Heath


Gino Bibbi (1899-1999)
El 5 de febrer de 1899 neix a Avenza (Carrara, Toscana, Itàlia) l'enginyer anarcoindividualista i militant antifeixista Gino Bibbi. Fill d'un empresari del llenyam benestant, era cosí de l'anarquista Gino Lucetti, que atemptarà contra la vida de Benito Mussolini. Llicenciat com a sotsoficial d'Infanteria, estudià enginyeria a l'Institut Politècnic de Milà, on conegué, en 1922, Camillo Berneri. En 1923 fou apallissat pels «camises negres» després d'haver llançat a la cara del jerarca feixista Renato Ricci, al centre de Carrara, uns pamflets des d'una moto que definien Mussolini com a «tràgic pallasso». Poc després, arran d'una altra agressió feixista, sa mare morí de dolor en veure com havia quedat son fill. Un escamot feixista també calà foc la seva moto i la serradora de son pare. En 1926, amb la complicitat d'altes anarquistes (sa germana Maria, Umberto Tommasini, Leandor Sorio i Stefano Zatteroni), proporcionarà la granada (bomba SIPE) que son cosí Gino Lucetti llançarà l'11 de setembre de 1926 a Roma contra el cotxe de Mussolini. La granada explotà, però el dictador sortirà il·lès. El 24 de setembre d'aquell any fou detingut amb sa germana Maria, però la manca de proves va fer que passés de la presó al desterrament, primer a Ustica i després a Lipari. Sota el pretext de completar els estudis d'enginyeria, aconsegueix que el traslladin a la penitenciaria del Ucciardone de Palerm, d'on fuig embarcant-se cap a Tunísia amb un vaixell argentí, gràcies a la complicitat de mariners anarquistes. Després passà a París, on aprengué a pilotar avions juntament amb el republicà Ramón Franco, germà del futur dictador Francisco Franco Bahamonde, aleshores exiliat a França, amb la finalitat de preparar un atemptat aeri contra Il Duce. Més tard, a Espanya, amb l'anarquista Gigi Damiani i companys de la Federació Anarquista Ibèrica (FAI), preparà un pla d'evasió per a Errico Malatesta, segrestat pel règim feixista al seu domicili del barri Trionfale de Roma; però algun confident alertà l'Organizzazione per la Vigilanza e la Repressione dell'Antifascismo (OVRA, Organització per la Vigilància i la Repressió de l'Antifeixisme) i el projecte fou avortat. En 1934 obrí una fàbrica a València i fou acusat pel cònsol italià de produir armes per als anarquistes. En 1936, arran de l'esclat de la guerra civil, esdevingué pilot de caça de l'aviació republicana a Getafe, amb Ramón Franco, Juan Ortiz, Assunto Zamboni i Baldassare Londero, fins que es convertí en un feu estalinista. Comissionat pel Comitè Central de Milícies Antifeixistes de Catalunya, gràcies als seus coneixements d'enginyeria, posà a prova les noves armes que es creaven, com ara un llançacoets teledirigit amb un radi d'acció de 10 quilòmetres, que després eren usades per la Columna Durruti. També se li encarregà un projecte de torpede a control remot per atacar les naus feixistes que bloquejaven els ports republicans. El desembre de 1936 fou detingut a València, juntament amb Umberto Tommasini i G. Fontana per la policia republicana sota control estalinista i acusat d'«espionatge al servei de Mussolini» i de «tràfic d'armes». Gràcies a la intervenció del Comitè Regional de la Confederació Nacional del Treball (CNT) de València pogué salvar la vida. El 20 de febrer de 1937 fou novament detingut a Alacant per la Guàrdia d'Assalt, sota control comunista, juntament amb Umberto Tommasini i altres tres companys llibertaris, tot i que comptava amb autorització del Ministeri de Marina i de l'Aviació per realitzar actes de sabotatge al port franquista de Ceuta (Marroc), utilitzant mines submarines. Tancat en una txeca comunista, fou sotmès durant setmanes a durs interrogatoris i tortures. Tommassi, mentrestant, va aconseguir fugir. Només la intervenció de Joan García Oliver, aleshores ministre de Justícia, davant del socialista Ángel Galarza Gago, ministre de Governació, que havia ordenat la seva detenció, aconseguí salvar-lo. Després d'aquesta experiència, abandonà la Península i des de París organitzà accions antifeixistes i antiestalinistes des d'un grup anarquista independent que fundà. En aquest mateix 1937, amb Tommasini, projectà un nou atemptat contra Mussolini, que no reeixirà. El final de la guerra civil espanyola l'agafà a la Península i creuà els Pirineus, essent tancat al camp de concentració de Gurs. Durant l'ocupació, passà a Itàlia i lluità amb la resistència, participant en l'alliberament de Carrara amb un grup anarquista. Després es refugià a Brasil durant un temps. En 1948 tornà a Carrara amb sa companya i sos dos fills. Adherit a la Federació Anarquista Italiana (FAI), abandonà aquesta organització durant els anys cinquanta al considerar-la massa subordinada al Partit Comunista d'Itàlia (PCI), encara que era membre d'una tendència minoritària partidària de participar en eleccions polítiques. En el Congrés de la Internacional de Federacions Anarquistes (IFA) que va tenir lloc a Carrara (Itàlia) el setembre de 1968, fou un dels partidaris del trencament amb els joves del Maig Francès, representats per Daniel Cohn-Bendit. El seu anticomunisme el portà a començaments dels anys setanta a simpatitzar amb «Nuova Repubblica», moviment fundat per Randolfo Pacciardi, vell amic i excomandant de la Brigada Garibaldi a Espanya, fet que el marginarà totalment del moviment anarquista. Durant els seus últims anys es declarà anarcoindividualista. Gino Bibbi va morir el 8 d'agost de 1999 a Carrara (Toscana, Itàlia) i fou incinerat amb un mocador roig i negre al coll; les seves cendres van ser enterrades al «racó anarquista» del cementiri de Carrara.


 Gino Bibbi a l'illa d'Ustica (1927)

Gino Bibbi (primer per la dreta dels asseguts) amb altres confinats --entre ells Giuseppe Tonini, Fioravante Meniconi, Melli Tarantola i Antonio Di Donato-- a l'illa d'Ustica (1927)

Fitxa policíaca de Gino Bibbi

Gino Bibbi posant a prova armament per a la CNT
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